Si è conclusa a Marettimo una delle ricorrenze più attese dell’anno: la festa di San Giuseppe, patrono dei papà e dei lavoratori. Tre giorni, dal 18 al 20 marzo, di appuntamenti molto partecipati per gli abitanti dell’isola appartenente all’arcipelago delle Egadi, a cura della Pro Loco locale. Dalla scinnuta delle statue al pranzo in piazza, passando per il tradizionale falò comunemente chiamato duminiara. Anche quest’anno, insomma, l’evento è stato un successo.
Il racconto della festa di San Giuseppe a Marettimo
Dopo giorni di attesa, dalla vigilia di San Giuseppe, Marettimo si è animata a festa. Prima con il giro bandistico per il paese, poi con l’alzabandiera con l’effige del Santo in presenza delle autorità e la visita degli altari. Nel pomeriggio c’è stato spazio per giochi folkloristici, che hanno visto la partecipazione anche dei più piccoli. Uno degli appuntamenti più attesi è stato poi quello del rito della duminiara, iniziato alle 18. I partecipanti hanno fatto ardere tre cumuli di fascine di legna, in rappresentanza della Sacra Famiglia: Maria, Giuseppe e Gesù. Nel fuoco centrale, un tempo, si bruciavano anche le vecchie barche al grido di Evviva u patriarca San Giuseppe, seguito dal coro Vivaaa. In serata poi è stato il momento dell’intrattenimento musicale e dello spettacolo di cabaret.
Nel giorno di San Giuseppe, i festeggiamenti sono cominciati con la Santa Messa e il pranzo (dato Ammitata dei Santi) in piazza offerto dalla Sacra Famiglia. La collettività si è riunita, accompagnata dalla banda, per mangiare pignolo, petra mennula (croccante di mandorla), cubbàita di giuggiulena (tipico dolce alle mandorle, miele e zucchero) e cassate di ricotta: cibi tipici che per devozione vengono offerti dalle famiglie. Poi è avvenuto uno dei riti più sentiti della festa patronale, quello dell‘Alloggiate, celebrato dal vescovo di Trapani, che ha rievocato la fuga in Egitto, un episodio del Vangelo in cui la Sacra Famiglia è costretta a fuggire da Betlemme a seguito della strage degli innocenti compiuta da Erode. Nel pomeriggio la cosiddetta scinnuta (discesa) delle statue di San Giuseppe e San Francesco di Paola per le strade dell’isola.
La festa di San Giuseppe di Marettimo si è conclusa il 20 marzo con il tradizionale rito del panuzzi. Come da tradizione sono stati distribuiti tre panuzzi per ogni famiglia, ricordando come il santo patrono sia protettore della famiglia, dei lavoratori e soprattutto dei poveri. In questa giornata fede e divertimento si sono uniti inoltre con i tradizionali giochi: i pignateddi (in cui si cerca di rompere una pentola di terracotta), u iocu antinna (la scalata dell’albero della cuccagna) e la corsa con i sacchi. Infine, la cittadinanza ha festeggiato con balli, canti e spettacoli di vario tipo.


















