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domenica|15 Marzo|2026
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Isabella Napoli
Isabella Napoli
La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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Da Palermo a Milano, le Università si uniscono nel ricordo delle vittime di mafia: proiezione del docufilm su Falcone e Borsellino e dibattiti

Nel Giorno della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie, il primo evento nazionale che ha coinvolto le Università di Palermo, Roma, Milano e Firenze con Fiammetta, Manfredi e Lucia Borsellino

Isabella Napoli
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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.
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“La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”. Su queste parole, piene di speranza, del giudice Giovanni Falcone e sulle immagini delle macchine distrutte dal tritolo e dell’autostrada sventrata a Capaci nel 1992 si è aperto il docufilm inedito Falcone e Borsellino – Il fuoco della memoria, proiettato venerdì 21 marzo, in occasione del Giorno della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie, in simultanea nelle varie sedi delle Università di Palermo, di Milano (Statale e Cattolica), di Roma Tre e di Firenze. Per la prima volta, gli atenei delle quattro città italiane colpite dallo stragismo mafioso del 1992-1993 si sono unite in una importante giornata commemorativa, destinata a diventare un appuntamento fisso. Nel capoluogo siciliano, l’appuntamento è stato presso l’ex cinema Edison, in piazza Colajanni 3, nel cuore di Ballarò, dove 250 studenti dei licei Danilo Dolci e Meli, con gli allievi di Giurisprudenza e Scienze Politiche, si sono ritrovati per ricordare quelle tristi pagine di storia in contemporanea con le altre Università.

I promotori di “Il fuoco della memoria delle stragi del 1992-1993”

A promuovere l’evento dal titolo “Il fuoco della memoria delle stragi del 1992-1993” è stato Costantino Visconti, direttore del dipartimento di Scienze Politiche e relazioni internazionali dell’Università di Palermo, che per l’occasione ha raggiunto l’Università di Firenze: “Abbiamo pensato che nel giorno dedicato alla memoria per tutte le vittime delle stragi, fosse giusto ricordare questo legame tra le città. Lo stragismo mafioso del 1992 iniziò con Capaci, continuò con via D’Amelio ma poi nel 1993 tentò di abbattere la Repubblica, attraverso gli attentati terribili al cuore di Firenze, di Milano e di Roma. Questo ricordo ruota attorno alle figure di Falcone e Borsellino, ecco anche il perché del docufilm prodotto da Unipa. È un momento importante che dà l’occasione a tutti, non solo per ricordare le vittime innocenti della violenza mafiosa ma anche per riflettere sullo stato di salute nostro, ossia della lotta alle mafie, e loro, cioè delle organizzazioni criminali. Oggi abbiamo bisogno di una antimafia riflessiva, pluralistica, sapiente, studiosa, la cui sede naturale non può che essere costituita dalle Università italiane”.

L’Università di Palermo è fiera di unirsi con quelle di Milano, Firenze e Roma nel ricordo di Falcone e Borsellino e di tutte le vittime della violenza mafiosa”, ha affermato il Rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, che non ha potuto presenziare all’evento perché era ad Enna per l’inaugurazione dell’anno accademico. “Il docufilm che abbiamo realizzato e messo a disposizione degli altri Atenei non è solo un omaggio alla memoria di Falcone e Borsellino, ma anche un ponte verso il futuro, uno strumento cioè di formazione-informazione e di sollecitazione critica per l’intera cittadinanza, volto a far crescere il dibattito pubblico e la consapevolezza di tutti sul cruciale tema della lotta alle mafie, strumento che incarna al meglio la terza missione universitaria”.

Armando Plaia, direttore del dipartimento di Giurisprudenza, ha letto alcune pagine “profetiche” di Leonardo Sciascia. “In Università si riflette e si studia con spirito laico, preferendo il dubbio e lo spirito laico. L’invito agli studenti è quello di celebrare le prossime ricorrenze, a partire dal 23 maggio, con la proiezione di un altro documentario a cura della giornalista Rai Maria Grazia Mazzola”. Paola Maggio, docente di Procedura penale, ha commentato: “Ringrazio i figli del giudice Borsellino per il loro contributo, questo docufilm unisce l’Italia, nella ricerca di una memoria comune”.

La giornata nel ricordo di Falcone e Borsellino

La giornata è iniziata con il saluto del prorettore vicario Enrico Napoli. “L’ateneo ha deciso di celebrare questa giornata in un modo particolare. Quel terribile biennio ha segnato in maniera forte e drammatica la storia di questa città ma anche quella dell’Italia. Dall’omicidio di Salvo Lima, è iniziato il periodo delle stragi. Con la memoria, il ricordo diventa storia, Falcone e Borsellino sono diventati punti di riferimento”. Il prorettore ha tra l’altro letto la lettera del Ministro dell’Università e della ricerca della Repubblica Italiana Anna Maria Bernini.

Successivamente è stato proiettato simultaneamente il docufilm realizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Palermo nell’ambito del progetto “Officina per la legalità e la memoria” finanziato dal MIUR, che presto potrebbe essere fruibile al grande pubblico anche attraverso le reti Rai. Tra ricordi e dialoghi con i protagonisti, il documento ripercorre la storia di un sacrificio, di un’amicizia, di una testimonianza a cui i giovani devono ispirarsi. Documenti storici e ricostruzioni del passato si intrecciano in quello che non vuole essere solo un semplice racconto documentaristico, ma un vero e proprio lascito. A prendervi parte, tra gli altri, il videoreporter Vincenzo Traina, il fotoreporter Franco Lannino, fotoreporter, il tenente colonnello dei carabinieri Carmelo Canale e il giudice Giuseppe Di Lello. L’opera pone anche alcuni interrogativi, finora rimasti senza risposta, come quelli relativi all’agenda rossa di Borsellino, sparita dopo la sua morte. Narratore è il regista Aldo Sarullo.

