“Cinquant’anni fa Renato Guttuso completava La Vucciria, autentica icona rappresentativa di Palermo, poi donata al nostro Ateneo e custodita allo Steri in un suggestivo allestimento” spiega Massimo Midiri, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, in occasione del cinquantesimo compleanno dell’opera più iconica del pittore bagherese. Dal suo completamento, avvenuto nel 1974, l’opera è sempre rimasta custodita tra le mura del complesso di Piazza Marina e da due anni gode di una sala immersiva a essa dedicata, che oggi si arricchisce ulteriormente. In occasione dell’importante anniversario, infatti, è stata costruita una narrazione “orizzontale” su più livelli, in quattro giornate, con una lunga Notte Bianca dedicata alla tela.
La Vucciria di Guttuso e il legame con lo Steri di Palermo
“Il quadro è uno spaccato della città e il modo migliore per festeggiare i suoi primi 50 anni è che la città stessa stia con il quadro e lo viva a pieno” commenta il presidente del Sistema museale, Michelangelo Gruttadauria. “Per questo motivo, l’Ateneo di Palermo e il sistema museale hanno deciso di dare vita a una serie di piccola attività culturali, come interventi musicali e discussione con vari autori, proprio per stare assieme al quadro”.
Era il 1974 quando Renato Guttuso terminò La Vucciria, opera che segna per sempre la storia di Palermo, rendendola, insieme al suo storico mercato, celebre in tutto il mondo. Con la donazione della tela all’Università degli Studi di Palermo, il pittore bagherese colmò il debito che sentiva di avere con la città, restituendole un pezzo inconfondibile della sua tradizione e celebrando la riapertura al pubblico proprio dello Steri, dove proprio negli anni ’70 si sono conclusi i lunghi lavori di ristrutturazione.
Allo Steri si celebra La Vucciria di Guttuso e la scala di Scarpa
Ma l’omaggio artistico per il compleanno de La Vucciria, che racconta di morte ed eros in una delle location più riconoscibili di Palermo, non è l’unica novità allo Steri. È stata, infatti, completata anche la famosa scala che l’architetto Carlo Scarpa ha progettato alla fine degli anni ’70, insieme al suo collaboratore Fabio Lombardo. Essa fa parte di uno spazio abbastanza controverso di cui si sta ancora cercando di individuare il disegno originario: sulla facciata principale di palazzo Chiaromonte su piazza Marina, si apre, infatti, un portone che introduce alla fabbrica trecentesca. Qui l’artista ideò uno spazio di raccordo che ha una visuale su un ficus e, dall’altro lato, della stupenda corte interna del complesso.
La realizzazione del parapetto della scala di Carlo Scarpa segna così la chiusura di un cerchio, apertosi negli anni ’70 con Guttuso, lo Steri e l’opera dell’architetto che oggi prende vita in tutto il suo splendore. “Celebrare questo anniversario insieme all’inaugurazione della rinnovata scala progettata da Carlo Scarpa – dichiara il Rettore Massimo Midiri – è sicuramente un importante momento per la realtà culturale, artistica e storica del nostro territorio. A ciò si aggiunge la nuova identità visiva dei Musei di UniPa, che ben rappresenta una realtà consolidata, vero e proprio ecosistema strumento di valorizzazione delle sue collezioni e potente attrattore culturale di una fruizione locale, regionale, nazionale e internazionale”.
Il futuro del complesso museale di Ateneo
Pronto anche il nuovo volto dei Musei dell’Università di Palermo, realizzato dall’art director Alessandro Fiore, che ha curato la grafica del progetto Unipa Heritage, che raccoglie i diversi musei universitari. Ma il futuro dell’Ateneo siciliano non si ferma qui: “Trasformare i magazzini in via Lincon in altri nuovi musei”, questo è l’ambizioso progetto annunciato dal Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri. Nei locali di proprietà dell’Ateneo verrà allestito “un nuovo museo interamente dedicato alla scienza, luogo che manca in tutto il Sud Italia, indispensabile per divulgare ad una popolazione sempre più interessata a conoscere e scoprire la propria città”. “Daremo vita – continua – a un museo della biodiversità interattivo. Vogliamo diffondere l’idea che l’Università è un luogo in cui si fa cultura e dove essa viene condivisa con il cittadino. L’Università ha la responsabilità etica dell’alta formazione e della continua interazione con il cittadino”.










