Quella dei Sepolcri è una delle tradizioni più celebri della Settimana Santa. Usanza tipica del Giovedì Santo, ricorda l’Ultima Cena di Gesù con i suoi discepoli prima dell’inizio della Passione. Essa dà inizio ai giorni del triduo, conducendo i cristiani nel vivo dei riti dedicati alla Pasqua.
La tradizione dei Sepolcri
La sera del Giovedì Santo, al termine della Messa in Coena Domini, tradizione vuole che vengano allestiti dei ricchi altari all’interno delle chiese, sui quali vengono riposte le ostie consacrate fino al pomeriggio del Venerdì Santo. Questi prendono il nome di Sepolcri o altari della reposizione.
Nell’allestimento dei Sepolcri vengono spesso utilizzati fiori bianchi, candele e grano germogliato al buio, simbolo della rinascita di Gesù che, dopo la morte per crocifissione, risorge la Domenica di Pasqua.

L’usanza del “il giro dei Sepolcri” è molto sentita, anche in Sicilia. Essa prevede che la sera del Giovedì Santo, i fedeli visitino diverse chiese della città in cui si trovano, in una sorta di piccolo pellegrinaggio, per meditare e pregare. Secondo la tradizione più popolare, occorre vistare e pregare sette altari, tanti quanti sono i dolori della Madonna. Un’altra versione, invece, impone di visitarne almeno cinque, numero che coincide con le piaghe di Gesù, ossia le ferite che riporta durante la crocifissione.

La ricorrenza del Giovedì Santo
Il Giovedì Santo è uno degli appuntamenti che nella tradizione cristiana precedono la Pasqua. È in questa occasione che viene ricordata l’Ultima Cena di Gesù, durante la quale avvertì i suoi discepoli che uno di loro lo avrebbe tradito. Dopo l’amara rivelazione, si ritira a pregare nell’orto del Getsemani di Gerusalemme, dove poi verrà arrestato. In base a quanto riportato nei Vangeli, nell’uliveto, il figlio di Dio, rivela tutta la sua umanità, lasciandosi andare al pianto e alle preghiere, consapevole dell’atto estremo che dovrà compiere per volere del Padre.
I Sepolcri rappresentano, dunque, un modo simbolico di accompagnare Gesù nella notte più dolorosa della sua vita, quella nell’orto degli ulivi, prima di essere catturato e condannato a morte.













