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“Pensieri a colori” di Sonja Streck, rigore teutonico e fantasia mediterranea alla Beniamin Art Gallery di Catania

“Pensieri a colori” è la mostra in cui l’arte, riflesso delle inquietudini contemporanee, si crea tra solitudine, alienazione, perdita di identità, equilibri ritrovati e una nota di insopprimibile speranza combattiva

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Pensieri a colori” è la nuova personale di Sonja Streck a cura di Liliana Nigro, in esplosione alla Beniamin Art Gallery in via Umberto I a Catania. La mostra, visitabile fino al 23 novembre, con ingresso gratuito, tutti i giorni dalle 18 alle 20, racconta un sentimento poliedrico, così come sfaccettata e ricca di sfumature è la visione del mondo dell’artista, innamorata della Sicilia, l’isola che ha scelto come casa e che rappresenta una delle sue maggiori fonti di ispirazione con i suoi paesaggi, le colline e le profonde vallate, le scogliere e l’intensità del mare. 

L’artista di “Pensieri a colori”: Sonja Streck

Di origini tedesche, vissuta in Svizzera, Sonja Streck coltiva da sempre un approccio cosmopolita perfettamente rintracciabile nella sua produzione pittorica. Amante dei viaggi, ha subito l’incanto di Catania, dove vive ormai da anni, in un edificio barocco che si affaccia su un’ala di Palazzo Biscari. 

Una vera e propria fascinazione, per sua stessa ammissione, evolutasi in una “catanesità” matura, che l’ha condotta a riconoscere la città etnea come luogo del cuore e delle emozioni. Quelle emozioni turbinose che lei esprime generosamente nella sua arte, perfetta sintesi di rigore teutonico e creatività mediterranea. Il suo amore per l’arte la accompagna sin dall’infanzia e la conduce fino all’Accademia di Belle Arti, insieme con il fratello. 

Pensieri a colori

La mostra “Pensieri a colori”

Molteplici esperienze danno vita nella mostra “Pensieri a colori” a un linguaggio artistico inconfondibile, capace di ammaliare lo spettatore, “costretto” a fare i conti con una mise en abyme in cui il colore, come recita il titolo della mostra, riveste un ruolo fondamentale: uno strumento narrativo a tutti gli effetti, con cui l’artista scandaglia la realtà.  “I colori – spiega – esprimono il mio umore e i miei pensieri, paragonabili a ciò che il suono è per un musicista: noi artisti abbiamo un ruolo preciso, ovvero rendere visibile ciò che è bello, non solo il caos e il buio”. 

Le quaranta opere esposte alla Beniamin Art Gallery ne sono un esempio: pensieri dipinti, capaci di dare voce a tutto ciò che le parole non riescono a esprimere. Una poetica singolare, in cui i cromatismi s’intersecano e sfumano, si confondono e si sovrappongono. L’artista rivisita lo spazio in modo del tutto originale, rifiutando qualsiasi vincolo stilistico di appartenenza. “Pur non riconoscendomi in alcun genere preciso – puntualizza – ritengo tuttavia che l’astrattismo sia il più vicino alla mia idea di libertà assoluta. Non solo mia ma anche dello spettatore, a cui voglio lasciare la massima autonomia interpretativa”. Non a caso, molte delle sue creazioni non hanno un titolo. Tra confini sfumati e linee interrotte, viene fuori una narrazione fluida, a tratti inquietante.

Le opere di Sonja Streck non sono certamente destinate a lasciare indifferente l’osservatore: la sua personalità sfugge a qualsiasi catalogazione e il pennello ne è il terminale. “La mia è un’arte spontanea – afferma – che predilige l’acrilico: si asciuga in fretta, dando vita a un colore perfetto”. 

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Pensieri a colori

Il commento di Liliana Nigro

È la stessa Liliana Nigro, curatrice anomala e trasversale di “Pensieri a colori”, a definire Sonja Streck “un’anima colorata, capace di proporre la vita dentro una tavolozza segnata da sfumature e ricca di emozioni e di comporre visioni d’identità perdute che si racchiudono solo sull’altare dell’arte”. “Virtuosa del colore” la definisce invece Angela Rita Carbonaro che, in qualità di direttrice della Biblioteca Civica Ursino Recupero ospitò una personale dell’artista.  “In tutte le sue opere, l’artista ha uno specifico linguaggio allegorico: attraverso brillanti soluzioni simboliche e cromatiche riesce a creare effetti particolarmente suggestivi, contorni che si sfaldano e si ricompongono, in una perfetta geometria, in una visione frammentaria e sognante”. 

Pensieri a colori

Il futuro si presenta dunque già ricco di progetti e novità per l’eclettica “Sonja di Svevia” che non ha mai fatto mistero di ispirarsi all’artista Gerhard Richter , suo connazionale convinto che le opere cambino come un abito. A gennaio, nella “sua” Catania, è in programma l’esposizione del progetto multimediale “Hybrids”, condiviso con il musicista francese Antoine Eole. Un combinato disposto di suoni, arte e fotografia che non mancherà di stupire. 

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