Reduce dal successo de “Il giudice e il boss”, che allo scorso Festival del Cinema di Taormina ha vinto il premio del pubblico, e prima ancora da quello televisivo della serie Mediaset “Vanina – Un vicequestore a Catania”, Claudio Castrogiovanni è attualmente impegnato a teatro nei panni di Capitan Uncino in “Peter Pan – Il Musical“.
L’attore siciliano, nato a Catania e cresciuto a Messina, dimostra così ancora una volta grande poliedricità, passando in un breve lasso di tempo per produzioni dai toni più disparati e vestendo i panni di personaggi molto diversi tra loro. A Be Sicily Mag ha parlato del suo Uncino, ma anche dei prossimi impegni e progetti in uscita.
Il rock di Capitan Uncino con Claudio Castrogiovanni
Da una decina di giorni, Claudio Castrogiovanni è tornato a calcare un palcoscenico con “Peter Pan”, diretto da Maurizio Colombi, con Luca Nencetti e Martha Rossi. Il ruolo è quello di Capitan Uncino, già interpretato nella produzione del 2006, esordio assoluto per il musical ispirato al celebre personaggio di James Matthew Barrie. Lo spettacolo è in scena al teatro Brancaccio di Roma fino al 3 novembre, per poi proseguire il suo viaggio percorrendo lo stivale fino a gennaio. In Sicilia sono previste tappe a Catania, il 3 dicembre, e a Palermo, dal 6 al 14 dicembre.
Quello dell’attore siciliano a teatro è un ritorno in grande stile, sulle note delle celebri canzoni di Edoardo Bennato e con un look altrettanto rock. Il personaggio d’altronde “è proprio marchiato dalla sua canzone Il rock di Capitan Uncino – come racconta lo stesso Castrogiovanni – ed è perfetto con le zeppe da Kiss e i pantaloni di ecopelle”.
La scelta di riprendere lo stesso ruolo dopo 18 anni è legata soprattutto ai due figli dell’attore. “Credo che il genitore si faccia anche mostrando cosa si fa, piuttosto che impartendo costantemente nozioni” ha spiegato. “Questo per me è un modo per condividere con loro quella che è stata la mia vita anche prima che loro arrivassero”. Poi scherza: “Solo dopo mi sono ricordato dello sforzo fisico necessario. Per fortuna ho avuto la forza e la voglia di mettermi in forma”.
Ne è valsa la pena, comunque, per un’esperienza che lo ha portato a vivere grandi emozioni e reinterpretare il personaggio con uno spirito nuovo. “Mi accorgo di avere una nuova e maggiore consapevolezza nello stare nelle cose. Sebbene io creda di aver centrato questo personaggio anche la prima volta, la mia maturità a 55 anni è più adatta a Capitan Uncino, che è l’emblema dello scorrere del tempo in Peter Pan“.
L’amore per il teatro dall’esordio a oggi
Quello tra Claudio Castrogiovanni e il teatro è un amore che dura una vita e riporta agli esordi della sua carriera, quando nel 1995 ottenne il primo ruolo in “Jesus Christ Superstar”. Lui stesso racconta di “un ritorno alle origini”. “Sono nato con il teatro a Messina. Ho fatto un provino in uno scantinato del teatro Vittorio Emanuele e il mio primo musical è stato con Aldo Parisi, Egidio La Gioia e Massimo Piparo. Con il teatro sono diventato quello che sono”.
Una passione che torna ad essere evidente anche quando parla dell’odierno Peter Pan: “È uno spettacolo di commedia dell’arte moderna, un Arlecchino servitore di due padroni 2.0 con un ritmo calzante, supportato dal metronomo delle musiche di Edoardo Bennato. È veramente magico. Quando si coinvolge il pubblico, vedere tutti alzarsi e gridare Io credo nelle fate è un momento magico di catarsi che può avvenire solo a teatro. Sentire l’energia di tutti che insieme stanno facendo lo stesso gesto è una cosa che secondo me non ci si può più scordare”.
