Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.

ultimi articoli

Pubblicità: palermoclassica.it

Museo del Gattopardo a Santa Margherita di Belice: un luogo magico tra realtà e letteratura

Il Museo del Gattopardo è stato inserito nella Rete dei Musei Comunali di ANCI Sicilia: la storia di Palazzo Filangeri di Cutò, dimora estiva di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

spot_imgspot_img
Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.
- Advertisement -
Pubblicità: stellantisandyou.com

Il Museo del Gattopardo di Santa Margherita di Belice è parte della Rete dei Musei comunali della Sicilia, progetto promosso da ANCI, l’Associazione dei comuni siciliani, a cui finora hanno aderito oltre 100 comuni e 200 musei, con l’obiettivo di promuovere il patrimonio artistico della Regione. In questo caso, quello letterario, dato che l’esposizione permanente è un omaggio alla celebre opera di Tomasi di Lampedusa, il quale visse le sue estati, tra i 6 e i 20 anni, proprio nella cittadina in provincia di Agrigento. La sede è Palazzo Filangeri Cutò, che fa da cornice all’intero romanzo come il palazzo di Donnafugata.

Il Museo del Gattopardo: un omaggio al romanzo

Il Museo del Gattopardo di Santa Margherita di Belice è costruito attorno all’opera letteraria con l’obiettivo di far conoscere i personaggi e in particolare la vita del “Gattopardo“, cioè Giuseppe Tomasi, duca di Palma e principe di Lampedusa. Per la prima volta non è un museo ad ospitare un’opera, ma è la struttura museale che viene costruita attorno ad un romanzo. Il sito riproduce infatti fedelmente i contenuti del manoscritto originale dell’opera, che è tra i “pezzi” principali che si possono ammirare al suo interno.

Le teche ospitano le lettere, gli appunti, la documentazione e le foto d’epoca dello scrittore. Ci sono anche lo stesso manoscritto, nonché la sua stesura di bozza in bozza con le correzioni apportate fino alla versione finale. E ancora postazioni multimediali fanno rivivere i saggi critici e i film dedicati all’opera: si possono vedere e ascoltare anche le interviste a Claudia Cardinale e Alain Delon, indimenticabili interpreti del film di Luchino Visconti. All’interno del sito è presente anche un museo delle cere, che rievoca una scena tratta dalla pellicola. Il museo permette di tuffarsi nell’atmosfera che portò lo scrittore a dare vita al suo capolavoro.

Oltre agli elementi visivi, la grande attrattiva del museo è data dalla possibilità di ascoltare la voce dello scrittore. Ad accompagnare il cammino del visitatore è infatti lo stesso Tomasi di Lampedusa. In tutte le sale del museo, si può sentire lo scrittore che recita un suo racconto: Lighea. Una registrazione unica, nata per gioco nel 1956, quando ancora non era famoso, ma già scriveva. In quell’anno aveva regalato a Gioacchino Lanza Tomasi, suo figlio adottivo, un registratore a nastro nuovo di zecca. E così, per provarne il corretto funzionamento, registrarono la sua voce. Non immaginavano che quella registrazione sarebbe rimasta l’unico documento audio dello scrittore siciliano.

I luoghi descritti da Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Il Gattopardo, ambientato nel periodo dell’Unità d’Italia dove in Sicilia sbarcavano le truppe di Garibaldi, fa innamorare tutti i lettori delle enormi bellezze della Sicilia, invogliandoli, almeno una volta nella vita, a visitare l’Isola. Tutti i luoghi descritti dall’autore sono ancora lì, trasformati nel tempo, ma sempre affascinanti e ricchi di magia, come il Palazzo Filangeri Cutò, per cui in una lettera spedita al Barone Enrico Merlo di Tagliavia diede indicazioni precise.

Palazzo Filangeri di Cutò

Il Palazzo Filangeri di Cutò, situato nel centro storico di Santa Margherita di Belìce, è tra gli edifici più iconici della città. Non solo per il suo aspetto monumentale, ma anche per essere stato fonte d’ispirazione per Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che lo descrivere nella sua più celebre opera come il Palazzo di Donnafugata. È per questo che è anche noto come Palazzo Gattopardo.

