All’interno dello Steri, storico palazzo affacciato su Piazza Marina, a Palermo, si sono incrociate, scriveva lo storico Giuseppe Pitrè, «le solennità più splendide con le scene più terribili, le gioie di gaudenti con gli urli dei disperati». Costruita nel XIII secolo dalla famiglia Chiaromonte, per volontà di Manfredi I, la residenza fu sede della Regia Gran Corte prima di essere assegnata nel 1600 alla Santa Inquisizione, che ne cambiò la funzione. È proprio in questo periodo che le sue mura si sono impregnate di oscurità, stregonerie e torture.
Le carceri dell’Inquisizione allo Steri
Gli interventi di ampliamento e di trasformazione dello Steri, a partire dalle edificazione delle nuove carceri e della porta di accesso da piazza Marina, portarono alla realizzazione di una vera e propria cittadella. Le carceri, costruite su due piani, furono realizzate in modo semplice e severo, quasi a sottolineare il carattere cupo a cui tali ambienti erano destinati. Al suo interno infatti sorsero le celle in cui per quasi due secoli vennero rinchiusi coloro che avevano commesso reati di fede. Relegati nelle segrete, umide e oscure, c’erano bestemmiatori, sacrileghi, negromanti e streghe. Le testimonianze dei prigionieri sono tuttora visibili a occhio nudo.
I graffiti nelle celle dello Steri
Durante i restauri compiuti nei primi anni del Novecento, lo storico Giuseppe Pitrè riuscì a salvare dalla completa distruzione i graffiti da loro realizzati. Li visitò e li catalogò. Successivamente ne furono scoperti altri, in alcune celle in un mezzanino dimenticato. A riscoprirli fu il giornalista Giuseppe Quatriglio, mentre si effettuavano nuovi lavori di restauro, il quale avvertì Leonardo Sciascia. Lo scrittore si era da sempre mostrato particolarmente interessato a questo periodo storico e si affrettò a fotografarli.
Le testimonianze sono innumerevoli: figure, disegni, iscrizioni e versi; in italiano, in dialetto, in latino e perfino in inglese. Alcuni anche religiosi. Uno ad esempio raffigura Santa Rosalia. Alla Santuzza qualcuno si rivolgeva nella speranza di ritrovare la libertà. Ogni tratto sul muro è carico di sofferenza e angoscia e restituisce a chi lo guarda voce e nome di chi per troppo tempo è stato dimenticato.
Come visitarlo
Il Complesso Monumentale dello Steri è visitabile dal lunedì alla domenica, con visite accompagnate a partenza fissa ogni ora, fino a un’ora prima dell’orario di chiusura:
- dal 1 marzo al 31 ottobre dalle ore 9:00 alle 20:00 ultimo ingresso ore 19:00
- dal 1 novembre al 28 febbraio dalle ore 9:00 alle 18:00 ultimo ingresso ore 17:00
I biglietti sono disponibili online. Per maggiori informazioni è possibile contattare Coopculture: 091 23893780 / 091 7489995








