Il 27 gennaio 1922, all’età di 82 anni, moriva lo scrittore e drammaturgo siciliano Giovanni Verga. Padre della corrente letteraria del Verismo, ha segnato in maniera indelebile la storia della letteratura italiana con le sue opere che, senza artifici di alcun tipo, raccontano la realtà cruda e a volte tragica della Sicilia dell’Ottocento.
La biografia di Giovanni Verga
Nato a Catania il 2 settembre 1840, Giovanni Verga trascorre la sua giovinezza tra Catania e Vizzini, dove la sua famiglia possedeva alcune proprietà, crescendo a stretto contatto con la vita contadina, che troverà ampio spazio nelle sue opere. L’autore scrisse il suo primo romanzo, di ispirazione risorgimentale, a soli sedici anni, tra il 1856 e il 1857. Il titolo era Amore e patria, ma l’opera rimase inedita perché ritenuta troppo immatura. Nel 1858 lo scrittore si iscrisse alla facoltà di legge dell’Università di Catania, ma abbandonò il corso nel 1861, preferendo dedicarsi all’attività letteraria e al giornalismo politico.
Dopo alcuni anni passati a viaggiare tra Firenze, allora capitale d’Italia, e Milano, Giovanni Verga fece ritorno a Catania, dopo aver ottenuto un grandissimo trionfo con “Cavalleria rusticana”. Dal 1872 è iniziata la sua maturità artistica, che ha visto la creazione delle opere più importanti: Storia di una capinera, Vita dei campi e nel 1881 I Malavoglia, pubblicati da Treves.
Il successo dei suoi scritti fu palese. Nel luglio del 1920, in occasione del suo ottantesimo compleanno, Giovanni Verga fu celebrato presso il Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania alla presenza dell’allora ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce. Il discorso ufficiale di elogio venne tenuto da Luigi Pirandello. Sempre in quell’anno, ricevette a Roma la nomina a senatore del Regno, per decisione del re Vittorio Emanuele III.
Il 24 gennaio 1922 lo scrittore venne colto da un ictus che ne provocò la morte, avvenuta il 27 gennaio a Catania, nella casa di via Sant’Anna, mentre era assistito dai nipoti. Oggi, Giovanni Verga è sepolto nel “viale degli uomini illustri” del cimitero monumentale del capoluogo etneo.
La poetica verista e i “vinti” di Giovanni Verga
Il Verismo è un movimento letterario nato in Italia fra il 1875 e il 1895, e a cui Giovanni Verga venne indirizzato da Luigi Capuana, scrittore, critico e suo fraterno amico. L’ideologia che sta alla base della letteratura verista è una ripresa della scientificità, dell’impersonalità e del positivismo dei naturalisti, declinati in senso pessimistico, senza alcuna speranza di miglioramento sociale.
Ai protagonisti delle opere di Giovanni Verga e di altri rappresentanti del genere è negata in tal senso quasi ogni speranza. L’autore riteneva che una vera felicità non fosse raggiungibile, neanche da parte degli appartenenti alle classi ricche. Inoltre, pensava che soltanto alcuni valori, come la famiglia, il proprio ambiente e il lavoro, potessero dare alle persone un po’ di serenità.









