Piccolo è bello. Ma se è anche autentico, sostenibile e siciliano, il gradimento è garantito. A celebrare il mix vincente – nell’anno in cui la Sicilia, prima regione italiana, entra nell’Olimpo di Regione Enogastronomica d’Europa – è stato per il terzo anno consecutivo il Taurmè Day che, domenica 23 marzo, ha riunito nella città regina del turismo siciliano la propria comunità enogastronomica. Un’occasione di incontro tra domanda e offerta, per scoprire e degustare prodotti che a pieno titolo sono di nicchia, dare il meritato palcoscenico a piccoli produttori che vivono la quotidianità di una filiera spesso a chilometro zero ma anche a chef, pizzaioli, bartender che quelle materie prime le lavorano, trasformano e promuovono.
A Taormina l’eccellenza diventa show con Taurmè Day
Giuseppe Miuccio e Antonio Spartà, fondatori di “Taurmè – Taste of Sicily”, insieme a Luca Miuccio, executive chef del Grand Hotel San Pietro di Taormina, hanno occupato, letteralmente, i 4 piani e terrazza del Palazzo dei Congressi di Taormina tra show cooking, mixology d’autore, banchi d’assaggio di vino e birra, quintali di pizza sfornata all’istante. È stata l’interazione diretta tra produttori e consumatori il filo conduttore del Taurmè Day che, con l’intento di far conoscere e apprezzare i prodotti biologici del ricco paniere del brand, si fa ambasciatore delle eccellenze dell’Isola.

La sostenibilità prima di tutto
La parola d’ordine della terza edizione di Taurmè Day è stata “sostenibilità a 360 gradi”, tema sviluppato soprattutto durante la serata-anteprima ospitata alla cantina “La Contea” di Mascali (Catania), con un talk di approfondimento animato da imprenditori, comunicatori, produttori e manager, che poi è divenuto viaggio culinario e gran tasting enogastronomico.
“Siamo spinti dall’entusiasmo dei nostri produttori – dice Giuseppe Miuccio – che desiderano creare, attraverso il contatto diretto, maggiore consapevolezza nel consumatore. Ed è anche nell’ottica di questa consapevolezza che quest’anno abbiamo scelto di puntare sulla sostenibilità, considerando anche che le nostre aziende si sono già adoperate per realizzare una filiera completamente biologica e per investire in mezzi a basso impatto ambientale. Per dare forza a ciò, abbiamo chiesto ai professionisti del settore, chef e pizzaioli che partecipano all’evento, di realizzare le loro proposte utilizzando esclusivamente prodotti biologici e tecniche sostenibili”.
Non solo un viaggio culinario, dunque, ma una vera e propria missione culturale che unisce qualità e autenticità, vere leve economiche dei prodotti dell’enogastronomia sui mercati internazionali.




















