Se l’avvento di Internet ha segnato il passaggio dagli old media ai new media, i fruitori della rete, soprattutto le famiglie e i giovani, sono ancora impreparati alle insidie che si nascondono dietro pc e smartphone. A fare da apripista nella nostra Isola è la giornalista e blogger Cetty Mannino che nel suo sito da anni si occupa di queste tematiche e che è stata anche promotrice della legge della Regione Siciliana sul cyberbullismo. L’esperta da tempo cura questi aspetti anche attraverso laboratori, incontri e corsi di formazione rivolti a docenti, studenti di ogni età, genitori e nonni. È proprio a tutti questi soggetti che è rivolto il libro, in distribuzione gratuita, dal titolo “Dall’educazione digitale al cyberbullismo – Comparazione dei provvedimenti governativi e delle educazioni educative dei paesi europei con l’Italia”, che è stato ristampato di recente per Nuova Studi e Ricerche CeSVoP. A margine, figurano i contributi di Giuditta Petrillo, presidente del CeSVoP, e Pasquale D’Andrea, esperto in diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Cetty Mannino analizza il cyberbullismo
Con il termine cyberbullismo si indicano forme di aggressione, molestia e discriminazione realizzate attraverso l’impiego dei nuovi strumenti di comunicazione offerti dallo sviluppo della rete Internet. “Ritengo che il corretto e consapevole utilizzo del web debba essere un impegno quotidiano di tutta la società – spiega Cetty Mannino a Be Sicily Mag – da assumere in stretta sinergia con enti e istituzioni, nessuno escluso. Mi preoccupo di prevenzione ai social risk, con particolare attenzione proprio al fenomeno del cyberbullismo. Manca ancora una vera educazione digitale”.
Un lavoro iniziato tanti anni fa. ”Tutto parte dalla mia tesi di laurea. Ho voluto fare una comparazione tra le normative esistenti tra tutti gli Stati europei e ho voluto verificare anche la situazione in Italia. In Italia infatti nel 2017 è entrata in vigore la legge 29 maggio 2017, n.71, Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. La legge fu la risposta dello Stato al suicidio di Carolina Picchio, 14 anni, vittima nel 2013 di cyberbullismo”.
L’Assemblea Regionale Siciliana, colmando il gap con le altre regioni, il 3 novembre 2021 ha approvato inoltre la legge Interventi per la prevenzione ed il contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo sul territorio della Regione. La norma, che si occupa nel bullismo in ogni sua forma, mira anche a contrastare anche il revenge porn, ovvero la diffusione non consensuale di materiale sessualmente esplicito. La condivisione pubblica di immagini o video intimi sul web, senza il consenso dei protagonisti degli stessi, è un crimine: quasi per il 90% dei casi le vittime sono donne.
“Le leggi però non bastano se poi non c’è l’impegno da parte di tutti i protagonisti della società. Si fa fatica a prendersi le proprie responsabilità, perché si tende a dare le colpe agli altri, come la famiglia o lo Stato. Non stiamo attenti a cosa fanno i giovani e loro facilmente incappano nelle challenge distruttive. Noi adulti dobbiamo dare delle regole”, precisa Cetty Mannino.
Le cause del fenomeno nei comportamenti dei genitori
Tra i motivi di questa deriva c’è la mancanza di luoghi dove incontrarsi come piazze e luoghi di incontro. Ma la giornalista punta il dito anche contro alcuni atteggiamenti dei genitori. “È comodo per alcuni dare al proprio figlio uno smartphone, che sembra all’apparenza meno pericoloso di altre situazioni. Quando faccio gli incontri con i genitori, spesso mi chiedono cosa fare. Io consiglio di creare spesso delle zone libere dal digitale, a pranzo e a cena, oppure di portarsi uno zainetto pieno di giochi, come i Lego, anche al ristorante”.
La tecnologia non va tuttavia demonizzata. “I social media non sono un problema se usati bene. Il vero problema è la solitudine. In pochi sanno ad esempio che la soglia d’età per creare un account sui social in Italia è di 13-14 anni”. Secondo il decreto legislativo 101 del 2018, per la precisione, l’età minima è 14 anni, con tolleranza da parte dei gestori dei social di utenti anche di 13 anni, purché abbiano il consenso dei genitori. “I ragazzi – continua l’autrice – sanno magari aprire un account, sono bravi a montare un video su uno smartphone ma non hanno le competenze digitali per mandare una semplice email. Manca un vero programma di alfabetizzazione digitale per i più giovani, che non distinguono l’area di sicurezza e quella di pericolo su Internet”.

Come leggere “Dall’educazione digitale al cyberbullismo”
Il libro “Dall’educazione digitale al cyberbullismo – Comparazione dei provvedimenti governativi e delle educazioni educative dei paesi europei con l’Italia” si può richiedere gratuitamente alla mail dell’autrice. La pubblicazione è in fase di aggiornamento. Chiunque inoltre può contribuire ad arricchire la ricerca con propri contenuti su norme governative, azioni educative e buone pratiche di qualsiasi paese europeo e non, contattando la giornalista.








