Quella della Handball Erice è la storia di una piccola squadra di provincia impegnata in uno sport, la pallamano femminile, meno “mediatico” ma non per questo meno entusiasmante ed emozionante. È anche la storia della cittadina in provincia di Trapani in cui questa piccola realtà sportiva opera e si integra socialmente. Il motto è Nemo reliquantur (Nessuno è lasciato indietro). Campeggia enorme nella loro palestra sede delle gare interne e accompagna a squadra su tutti i campi d’Italia, impresso sulle maglie nero-verdi, come una seconda pelle. Un motto al tempo stesso sprone all’azione e monito. È una storia di orgoglio e passione, comuni denominatori di chi lavora sul campo e fuori, lottando per arrivare ai vertici dello sport. Ma, soprattutto, è una storia di successo, perché la Handball Erice ha vinto la sua terza Coppa Italia di fila.
Handball Erice, una storia recente ma già di successo
Per una squadra di una piccola realtà di provincia è una vittoria sportiva prima, manageriale dopo. Mai nessuna squadra siciliana femminile prima aveva ottenuto questo risultato in questa competizione. Un trofeo, quello appena conquistato, che si va ad aggiungere alle due Supercoppe italiane consecutive già conquistate dalle ericine nel 2023 e nel 2024.
Traguardi che hanno un sapore ancora più dolce se si considera che quella della Handball Erice è una storia sportiva recente, che affonda le sue radici in un territorio che ha avuto sempre un buon rapporto con la pallamano.
Approdate in Serie A nella stagione 2019/20, le arpie, come sono state soprannominate sportivamente, hanno in poco tempo scalato le gerarchie in questa disciplina sportiva ponendosi all’attenzione nazionale con una pallamano moderna e di qualità. Prova ne sono anche le due finali scudetto consecutive, a cui la squadra ha preso parte, purtroppo con esito sfortunato.

Un successo da record
La Coppa Italia di pallamano femminile resta dunque in Sicilia per il terzo anno consecutivo. Con questo trofeo le ericine superano il precedente record, che era detenuto dalla Libertas De Gasperi Enna (lo aveva vinto nel 1999/2000 e nel 1997/98), la DeMoTer Messana di Messina si è fermata ad una, conquistata nell’edizione 2000/01. L’ultima vittoria inserisce la squadra ericina di diritto tra le più titolate al momento dell’Isola.
Sono i frutti di un lavoro in campo ben condotto dalla spagnola Cristina Cabeza Gutierrez in panchina e dal suo staff, nonché da un gruppo di atlete di assoluto spessore che ha nella internazionalità della composizione un tratto distintivo con Masson e Pessoa (brasiliane), Pereira Pinto (portoghese), Cabral Barbosa (spagnola) e Ateba (camerunense) al fianco delle italiane Tarbuch, Bernabei, Eghianruwa, Benincasa, Priolo, Coppola, Losio, Cozzi, Dalle Crode, Ramazzotti, Di Prisco. Lavoro importante anche quello condotto fuori dal rettangolo di gioco, svolto da una dirigenza che ha ben chiari gli obiettivi da raggiungere, con oculatezza e determinatezza. Parafrasando il loro motto, si potrebbe affermare che nulla è lasciato al caso.
Ne è consapevole anche la capitana neroverde Lorena Benincasa, una delle protagoniste del trionfo. “Sapevamo benissimo – afferma – che la finale comportasse delle difficoltà particolari. Nonostante le tante esperienze già vissute, l’emozione prima dell’inizio era davvero notevole. Siamo felici per avere centrato quest’obiettivo. La gara è stata durissima e abbiamo dimostrato sul campo di meritare questa vittoria. Non è facile vincere partendo da favoriti. Tutti ci aspettano e tutte le avversarie contro di noi danno qualcosa in più. Dedichiamo questa terza Coppa Italia a noi stesse, alla società e ai nostri tifosi. Ci godiamo questo momento fantastico. Fra un paio di giorni ricominceremo a pensare al nostro prossimo obiettivo”.

Handball Erice sogna lo scudetto
Una comunità intera, adesso sogna un altro traguardo ancora più prestigioso: il tricolore. Ma prima, è ancora tempo di festeggiare. A parlare del successo in Coppa Italia è Norbert Biasizzo, vicepresidente del sodalizio ericino: “Quando si arriva ad un risultato come questo, che esprime un lavoro che si continua a fare, ha un valore ancora maggiore. Non era assolutamente facile o scontato, chi fa sport sa benissimo che vincere è già difficile, replicare lo è di più, triplicare è veramente qualcosa di impensabile. Questo significa che stiamo lavorando molto bene. Penso che questo traguardo importantissimo debba essere dedicato alle fantastiche ragazze che portano ed onorano il nome di Erice e della Sicilia, ed a quanti amano questa nostra terra. È una vittoria di tutti. È veramente un grandissimo orgoglio rappresentare Erice, Trapani, la provincia e la Regione ai massimi livelli.”.
All’inizio di questa avventura sportiva, d’altronde, nessuno avrebbe immaginato un tale percorso: “Voglio ricordare che la Handball Erice esiste da soli 5 anni, compreso questo che sta militando nella massima serie. In 5 anni, essere riusciti a ottenere questi risultati significa che la società sta lavorando molto, non solo in ambito squadra. Ogni anno si alza il livello. La società ha degli obiettivi chiari e questi risultati le permettono di farsi conoscere. Ripercorrendo questi primi anni, era veramente impensabile. Quando abbiamo iniziato questa avventura, era un sogno. Anche se avevo ben chiaro nella mia mente di poter fare passi importanti e raggiungere obiettivi importanti. Adesso – conclude Norbert Biasizzo – siamo felici che queste visioni, questa sana pazzia, ci stia aiutando nel raggiungere ogni altro obiettivo che ci dà la linfa per andare avanti”.
Alea iacta est, recitava un antico detto latino. La sfida è lanciata.

