Adv
Pubblicità: riflessi.it

Il palazzo fu edificato alla fine del 1600 dalla famiglia dei Baroni Corbera, in seguito principi Filangeri Cutò, e presenta un’ampia facciata con eleganti portali, tribune e finestre. Distrutto in parte dal sisma del gennaio del 1968 (si salvò solamente la facciata), venne in seguito ricostruito e rimodulato in modo tale da diventare uno dei centri più importanti della città, tanto che le sue stanze sono attualmente adibite a svariate funzioni.

All’interno, infatti, è possibile trovare il Museo del Gattopardo, il Parco Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il Comune di Santa Margherita di Belice e il Teatro Sant’Alessandro.

Il giardino di Palazzo Filangeri Cutò

Il giardino di Palazzo Filangeri Cutò è collocato su un piano più basso rispetto al palazzo nobiliare. Fu realizzato sul finire del XVII secolo ed occupa un’area di circa 4100 mq. All’interno vi sono quattro fontane, due a forma di quadrifoglio, una grande di forma circolare con al centro un isolotto ricco di piante, e una piccola, di forma rettangolare, definita “dei bambù” per la vicinanza di tali piante. Sono presenti anche una serra e una voliera. Alla base dell’impianto vi è un canale d’acqua sotterraneo che ne ha consentito il mantenimento anche durante il periodo di totale abbandono agli inizi del XX secolo. Il Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Palermo ha individuato al suo interno 86 diversi tipi di piante, di cui 15 specie rare.

Il parco letterario del Gattopardo

Il Parco Letterario Tomasi di Lampedusa è un progetto culturale che interessa i Comuni di Palermo, Palma di Montechiaro e Santa Margherita di Belìce. La visita del parco rappresenta un’offerta turistico-culturale alternativa al turismo di massa. Non è solo una rivisitazione dei luoghi dell’autore e dei suoi scritti, ma è anche produzione di idee e di attività culturali: qui si svolgono caffè letterari, concerti, attività teatrali, itinerari sentimentali e degustazioni di prodotti tipici.

Museo del Gattopardo a Santa Margherita di Belice: un luogo magico tra realtà e letteratura - Be Sicily Mag - image 1
Parco letterario del Gattopardo

Le dichiarazioni dell’amministrazione comunale

“Essere parte della Rete Museale ANCI – spiega il sindaco Gaspare Viola – rappresenta per Santa Margherita di Belìce un’opportunità straordinaria per valorizzare il nostro patrimonio culturale e condividere con un pubblico sempre più ampio la storia e l’identità della nostra comunità. Il Museo del Gattopardo è il cuore pulsante della nostra memoria collettiva, un luogo in cui il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa prende vita e dialoga con il territorio che lo ha ispirato. Attraverso questa rete, rafforziamo il nostro impegno per la promozione della cultura e del turismo, con l’obiettivo di rendere Santa Margherita di Belìce un punto di riferimento per gli appassionati di letteratura, storia e tradizioni siciliane”.

A esprimere entusiasmo per il riconoscimento, anche Deborah Ciaccio, Assessore al Turismo e alla Promozione Territoriale: “L’ingresso del Museo del Gattopardo nella Rete Museale ANCI rappresenta un passo fondamentale per la promozione culturale e turistica di Santa Margherita di Belìce. Questo riconoscimento ci permette di valorizzare ulteriormente il legame tra il nostro territorio e il capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva nella storia e nelle atmosfere che hanno ispirato Il Gattopardo. Grazie alla sinergia con gli altri musei della rete, intendiamo ampliare le opportunità di fruizione e conoscenza del nostro patrimonio, consolidando Santa Margherita di Belìce come meta culturale di eccellenza in Sicilia”.

Adv
Pubblicità: pasticceriamatranga.com
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.
Pubblicità: gabetti.it
Pubblicità: gabetti.it
Pubblicità: beautyespa.com

ULTIMI ARTICOLI

Pubblicità: analisiclinichedipiazza.it

consigliato da be

BE Sicily Mag Settembre 2026: l’editoriale di Licia Raimondi

BE Sicily Mag Settembre 2026 è arrivato in edicola.C’è un colore che attraversa questo numero. Non lo avevamo deciso, non avevamo costruito le nostre...
Pubblicità: riflessi.it

non perderti

Pubblicità: beautyespa.com
Pubblicità: stellantisandyou.com
spot_img
spot_imgspot_img