Un anno di celebrazioni a corredo del 400° Festino di Santa Rosalia, con numeri inediti e grande partecipazione a livello internazionale. Il bilancio del cosiddetto anno rosaliano stilato a BE Sicily Mag da Giampiero Cannella, assessore alla Cultura del Comune di Palermo, è indubbiamente positivo. Lo sguardo adesso è rivolto al futuro, con la prossima edizione già in fase di programmazione. L’obiettivo è far sì che sia memorabile come la precedente e che coinvolga un pubblico ancora più ampio.
Il bilancio dell’anno rosaliano di Giampiero Cannella
“È stato un anno rosaliano ricco”, ha commentato Giampiero Cannella. L’assessore alla Cultura del Comune di Palermo ha poi ripercorso quanto fatto: “Abbiamo infatti accompagnato Palermo al 400º di Santa Rosalia con una serie di eventi, anche simbolici. Ad esempio, con la presenza del carro di Santa Rosalia a Piazza Castelnuovo accanto all’albero di Natale. Abbiamo voluto valorizzare la nostra Santuzza come elemento identitario della città. Non soltanto sotto il profilo religioso, ma anche sotto il profilo culturale. Abbiamo organizzato tante iniziative che hanno coinvolto realtà ed artisti del territorio”.
Cultura, ma anche sociale. Non si poteva inoltre non rivolgere un pensiero in tal senso ai quartieri periferici della città. “Con la manifestazione Le Rosalie ribelli siamo arrivati allo Sperone. Nel quartiere ci sono due murales dedicati alla Santa, uno di Igor Scalisi Palminteri e l’altro di Giulio Rosk. Inoltre, in collaborazione con ANCE e con alcune associazioni, abbiamo recuperato il carro di Santa Rosalia di Kounellis, che era abbandonato a Villa Giulia, e lo abbiamo portato lì. È stato un momento di aggregazione importante. Il Carro Luna, invece, è stato portato nel quartiere Albergheria, anch’esso complicato a causa di atti di delinquenza che coinvolgono i giovani, in particolare traffici di droga. È stato un gesto che rappresenta un simbolo di speranza, si è creato un luogo di aggregazione culturale”.
L’evento più importante tra quelli organizzati è stato ovviamente il Festino, che ha avuto un’affluenza di pubblico e un’attenzione mediatica da record. Non a caso ha conquistato il 2° Premio nella categoria Evento Culturale e il 3° Premio nella classifica generale al BEA World Grand Prix. Un bel risultato in termini di internazionalizzazione. È questo infatti uno degli obiettivi dell’amministrazione comunale: portare Santa Rosalia nel mondo. Ciò avverrà anche nei prossimi mesi. “Lo scorso anno abbiamo indetto un concorso di fotografia, rivolto a reporter professionisti, che non solo ha avuto grande successo, ma che diventerà ora un ulteriore elemento attrattore verso Santa Rosalia, grazie a una mostra fotografica. L’inaugurazione è in programma il 1° aprile a Roma, a Palazzo San Macuto, poi voleremo a Washington, Pechino e Londra. Altre tappe sono in cantiere”.
Un lavoro dunque a tuttotondo. “Il progetto di Santa Rosalia come elemento identitario della nostra città sta andando avanti e coinvolge la cultura palermitana in tutte le sue declinazioni: dai fotografi agli artisti di teatro, dai musicisti a tutti coloro i quali vogliono esprimere la loro devozione o, semplicemente, la loro adesione alla figura della Santuzza, che è molto particolare”.

Il coinvolgimento dei giovani
Uno degli obiettivi dell’amministrazione comunale, adesso, è arrivare soprattutto a una categoria in particolare. “Santa Rosalia abbraccia la città, ma credo che questo messaggio debba ancora penetrare a livello giovanile. I giovani hanno bisogno di credere in qualcosa che vada oltre i loro device, di fuoriuscire dal mondo virtuale in cui spesso sono immersi e che li porta a vivere in una realtà diversa. Mi piacerebbe che arrivasse loro l’anticonformismo di Santa Rosalia, che era una giovane nobile e aveva davanti a sé una vita spianata, ma che credendo fortemente nella religione, ha scelto di perseguirla fino alla morte. Il suo carattere forte e il suo senso di responsabilità fanno comprendere che non ci si dovrebbe deprimere quando qualcosa non va e che non si dovrebbe mai cercare scorciatoie”.