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Dopo la proiezione, è intervenuta in videocollegamento nazionale da Palermo Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo. “Questo film è un veicolo di conoscenza per chi non c’era ma anche per chi era presente. Un altro suo pregio è la narrazione a più voci, che si nutre del contributo dei giovani. Nella lotta alla mafia, non ci sono morti di serie A e di serie B, ma tutti con il loro sacrificio sono stati costruttori della torre della civiltà. La memoria è fondamentale ed è fatta di azioni concrete, anche perché la mafia cerca alleanze nelle istituzioni. Perché come diceva il giudice Falcone, politica e mafia sono due poteri che agiscono per il controllo sul territorio: o si fanno la guerra o si alleano. Sul depistaggio, il diritto alla verità appartiene a tutti, in un Paese dove ci sono ancora tanti buchi neri che compromettono la crescita e il futuro. Non si può vivere nella menzogna. Queste sono ferite ancora aperte, a causa di procure inadeguate, in barba al metodo Falcone-Borsellino. Se oggi possiamo parlare di depistaggio è grazie ad altre procure che si sono attivate successivamente. Bisogna comunque avere fiducia nello Stato, come diceva mio padre Dobbiamo considerare lo Stato come un amico”.

Da Palermo a Milano, le Università si uniscono nel ricordo delle vittime di mafia: proiezione del docufilm su Falcone e Borsellino e dibattiti - Be Sicily Mag - Fiammetta Borsellino interviene nel dibattito
Fiammetta Borsellino

I fratelli Manfredi e Lucia Borsellino hanno risposto, invece, alle domande degli studenti rispettivamente a Firenze e a Roma. A Palermo, sono intervenuti, tra gli altri, il compositore Marco Betta, l’artista Beatrice Quinta e la giornalista Elvira Terranova. I primi due hanno eseguito un Requiem in una versione scritto da Betta e riveduto da entrambi, voce e piano. Il sindaco Roberto Lagalla ha letto invece una dichiarazione congiunta dei quattro sindaci delle quattro città. “Oggi più che mai – ha riferito – siamo a fianco degli studenti per la ricerca della verità, per testimoniare un rinnovato impegno contro le infiltrazioni mafiose. La lotta alla mafia non è più delegabile solo alla magistratura. Una classe dirigente che si forma nelle Università, capace di dare futuro alla città, è il vero antidoto alla mafia”. Nel capoluogo siciliano presente anche Raoul Russo, componente della commissione antimafia.

In tutte le sedi, si sono svolti dibattiti con esperti. All’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano l’ex magistrato del pool antimafia Giuseppe Di Lello (tra i protagonisti del docufilm) e Gabrio Forti, direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale. All’Università Statale di Milano, sono intervenuti, tra gli altri, la coordinatrice della Dda di Milano, Alessandra Dolci e la giornalista Liana Milella. Al Dipartimento di Giurisprudenza di Roma Tre, in via Ostiense 161, c’erano la docente di Legislazione antimafia Ilaria Merenda e con Lucia Borsellino anche Marco Bisogni, magistrato componente del Csm, la Vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, lo storico Enzo Ciconte e il giornalista Enrico Bellavia. A Firenze, nel Polo delle Scienze Sociali, in via delle Pandette 35, era presente Manfredi Borsellino. Intervenuti l’ex magistrato Ignazio De Francisci (componente del pool antimafia insieme a Falcone e Borsellino), il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, Costantino Visconti, e Daniele Gabbrielli, Vicepresidente dell’associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili.

La lettera del Ministro Bernini

Nella lettera, il Ministro dell’Università e della ricerca della Repubblica Italiana Anna Maria Bernini si è detta dispiaciuta di “non poter essere fisicamente presente per questa importante iniziativa”. E ha aggiunto: “È bello vedere che le Università fanno rete, ancor più su un tema come il contrasto alle Mafie. Sono con voi nelle intenzioni, nel personale desiderio di ringraziarvi, non solo come Ministro dell’Università e della Ricerca, ma come semplice cittadina, perché tenete viva la Memoria. Oggi non è solo la Giornata del ricordo delle vittime delle mafie. È il giorno dell’impegno. Di un rinnovato impegno collettivo a riaffermare i valori della giustizia e della verità. Le quattro città italiane colpite dallo stragismo mafioso saranno simbolicamente unite attraverso alcuni dei loro atenei. Perché una cura è possibile. Ed è quella della Memoria, della conoscenza. Proprio quello che voi avete fatto anche con il toccante docufilm realizzato da Ambrogio Crespi – che ringrazio – Il fuoco della Memoria, dedicato alla vita e al coraggio di due simboli dell’antimafia, i magistrati Falcone e Borsellino, e alle donne e gli uomini delle loro scorte. Documentario che come Ministero abbiamo con grande orgoglio contribuito a produrre”.

Anche Chiara Colosimo, Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, è intervenuta con un video messaggio: “Il fuoco della Memoria non è solo un film ma un nuovo modo di raccontare. In questa giornata in cui si ritorna a parlare di mafia, noi partiamo dalla storia di due uomini, di due bambini, per arrivare agli studenti. Uomini che non sono morti invano ma hanno fatto l’Italia e ci hanno lasciato un’Italia migliore, un’Italia che non deve dimenticare il loro sacrificio e non deve dare per scontata la lotta alla mafia”.

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