Un cast di attori in stato di grazia, una regia che asseconda le peculiarità recitative dei singoli interpreti, il racconto di paure universali e intergenerazionali tra indagini psicologiche, sentimenti ed emozioni in cui ciascuno spettatore può ritrovare frammenti di sé. “Follemente”, la nuova commedia del regista Paolo Genovese e per i critici è già una delle pellicole italiane più riuscite degli ultimi decenni. Non solo per via degli esiti trionfali al botteghino – a oggi, nove milioni di euro in totale – ma anche e soprattutto per l’originalità del soggetto, scritto dallo stesso regista con Isabella Aguilar, Lucia Calamaro e Flaminia Gressi, prodotto da Raffaella Leone, Carlotta Galleni e Andrea Leone per Lotus Production, società Leone Film Group e con la partecipazione di Rai Cinema.
A Palermo in occasione della proiezione del film nelle sale dei Cinema Cityplex Tiffany, EPlanet King e Rouge et Noir, Paolo Genovese si è concesso generosamente alle domande del pubblico e dei giornalisti, sottolineando il legame speciale che da sempre coltiva con la Sicilia: il regista, infatti, è nato a Roma ma le sue origini sono messinesi.
La trama di “Follemente” e il cast
La trama di “Follemente” ruota attorno al primo appuntamento di Lara e Piero, rispettivamente interpretati da Pilar Fogliati ed Edoardo Leo. Lo scenario è l’abitazione della trentacinquenne, di professione restauratrice, dalla vita sentimentale sbalestrata. È reduce infatti da una storia deludente con un uomo sposato non ancora rassegnatosi alla fine del loro rapporto. Lui è invece un cinquantenne, docente di storia e filosofia in un liceo, fresco di divorzio e con una figlia piccola che reclama attenzioni e verso la quale sembra nutrire sensi di colpa.
Entrambi vorrebbero rimettersi in gioco e si piacciono, ma le tristi esperienze passate gli impediscono di confessare persino a se stessi l’attrazione e l’interesse che scattano immediatamente e reciprocamente. Durante il loro primo incontro, i due ascoltano le voci interiori delle loro rispettive e multiple personalità, che li orientano verso comportamenti diversi: ne vengono fuori conversazioni serrate ed esilaranti che raccontano la “battaglia”, tutta mentale, che ciascuno dei due affronta, tra razionalità e voglia di lasciarsi andare e vivere finalmente una relazione appagante.
Sotto il profilo narrativo, il punto di forza di “Follemente” è rappresentato dal parlottio delle varie personalità che abitano all’interno di ciascuno dei due personaggi. In Lara si agitano la durezza di Alfa, la tenerezza di Giulietta, l’inafferrabile e visionaria Scheggia e la fascinosa Trilli, rispettivamente interpretate da Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Maria Chiara Giannetta ed Emanuela Fanelli. Quattro declinazioni caratteriali a cui fanno da contraltare quelle che animano la vita interiore di Piero, in precario equilibrio tra il razionale Professore, il dolcissimo Romeo, il cinico e surreale Valium e l’incontenibile passionale Eros, ovvero Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo e Claudio Santamaria. Nel finale, tutti loro si incontreranno e troveranno una sintesi, sancendo la vittoria dell’emozione sulla ragione e regalando un finale che sembra aprirsi a nuove possibilità.
“Follemente” come incontro tra “Inside out” e “Perfetti sconosciuti”
Con quest’ultima prova, Paolo Genovese si conferma, dunque, il regista italiano per eccellenza capace di sondare le dinamiche di coppia contemporanee: in tal senso, “Follemente” può considerarsi l’evoluzione di “Perfetti sconosciuti”, grande successo internazionale del 2016. Comune denominatore tra le due opere è la coralità, una dimensione in cui si trova particolarmente a suo agio, offrendo allo spettatore una pluralità di spunti di riflessione resa possibile, appunto, dalla moltitudine di voci a confronto.
Qualcuno ha parlato di assonanze anche tra “Follemente” e “Inside out”, film d’animazione della Pixar arrivato al cinema nel 2015: un’opera tra le più amate di questo genere. Malgrado il comune utilizzo dell’espediente narrativo delle voci interiori, però, si tratta di due racconti molto diversi ed è lo stesso regista a smentire di essersi ispirato al lungometraggio, sebbene l’idea fondante del caos mentale sia la stessa. “Follemente” è un film che mescola sapientemente ironia e malinconia, risate – la scena dell’amplesso, in particolare, è da manuale – e amarezza.
L’approccio di Paolo Genovese in “Follemente”
C’è chi inoltre paragona l’approccio stilistico e alla regia di Paolo Genovese a quello di Woody Allen. Il regista italiano, pur lusingato per l’accostamento al cineasta statunitense, sottolinea con chiarezza gli intenti del film: “Ho voluto mettere a nudo una parte di noi stessi, in cui ciascuno potesse identificarsi e sentirsi meno solo. Le paure e le perplessità dei vari personaggi appartengono a tutti noi. Avrei potuto girarlo – precisa – anche agli inizi della mia carriera”.
Il film è anche un invito all’approfondimento dei rapporti in chiave strettamente personale, lontano dai cellulari, che nel racconto hanno un ruolo marginale e compaiono solo una volta. “Ci stiamo abituando a filtrare troppo le nostre emozioni e ad allontanare il concetto di socialità”. Forse, è un invito velato al corteggiamento vecchia maniera: mani che si intrecciano e sguardi fissi, imbarazzi e goffaggine, ma senza infingimenti. “Il filo rosso dei miei film – conclude – è sempre la volontà di stimolare lo spettatore a porsi domande, adottando punti di vista diversi”.





