È per questo motivo che si sta lavorando a delle iniziative che coinvolgano questa categoria. “Già lo scorso anno molte delle maestranze che hanno lavorato al carro arrivavano dall’Accademia di Belle Arti di Palermo. È un segnale di come, investendo per costruire la propria professionalità, i risultati arrivino. Non bisogna trascurare i lavori manuali di qualità, che fanno parte della nostra tradizione e che possono essere uno sviluppo futuro, unito alle nuove tecnologie. È una forma di artigianato 4.0. Le innovazioni danno la possibilità di trasferire dei messaggi istantaneamente e simultaneamente, ma è utile solo se questi hanno una loro sostanza. Palermo, ad esempio, ha 2000 anni di storia e tradizioni da esportare. Le due cose svincolate, oggi, non funzionano”.
Gli effetti di Santa Rosalia sul turismo
Il successo del 400° Festino di Santa Rosalia è stato rilevante anche dal punto di vista del turismo. “Durante il periodo del Festino a Palermo si è registrato il sold-out, negli alberghi e nelle case vacanza. Era praticamente impossibile prenotare un ristorante in centro storico. La curiosità che si è suscitata attorno all’evento ha richiamato moltissimi turisti, ma anche tanti palermitani che prima guardavano all’evento come qualcosa di folk, nel senso di popolare e quindi con un’accezione negativa. Adesso, Santa Rosalia è diventata patrimonio di tutta la città. Anche da parte degli imprenditori c’è stata grande partecipazione, ma si può fare ancora di più. Deve essere uno stimolo”.
La sensazione è che anche quest’anno si ripeterà. “La Santa siciliana per eccellenza, nota in tutto il mondo, è Sant’Agata, ma adesso riteniamo che, per la popolarità che ha avuto il Festino, al suo fianco ci sia anche Santa Rosalia. Chi è venuto nell’Isola in quei giorni, ha dato feedback positivi. La mostra itinerante e le altre iniziative per la valorizzazione di Santa Rosalia servono proprio a creare un turismo a lungo termine. Palermo non è soltanto il mare di Mondello e Cefalù, anche il Festino è un elemento attrattivo in diversi momenti dell’anno. A settembre, per l’acchianata, abbiamo ad esempio creato un percorso culturale, “l’acchianata delle Rosalie”. Ci aspettiamo quindi un’affluenza enorme”.
È indubbio che il Festino sia un’attrazione per gli stranieri, ma non è semplice spiegare il perché. “Ho visto turisti giapponesi sfidare la calca per fotografare la statua della Santuzza. Ciò che piace, secondo me, è il colore. Ciò che noi consideriamo confusione, per loro è qualcosa di molto particolare, perché non sono abituati a vivere questi eventi nel nostro stesso modo, con la nostra passione. È il folklore, per utilizzare un altro termine. A Natale, ad esempio, il luogo più fotografato sono stati i Quattro Canti illuminati (con il videomapping “Teatro della Luce”, ndr). È insomma una religiosità ostentata, che caratterizza la nostra cultura e che attrae. E poi, ovviamente, c’è l’aspetto enogastronomico”, ha sottolineato Giampiero Cannella.

La prossima edizione del Festino di Santa Rosalia
In continuità rispetto a quanto fatto lo scorso anno, si sta andando avanti in questi mesi per la preparazione del prossimo Festino di Santa Rosalia. “Lo scorso anno si è celebrato il 400º dal ritrovamento delle spoglie mortali di Santa Rosalia su Monte Pellegrino. Il 400° dal primo Festino, inteso proprio come corteo, lo festeggeremo invece quest’anno, che è il 400°+1. È un percorso che prosegue. Il prossimo Festino sarà diverso dal precedente, ma sarà comunque unico e riserverà non poche sorprese. Stiamo lavorando a un Festino che resti come opera. Non posso anticipare nulla, ma ci saranno una serie di iniziative a corollario del Festino, per far vivere Santa Rosalia non soltanto il 14 e il 15 luglio”, ha concluso.



















