All’interno della cornice trecentesca di palazzo Montalto, in via dei Mergulensi, nella zona ispanica di Ortigia, a Siracusa, ha preso il via martedì 8 ottobre la rassegna d’arte pittorica “Colapesce – La metamorfosi”, visitabile fino al 20 ottobre. Ispirata al canto popolare siciliano dell’uomo-pesce, il quale riuscì a salvare la Sicilia dal crollo delle tre colonne che la sostenevano, la leggenda (raccontata nella versione di Ignazio Buttitta) rappresenta un messaggio ideologico capace di superare il tempo ed i confini. Come del resto avviene per il significato delle favoleggianti opere esposte dell’artista locale Paolo Morando, con i suoi colori unici ed uno stile classicheggiante. Un’installazione d’arte contemporanea in ceramica raku realizzata dall’artista calatino Fabio Gullè, poi, accompagna il percorso della rassegna proiettando i visitatori negli abissi, dove trovano il loro fondamento, per l’appunto, i tre “pilastri” della leggenda.
La rassegna sarà aperta al pubblico dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Il sabato e la domenica, invece, l’apertura proseguirà fino alle 22. L’ingresso alla mostra e ai suoi eventi è completamente gratuito. Tra gli appuntamenti che la caratterizzeranno c’è l’incontro con l’attore l’attore Lorenzo Falletti, sabato 12 ottobre, a partire dalle 19. L’ospite si esibirà nella performance teatrale “Mitopoiesis”, guidando i visitatori in maniera molto particolare alla scoperta delle varie opere esposte.

La mostra “Colapesce – La metamorfosi”
Patrocinata dalla Regione Sicilia, dall’Ars e dal Comune di Siracusa nell’ambito del “Festival delle Arti 2024”, l’esposizione “Colapesce – La metamorfosi” rende un doveroso omaggio a uno dei più illustri artisti siracusani, Paolo Morando, il quale, attraverso la sua produzione, rappresenta l’essenza dell’isola di Ortigia.
Il progetto di una mostra interamente imperniata sul canto popolare di Colapesce e sugli elementi naturali come mare, sale, sole, luce, fuoco ed aria (immagini, queste, fortemente evocative della Sicilia, che trasmettono e fanno percepite al visitatore le relative emozioni) nasce dall’intuizione dei suoi curatori, Luigi Amato, Mario Lentini, presidente dell’associazione culturale Morphosis, ed Elèna Privitera.
L’idea è stata poi tramutata in realtà grazie anche al contributo fornito da una serie di partner siracusani come Area marina protetta del Plemmirio, Sea Shepherd, Capo Murro diving center, Proloco Siracusa e Depot – Antique Art Design.
Le “contaminazioni” della Sicilia
La leggenda di Colapesce raccontata attraverso le opere morandiane pone l’accento sulla tradizione siciliana come risultato delle infinite contaminazioni culturali della nostra isola e l’uomo-pesce, proprio in tal senso, ne è l’emblema, dato che, dimostrando uno smisurato amore per la sua terra, prende il posto di una delle tre colonne che sorreggono l’isola, impedendole di sprofondare. Esse, nella mostra, sono raffigurate dai tre pezzi unici in ceramica raku realizzati per l’occasione da Fabio Gullè.

A proposito della rassegna e del suo grande valore il sindaco della città aretusea Francesco Italia e l’assessore alla Cultura, Fabio Granata, hanno parlato di “cultura pubblica e aperta al coinvolgimento della cittadinanza e dei turisti” indicando Siracusa come “una città rigenerata che costruisce ogni giorno un presente all’altezza della sua storia straordinaria”.








