Silvia De Luca
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Formatasi tra Palermo e Tunisi, è laureata in Comunicazione pubblicitaria all'Università degli Studi di Palermo. La sua passione per il cinema e l’arte ha trovato spazio all'interno della redazione di BE Sicily Mag, con la quale è scoccato l’amore a prima vista nel marzo del 2024. Da allora avete letto le sue parole sul sito web di BE.

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“Da Tauromenion a Tauromenium. Alla scoperta della città invisibile tra storia e archeologia”, la mostra a Taormina

La storia di Taormina è "un complesso mosaico da ricostruire". Dal 7 agosto sarà possibile scoprire la città messinese con la mostra archeologica e multimediale "Da Tauromenion a Tauromenium"

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“Da Tauromenion a Tauromenium. Alla scoperta della città invisibile tra storia e archeologia”, è questo il titolo della mostra archeologica e multimediale in programma a Palazzo Ciampoli dal 7 agosto al 30 novembre 2024, a Taormina. La città in provincia di Messina non solo ospiterà la mostra, ma ne sarà anche protagonista indiscussa in un excursus storico dall’epoca dei greci a quella dei romani.

Due i piani di lettura dell’esposizione: da un lato quello materiale, con reperti, elementi architettonici, frammenti e statue rinvenute durante gli scavi; dall’altro il piano di lettura virtuale, ovvero la “città invisibile”, con la ricostruzione animata di edifici che, come slabbrature del tessuto urbano contemporaneo, affiorano dagli scavi a vista di vicoli e piazzette di Taormina

Da Tauromenion a Tauromenium: le opere in mostra a Palazzo Ciampoli

In mostra a Palazzo Ciampoli ci saranno reperti sinora custoditi nei magazzini del Parco (capitelli, epigrafi, statue) e altri frutto di ritrovamenti più recenti, conosciuti dagli studiosi ma mai esposti.

Per l’occasione, è già tornata a Taormina la famosa “Sacerdotessa di Iside”, statua in marmo rinvenuta nel 1867 vicino alla chiesa di San Pancrazio – anticamente luogo di culto di Iside e Serapide – e dal 1868 trasferita al Museo Salinas di Palermo. La statua è assente da questa zona della Sicilia dal 2001, quando fu esposta nella mostra organizzata dalla Soprintendenza di Messina con il Comune di Taormina e allestita negli spazi di Badia Vecchia.

Altri prestiti giungono dalla Soprintendenza di Palermo e dal Seminario arcivescovile del capoluogo siciliano (ex collezione Alliata di Villafranca). Sei le sezioni tematiche del percorso espositivo, che si snoda sui due piani di Palazzo Ciampoli. Le visite saranno possibili tutti i giorni dalle 10 alle 19.

L’iniziativa del Parco archeologico Naxos di Taormina

La mostra “Da Tauromenion a Tauromenium. Alla scoperta della città invisibile tra storia e archeologia” è un progetto corale del Parco archeologico Naxos Taormina, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, che da circa due anni coordina diversi gruppi di lavoro – scientifici e tecnici – formati da archeologi e funzionari del Parco, della Soprintendenza di Messina e delle Università di Messina, Palermo e Catania, e da un team interdisciplinare di architetti, informatici, film maker ed esperti di ricostruzioni 3D, che hanno lavorato per ricomporre, rileggere e raccontare il Dna di una città dalla storia antichissima e, per la sua posizione privilegiata, abitata da sempre.

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Taormina – commenta il direttore del Parco archeologico Gabriella Tigano – è un sito a continuità di vita, quindi la sua storia urbana, in un lasso di tempo di circa 2500 anni, diventa per noi studiosi un complesso mosaico da ricostruire, operazione da condurre con il necessario rigore scientifico. Abbiamo provato a ricomporlo, incrociando fonti documentali, reperti mobili e strutture antiche e, con il supporto delle moderne tecnologie digitali, abbiamo realizzato una serie di video con animazioni 3D per restituire ai visitatori, di tutto il mondo e di tutte le età, la fascinazione della monumentale e scenografica città fondata dai greci e che visse secoli di pace e fortuna anche in epoca romana”.

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“Questa mostra – dichiara anche l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – è la testimonianza di come la narrazione di un museo archeologico possa e debba adeguarsi ai linguaggi contemporanei per poter parlare a pubblici diversi e alle nuove generazioni, nate e cresciute con le tecnologie più avanzate. La digitalizzazione dei contenuti museali, insieme alle ricostruzioni in 3D che ci restituiscono la Taormina greca e romana, vanno in questa direzione”.

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