Pippo Baudo vivrà il Festival di Sanremo 2025 da spettatore, ma i ricordi delle edizioni vissute da protagonista sono ancora ben vivi nella sua mente. In ben tredici occasioni infatti è stato il padrone di casa all’Ariston: la prima nel 1968, l’ultima nel 2008. Un dato che rende il conduttore catanese il più presente nella storia della kermesse. La sua carriera è dunque profondamente legata a questo evento e a dimostrarlo è anche una lettera scritta e pubblicata a poche ore di distanza dall’apertura del sipario.
La lettera di Pippo Baudo
“Tu sei molto più di un semplice Festival, ti ho sempre considerato un rito collettivo. Davanti al tuo sipario che si spalanca l’Italia si ferma, ascolta e si ritrova. Sei specchio della nostra società, ne rifletti gioie e dolori, in tutte le sue declinazioni ed evoluzioni”, così inizia la lettera a cuore aperto di Pippo Baudo, che rende omaggio al Festival di Sanremo non soltanto come prodotto televisivo bensì come fenomeno sociale.
Il conduttore catanese poi passa in rassegna le varie edizioni della kermesse in cui è salito sul palco dell’Ariston. La prima che gli fu affidata fu quella del 1968, successiva a quella segnata dal tragico suicidio di Luigi Tenco. Non era un’impresa semplice. “Con la sfrontatezza e il coraggio della gioventù, mi gettai tra le tue braccia e tra quelle del pubblico. Andò bene, anche perché c’erano canzoni e artisti straordinari”, ricorda.
Tanti sono i cantanti passati sotto la sua ala. “Ho avuto la fortuna di scoprire, cito per brevità Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Andrea Bocelli e Giorgia, ma la lista sarebbe davvero lunghissima. E non è solo una questione di intuito o di fortuna, ma anche di coraggio, come mi è capitato ad esempio nel 2007 con Ti regalerò una rosa di Simone Cristicchi”.
Infine, Pippo Baudo lancia un messaggio importante, ovvero quello di concentrarsi sulla musica e lasciare da parte il resto. “Caro Sanremo, sono convinto che il cuore pulsante della tua storia siano le canzoni. Senza di esse, anche tu, con tutto il tuo splendore, rischieresti di spegnerti. Ma finché ci saranno canzoni capaci di toccare l’anima, il tuo futuro sarà luminoso. Ti auguro – conclude – di continuare a splendere, nel segno della bellezza, fino a raggiungere e superare il secolo di vita”.
