Riaccesa la scintilla, Claudio Castrogiovanni non lascerà i palcoscenici fino ad aprile. Concluso il tour di “Peter Pan” a gennaio, lo aspetta infatti “Prova a prendermi – Il musical (Catch Me If You Can)“. Ispirato all’omonimo film con Tom Hanks e Leonardo Di Caprio, lo spettacolo racconta la storia vera del truffatore americano Frank Abagnale Jr. Quest’ultimo sarà interpretato da Tommaso Cassissa, mentre l’attore messinese dovrà “provare a prenderlo” vestendo i panni dell’agente FBI Carl Hanratty.
“Spiaggia di vetro”: un film in riva allo Stretto con Claudio Castrogiovanni
Nel frattempo si attende la distribuzione di “Spiaggia di vetro“, film ambientato sullo Stretto di Messina. Poco più di un anno fa, infatti, Claudio Castrogiovanni ha “giocato in casa” dando vita a Salvo, pescatore siciliano costretto a tornare sull’Isola che aveva deciso di lasciare dopo la morte del figlio. Il film è ideato, scritto e diretto da Will Geiger, regista americano di pellicole come “Free Willy” e “Ocean Tribe”, da tempo innamorato della Sicilia, delle sue acque e dei suoi meravigliosi paesaggi.
Per Claudio Castrogiovanni, “Will ha una sensibilità ed una conoscenza tali che neanche un siciliano, pescatore che fa quel mestiere da generazioni, avrebbe potuto raccontare meglio lo Stretto. Lui si è trasferito per ascoltare. Ha una delicatezza nell’affrontare certe cose che viene dalla conoscenza dell’animo umano. Prima di essere regista è un grandissimo scrittore ed è una persona magica”.
Insieme Castrogiovanni e Geiger hanno creato il personaggio di Salvo, parlando, aprendosi l’uno con l’altro e commuovendosi. “La prima volta ci siamo incontrati in un bar alla periferia di Catania e ci siamo messi a piangere davanti alle nostre granite con brioches” racconta l’attore. “Spiaggia di vetro è un pezzo della mia essenza umana e professionale, mi ha talmente toccato che ho spinto tutte le mie forze interiori per fare questo ruolo”.
Dietro le quinte di “Vanina – Un vicequestore a Catania” con Claudio Castrogiovanni
Ad aprile sarà poi il momento per le riprese della seconda stagione di “Vanina – Un vicequestore a Catania“, serie tv tratta dai romanzi di Cristina Scalia e con protagonista Giusy Buscemi. Claudio Castrogiovanni parla con affetto di questa produzione: “Io e Cristina siamo diventati amici ed è stato veramente bello quando mi ha detto che non riusciva più a scrivere il personaggio di Spanò senza vestirlo delle mie sembianze. I suoi libri sono meravigliosi, il cast della serie pure. Mi sono trovato benissimo con Giusy, con Alessandro Lui, con Orlando Cinque, Corrado Fortuna, Giorgio Marchesi. È stata una vacanza, quando lavori così è magico. Certo, quando sono arrivati i 44 gradi, le eruzioni dell’Etna e gli incendi e noi eravamo con il giubbotto, non è stato facile. Facevamo le riprese e poi arrivavano a metterci il ghiaccio sulla fronte e sul collo, perché c’era un caldo da svenire”.
Claudio Castrogiovanni ha ammesso di essersi divertito anche grazie alla possibilità di recitare per la prima volta nel suo dialetto natìo. “Non ho mai voluto recitare in catanese, perché è come se non facessi uno sforzo e non mi affrancassi dalle mie origini. Ne “Il capo dei capi” parlavo in siciliano, ma era palermitano, per cui comunque una maschera. Quando invece è arrivata questa nuova opportunità, ho scoperto che era bello ritrovare i detti che sentivo raccontare alle nonne o alle zie quando ero piccolo”.
Sul futuro del suo ispettore Spanò, infine, l’attore stuzzica così i fan della serie: “L’evoluzione del personaggio è preannunciata già dai libri. Non ho ancora letto le sceneggiature ma parrebbe proprio che Spanò, che ha vissuto un momento di solitudine molto forte, non sarà più così solo… Vedremo!”


















