Dopo l’ultimo libro pubblicato nel 2020, dedicato alle parole dimenticate, il palermitano Salvo Piparo ritorna in libreria con “400Anni“. L’opera, presentata nei giorni scorsi dinanzi a un folto pubblico di amici, giunto per l’occasione al TC2 di Palermo, racchiude i famosi e celebri “cunti“, tra tradizione, devozione e futuro. L’attore siciliano ha infatti deciso di dedicare il suo libro al festino di Santa Rosalia in occasione dell’anno Rosaliano. Lui, che durante le celebrazioni è stato spesso al centro di spettacoli dedicati alla Patrona, con questo nuovo lavoro, fra ricordi di bambino e quelli di adulto, ha provato a decodificare tutto ciò, ma non solo.

La presentazione di “400Anni” di Salvo Piparo
Salvo Piparo, in occasione della serata dedicata al suo nuovo libro “400Anni”, ha raccontato anche il recente evento che ha condotto il carro del festino allo Sperone, con tutte le diverse difficoltà riscontrate sul campo e raccontate durante la presentazione. Inoltre ha svelato anche gli aneddoti e le storie che lo legano alla città di Palermo. In occasione dell’incontro, hanno dialogato con lui il condirettore di Tgr nazionale Rai, Roberto Gueli, e Gaspare Simeti, dirigente dell’ufficio Teatri, spettacoli e coordinamento eventi del comune di Palermo, che così come ha detto lui stesso, questo libro “lo sente anche un po’ suo”, considerata la devozione verso la Santa.
“Sono felice che il concetto di Rosalia – ha spiegato Salvo Piparo – possa abbracciare tutti i quartieri di Palermo e non solo. Rosalia, sappiamo bene, è come se fosse una livella che mette d’accordo tutti quanti i palermitani, dal TC2 fino allo Sperone. Santa Rosalia era un suggerimento che in qualche maniera era dietro l’angolo per questo mio nuovo libro. Volevamo porre un po’ di attenzione su questo anno Rosaliano e coronarlo, ma anche incorniciarlo. Nasce così l’idea di questo libro, un po’ come una luminaria scritta. Fare luce ed evidenziare questo momento di ritrovamento della città tutta era l’obiettivo. Il titolo la dice lunga, perché era facile e decisamente scontato pensare a 400 anni, ma dentro 400 anni c’è una parola dentro un’altra, c’è un’allusione. Qualcuno potrebbe chiedersi che cosa c’entri 800A con Santa Rosalia, ma 400A non è altro che l’antitesi di 800A. 400A è l’800A ripulito e altro non è che l’abbreviazione di 400 anni. Quindi mi dispiace per i malpensanti”.
















