Nella sua personale forma artistica, il già acclamato artista, Max Ferrigno, omaggia la Santuzza con un progetto che prevede la realizzazione di ben otto pezzi che ritraggono la “sua visione” della Santa patrona della città di Palermo. Immergersi nel lavoro di Max Ferrigno implica necessariamente immergersi in un Amarcord di citazioni e di icone dell’ultimo cinquantennio, con particolare attenzione al mondo del Sol Levante, che strega e cattura chi è cresciuto con le icone di quella cultura e che adesso sono assolutamente rese contemporanee dall’artista originario del Monferrato, ma che si innamora perdutamente di Palermo e della sua icona per eccellenza, che riesce ad innestare ed omaggiare nella sua arte assolutamente originale, contemporanea e unica.
Max Ferrigno e l’omaggio a S. Rosalia: “La figura di Rosalia è musa ispiratrice”
Max Ferrigno racconta così la sua poetica, e il perché di questo omaggio per il tanto atteso 400° Festino di Santa Rosalia: “La figura di Rosalia ispiratrice, diviene Musa in una rappresentazione pittorica che oggi si presenta in una nuova lettura. Da sempre affascinato da questa figura storica e simbolica, oggi, abbandonata la visione di icona pop (precedentemente incarnata) approda ad
una raffigurazione in linea con un nuovo percorso creativo; spogliato quasi definitivamente dall’etichetta neo-pop abbraccia un nuovo linguaggio fatto da contaminazioni liberty”.
Un passaggio stilistico, intrapreso negli ultimi anni della sua ricerca e accolto dalla critica e dal pubblico con sentimento di entusiasmo. Un passaggio naturale dettato anche dal “respirare” e creare in uno spazio intriso della storia di quei secoli. Non soltanto riconosce come luogo esistenziale e creativo Palermo, che sceglie lasciando quello di origine Casale Monferrato, ma sceglie come studio un edificio costruito da Ernesto Basile, affrescato dal Gregorietti, urbanisticamente inserito nel quadrilatero dell’expo del ‘900.
Il focus della sua narrazione si muove attorno la figura e la storia di Rosalia antecedente al percorso mistico, quando ancora il suo nome era Rosalia Sinibaldi. Uno studio preparatorio minuzioso precede la realizzazione dell’intero progetto. Partendo dalla scelta della modella Manuela Tuzzolino (rigorosamente palermitana) che incarna i tratti contemporanei di Rosalia, rappresentandone la nobiltà, la fierezza, scegliendo una raffigurazione tipica della pittura ritrattistica del periodo liberty.


La mostra: inaugurazione e percorso espositivo
Il progetto è composto da quattro opere pittoriche (tecnica acrilico su tavola, di diverse dimensioni), sei disegni preparatori a tecnica mista e un reportage fotografico che attesti le varie fasi. Il percorso espositivo prevede, oltre l’allestimento espositivo, due edicole votive una al Capo e una al Mandamento Libertà, mentre durante il Festino verrà esposto uno stendardo sacro, a Palazzo Drago.

L’idea nasce dal desiderio di creare un evento che possa avere una narrazione sotto i diversi linguaggi artistici. Oltre tutto la modella scelta per incarnare Rosalia, è attrice e danzatrice nella scuola di Emma Dante. Il progetto espositivo viene arricchito e completato dalla realizzazione di un’edicola votiva con lo stesso soggetto, pensata per essere collocata in maniera permanente in
un punto ancora da individuare nell’ottava circoscrizione della città di Palermo. Si prevede la realizzazione di una pubblicazione in quadricromia con testo critico, documento dell’intero progetto.



















