Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.

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A Palermo rinasce l’ex Convento dei Crociferi, un “tesoro dimenticato”: Farm Cultural Park presenta il progetto

Il 25 ottobre è stato presentato alla stampa il progetto di Farm Cultural Park, ideato da Florinda Saieva e Andrea Bartoli, a fianco dell'Agenzia del Demanio. I dettagli sull'iniziativa di restituzione alla città dello spazio dell'ex Convento dei Crociferi di Palermo

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Farm Cultural Park ha presentato ufficialmente, nella mattina del 25 ottobre, il progetto di riqualificazione dell’ex Convento dei Crociferi a Palermo. La conferenza stampa si è tenuta proprio nella sede di via Maqueda 206. A porgere i saluti istituzionali e a moderare gli interventi è stato Silvano Arcamone, direttore dell’Agenzia del Demanio Sicilia. I due fondatori Florinda Sapeva e Andrea Bartoli hanno illustrato l’iniziativa. Presenti anche l’assessore alla rigenerazione urbana Maurizio Carta e l’ingegnere Pietro Ciolino.

Farm Cultural Park sbarca a Palermo: “Si apre al pubblico un tesoro dimenticato”

“Quella di oggi – ha affermato Silvano Arcamone inaugurando la conferenza stampa – è una giornata simbolica per l’Agenzia del Demanio. Il progetto di Farm Cultural Park apre al pubblico un tesoro nascosto e dimenticato. È un’iniziativa che sposa perfettamente la nostra nuova visione, che vuole valorizzare i beni non solo in termini di funzionalità e ottimizzazione degli spazi e dell’economia, ma anche restituendoli alla città, così da rivalorizzarli e far sì che diano risposte funzionali anche in termini culturali e sociali”.

Una visione condivisa anche dall’assessore alla rigenerazione urbana Maurizio Carta: “È per me un enorme privilegio dare il benvenuto a Farm Cultural Park a Palermo. Oggi l’Agenzia del Demanio interpreta un ruolo diverso rispetto al passato. Non soltanto quello di accurato e sensibile gestore di un patrimonio, ma anche di vero e proprio agente di sviluppo. Un propulsore della trasformazione urbana, con operazioni che arricchiscono lo spazio pubblico delle città entro cui agisce”. Un simbolo dunque di come si dovrebbe vivere la città: “Con rispetto, con cura. La riattivazione dell’ex Convento dei Crociferi permette di avere a Palermo un acceleratore di particelle culturali, che genera, da un lato, energia, e, dall’altro, materia, in un ecosistema creativo e culturale. È ciò che io mi aspetto da questa iniziativa”.

Il temporary use e la storia dell’ex Convento dei Crociferi

Lo spazio dell’ex Convento dei Crociferi è stato affidato alla Farm Foundation, per un tempo limitato di cinque anni, nel contesto delle operazioni dell’Agenzia del Demanio relative al temporary use. A intervenire, a questo proposito, l’ingegnere Pietro Ciolino: “Abbiamo affidato il bene, che è arrivato allo Stato subito dopo l’Unità d’Italia, dopo un periodo di abbandono. Nel tempo sono stati diversi i tentativi di trovare una nuova destinazione allo spazio, a partire dagli utilizzi istituzionali, prioritari come destinazione per i beni di proprietà dell’Agenzia del Demanio. Ci siamo poi resi conto che l’immobile, in realtà, poco si presta alla classica configurazione degli uffici, col suo grande corridoio centrale e le piccole stanze. Nonostante ciò, per dovere istituzionale, abbiamo continuato a tentare, fino ad arrenderci. A quel punto è subentrata l’idea del direttore regionale, supportata immediatamente da noi, di affidarlo con il temporary use. Una modalità rivoluzionaria, ma che consente di capire qual è la sua vera vocazione”.

La risposta di Farm è stata più che in linea con quanto immaginato dalle istituzioni per l’ex Convento dei Crociferi. Il progetto, illustrato da Florinda Saieva, presidente della Fondazione, è apparso subito vincente. “Per chi non ci conoscesse, siamo nati a Favara quindici anni fa, con un progetto di restituzione. Io e Andrea (marito e cofondatore, ndr) volevamo stare a Favara, mia città di origine, e starci bene. Ci siamo così impegnati in prima linea per migliorare il contesto”. Dopo Favara, Mazzarino e oggi Palermo: “Quando abbiamo partecipato al bando e l’abbiamo vinto, ci siamo guardati e ci siamo detti che spettava ai palermitani decidere cosa dovessimo donare alla città. I cittadini desiderano che questa realtà abbia un ruolo da collante, che possa mettere insieme le diverse anime della città. Noi siciliani siamo tutti bravi individualmente, meno a unirci. Ci auguriamo di essere quell’occhio straniero che può far vedere di Palermo cose che i palermitani non sono abituati a vedere. Il nostro obiettivo è quello di promuovere la conoscenza delle città del mondo, per favorire una riflessione critica”.

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Florinda Saieva

L’evento presentazione di Farm Cultural Park a Palermo

I palermitani e non solo avranno tempo e modo di conoscere la presenza di Farm Cultural Park a Palermo. Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre, a partire da mezzanotte, si darà spazio proprio nell’ex Convento dei Crociferi a una serata ricca di arte, musica e riflessioni ispiratrici sul futuro di Palermo e delle Città del Mondo. Tra le varie iniziative, un concerto live con il Piano in Space di Sasha Lattuca, l’inaugurazione della mostra Alena Grom, curata da Kateryna Filyuk, e ancora la presentazione della “Passeggiata in BLU”, un affascinante viaggio botanico, a cura di Antonia Teatino.

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