Sabato 23 e domenica 24 novembre a Catania, precisamente presso Piazza Scammacca, ha avuto luogo la XLV Edizione di Amor Librorum, l’esposizione di libri rari, stampe e fotografie antiche organizzata dall’omonima associazione no profit impegnata nella valorizzazione e diffusione della cultura del libro.
Questa storica esposizione rappresenta un’importante occasione per appassionati, studiosi e curiosi di immergersi in un patrimonio culturale unico. Opere che raccontano storie, conoscenze e tradizioni, ma anche aspetti curiosi (come, ad esempio, libri sulla cosmetica “moderna” o ancora il manuale del notaio, le cui ridotte dimensioni fanno ben capire quanto sia datato ed appartenga ad un tempo ormai lontano).

Ad accogliere i visitatori alla scoperta di Amor Librorum, il collezionista palermitano e studioso del mondo editoriale e bibliografico, Damiano Calabrese, che racconta la storia dei libri, sfogliandoli con meticolosa cura. È lui stesso a raccontarci come lo scopo dello mostra sia quello di mostrare “non solo il contenuto di un libro – come spesso viene fatto – quanto il suo contenitore”. Un aspetto peculiare che spesso viene trascurato. Amor Librorum è un viaggio che non conosce barriere temporali, imperdibile per chi vuole lasciarsi ammaliare da quelle stampe e da quel cartaceo che, col web, rischia di perdersi.
“Etna: un’eruzione di libri”, la tematica principale della mostra
L’Etna è al centro della nuova edizione della mostra Amor Librorum. Col passare dei secoli l’interesse per il vulcano non si è mai affievolito, anzi si è arricchito di nuove prospettive. “A’ Muntagna” è sempre ricca di fascino e tutto ciò che permea attorno ad essa è accolto da tutte le generazioni con profonda curiosità. Tra il XVIII e il XIX secolo, gli studi e le pubblicazioni sul vulcano si sono concentrati su aspetti scientifici, fisici, chimici, naturalistici, vulcanologici e antropologici, offrendo interpretazioni dettagliate e approfondite.
Libri antichi e pregiati: presente un manuale risalente al ‘500
I numerosi visitatori della XLV edizione dell’esposizione di Amor Librorum hanno avuto l’opportunità di ammirare una collezione di opere originali messe a disposizione da uno degli associati storici più attivi dell’organizzazione. Tra i tanti testi dedicati all’Etna, spiccano capolavori come quello di Ignazio Paternò Castello, noto come il Pensante Peloritano, che nel 1784 descrisse il devastante terremoto che colpì la Sicilia e la Calabria nel suo libro: “Il terribile terremoto de’ 5 febbraio 1783 che afflisse la Sicilia, distrusse Messina, e gran parte della Calabria”. Sempre sul tema, si citano Giuseppe Gioeni con la sua “Relazione della eruzione dell’Etna nel mese di luglio del 1787” stampata nello stesso anno, oppure il Canonico Giuseppe Recupero che nel 1815 ne descrisse “Gli aspetti generali e naturali” o ancora l’Abate Francesco Ferrara nel 1818 autore della “Storia delle eruzioni”.

Libri pregiati, libri rari e ben tenuti, testi di inestimabile valore storico e culturale. Ma il libro più antico presente nella mostra riguardava un’attività ancora oggi fondamentale per la Sicilia: l’agricoltura. Il manuale “Le vinti giornate dell’agricoltvra et de’ piaceri della villa” risalente al XVI secolo spiega nel dettaglio, illustrazione dopo illustrazione, i vari arnesi da usare per l’espletamento dell’attività agricola. Un amore immenso quello dell’associazione Amor Librorum che porta nelle varie città siciliane un ricco bagaglio. Da Trapani a Palermo e Catania, la prossima tappa sarà il capoluogo siciliano.













