Qual è la parola “giovanile” dell’anno? A chiederselo, analizzando quelle più usate e apprezzate dalle nuove generazioni, sono stati i professori di tutta Italia. La lista di alcuni dei termini proposti per lo speciale titolo è stata presentata martedì 8 aprile presso l’aula magna del liceo Cutelli e Salanitro di Catania, che ha partecipato all’iniziativa. Il contest, denominato proprio “La parola giovanile dell’anno”, è stato promosso dal Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia, in collaborazione con la Rete nazionale dei Licei Classici, la Società Dante Alighieri e alcune case editrici. L’idea, in particolare, è stata del linguista Massimo Arcangeli, professore e direttore artistico del festival letterario Parole in cammino, il quale è stato affiancato dalle professoresse Maria Pia Dell’Erba e Manuela Prato. L’obiettivo è quello di valorizzare il linguaggio e la creatività degli studenti e, in generale, dei più giovani, nonché di favorire la loro comunicazione con gli adulti.
Le parole “giovanili” proposte a Catania
La premiazione del contest “La parola giovanile dell’anno” è in programma il prossimo 1 dicembre al liceo Mamiani di Roma. Intanto, stanno arrivando le proposte degli istituti di tutta Italia. Il liceo Cutelli e Salanitro di Catania ha presentato le sue, ad opera di una giuria di professori. Questi i termini selezionati:
- Chill (proposto da Alice Bandiera, Lorenzo Sgroi, Riganati Matilde, Carla Varsalona, Giulia Abdellatif, Erica Basile, Alice Fichera, Gaia Guglielmino, Mattia Lanzafame, Simone Percolla, Serena Ricci, Vittoria Palmucci), è un modo dire che qualcuno è tranquillo e rilassato. Molti giovani usano il termine chillati per dirsi rilassati oppure sto chillando per dire che si stanno rilassando.
- Cringe (proposto da Cristaudo Ester, Martina Lupelli, Giorgia Foresta), un termine utilizzato per dire che si è imbarazzati della situazione o della persona di cui si sta discutendo.
- For the plot (proposto da Alessia Ruscica), che tradotto significa “per la trama”. Si utilizza quando qualcuno compie una determinata azione come se fosse il personaggio principale di una narrazione che è rappresentata dalla sua stessa vita. È quindi un invito a vivere le esperienze senza pensarci troppo.
- Brain rot (proposto da Benedetta Palamidessa), letteralmente “cervello marcio”. È un termine con cui si definisce qualcuno che è stato totalmente inglobato dalla propaganda di internet. Con questa definizione si fa riferimento, in modo più ampio, anche ad una intera categoria di meme (le vignette diffuse sul web), che hanno come protagonisti personaggi dalla caratterizzazione assurda creati dall’intelligenza artificiale.

- Plot twist (proposto da Graziana Lombardo), che è la traduzione di “colpo di scena”. Il termine viene usato quando accade qualcosa di inaspettato nella vita reale, come una scena che cambia totalmente la trama di un film.
- Amò (proposto da Carla D’Agata), abbreviazione di “amore”.
Non resta dunque che aspettare per scoprire quale parola vincerà e se sarà una di quelle selezionate dall’istituto siciliano.



















