I giorni da Natale all’Epifania sono un’occasione per riunirsi con i propri cari, gustando pietanze prelibate nel calore di una casa. Anche tra parenti e amici non si dovrebbero però dimenticare le regole del Galateo delle feste. Il bon ton può diventare la bussola per navigare tra incontri, pasti e regali, trasformando ogni gesto in un atto di gentilezza e attenzione verso gli altri. Una ricorrenza trascorsa con stile sarà indubbiamente più lieta per i presenti, che si sentiranno a proprio agio e potranno divertirsi. In vista degli attesi appuntamenti, a dare qualche consiglio per non commettere errori è la catanese Gloria Milazzo, che si occupa di Galateo ed Etichetta dal 2005.
Il Galateo delle feste per i padroni di casa
Il ruolo di padroni di casa è indubbiamente impegnativo, soprattutto per coloro che non rinunciano a seguire il Galateo delle feste, almeno nelle sue regole più semplici. Dagli inviti al servizio, ecco il vademecum.
Inviti
- Il numero degli ospiti va adeguato alla location: i presenti devono essere comodi;
- Gli inviti si fanno almeno due settimane prima dell’evento, mentre il re-call va inviato due giorni prima. Il modo più gettonato oggi è un simpatico messaggio su Whatsapp (testuale o grafico).
Menu
- Chiedere agli ospiti eventuali allergie, intolleranze o tabù alimentari;
- In Sicilia spesso l’abbondanza è sintomo di accoglienza, ma non sempre è così: meglio un numero limitato di pietanze ben legate tra loro;
- No a piatti difficili da mangiare per non far sentire a disagio i commensali;
- Apparecchiare la tavola in base al menu: non inserire posate o bicchieri che rimarranno inutilizzati;
- Mai commentare il comportamento a tavola degli ospiti. In quanti almeno una volta si sono imbarazzati nel sentirsi dire che hanno mangiato troppo o troppo poco? Spesso si insiste per far mangiare o bere qualcuno, ma può essere un comportamento sgradito.
A tavola
- I padroni di casa siedono a capotavola oppure al centro, uno di fronte all’altro. Gli ospiti al loro fianco, seguendo l’alternanza uomo-donna. I segnaposto sono graditi, ancor di più se corredati da un cadeau;
- Sì al tavolo dei bambini se si autogestiscono, altrimenti meglio affidarli ai genitori o a una figura di riferimento comune.

Il Galateo delle feste per gli ospiti
Anche per gli ospiti non mancano le regole del Galateo delle feste. Tutti gli invitati vogliono indubbiamente far bella figura, ma talvolta la fretta o l’imbarazzo possono giocare brutti scherzi.
Inviti
- Rispondere tempestivamente all’invito e comunicare eventuali esigenze alimentari: vietato chiedere chi altro sarà presente;
- Leggere attentamente l’invito per definire il proprio dress code.
Regali
- Mai presentarsi a mani vuote. Vino e dessert sono doni apprezzati, ma solo se concordati, così da essere coerenti con il menu. Se non c’è abbastanza confidenza, con una scatola di praline di cioccolato o una bottiglia di champagne si va sul sicuro. Via libera ai fiori se consegnati in anticipo: verranno esposti come centrotavola;
- Arrivare 10 minuti dopo l’orario previsto: è il cosiddetto ritardo di cortesia, che permette ai padroni di casa di sistemare gli ultimi dettagli e far fronte a eventuali imprevisti. Non vale per gli appuntamenti di lavoro: qui la parola d’ordine è puntualità.
A tavola
- Assaggiare ogni pietanza, ma servirsi con moderazione per evitare che qualche commensale possa rimanere senza.
I saluti
- Non ci si dilegua prima che siano trascorsi almeno 15-30 minuti dalla fine del pasto. I padroni di casa non possono dare indicazioni su quando è il momento di andar via, per cui spetta agli ospiti il compito di orientarsi;
- È buona usanza inviare un messaggio ai padroni di casa, il giorno successivo all’evento, per ringraziare dell’ospitalità.

Galateo delle feste: cosa non fare
Esistono infine delle indicazioni comuni a padroni di casa e ospiti in merito a ciò che, secondo il Galateo delle feste, non va fatto.
- Se alcuni ospiti non si conoscono, la presentazione spetta ai padroni di casa. Occhio alle parole: piacere è un termine bandito. È sufficiente stringersi la mano, ripetendo il proprio nome;
- Mai dire buon appetito! Buon pranzo o buona cena sono le varianti giuste, ma anche un semplice scambio di sguardi e sorrisi va bene. Il via agli assaggi è dato dalla padrona di casa, che spiega il tovagliolo sulle gambe;
- Evitare argomenti tabù come politica, religione ed economia, preferendo lo small talk: spazio a conversazioni leggere e sull’attualità, come il clima, il cinema o il gossip. Occhio a toccare temi potenzialmente spinosi per qualcuno dei presenti, come il divorzio o il tradimento;
- No allo smartphone a tavola: va lasciato in modalità silenziosa in tasca. Se si aspettano un messaggio o una chiamata veramente urgenti, si può controllare discretamente lo schermo ed eventualmente assentarsi per qualche minuto.










