Zaira Conigliaro
Zaira Conigliaro
Studia Scienze della comunicazione all'indirizzo Cultura Visuale, ha un debole per l’arte, la moda e il cinema. Da marzo 2024 scrive con passione per Be Sicily Mag, sognando una carriera nel giornalismo. Determinata e creativa, cerca costantemente di migliorare le sue abilità, trasmettendo emozioni attraverso le sue parole.

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Sci e inclusione: Alberto Benchimol racconta l’impegno di Sportfund, Fondazione Italiana per lo Sport ETS

Grazie a un metodo basato sulla gradualità e all'attento lavoro di istruttori specializzati, le persone con autismo partecipanti al programma di Sportfund ad Andalo possono acquisire nuove abilità e maggiore autonomia

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Lo sport come strumento di inclusione sociale: questa è la mission di Sportfund – Fondazione Italiana per lo Sport ETS, presieduta da Alberto Benchimol. L’organizzazione, in collaborazione con le scuole di sci del Trentino Alto-Adige, promuove discipline sportive integrate, che coinvolgono persone con disabilità e non, provenienti da tutta Italia. Andalo, sull’Altopiano della Paganella, è diventata così un punto di riferimento anche per tante famiglie siciliane. L’impegno della Fondazione si concretizza negli sport invernali ma non solo, con un focus particolare sui giovani con autismo. Il fondatore e presidente, nonché maestro di sci specializzato per le disabilità, ha parlato a BE Sicily Mag dell’importanza di offrire a chiunque la possibilità di fare attività fisica e divertirsi, anche sulla neve.

Lo sport come motore di integrazione: la filosofia di Sportfund

“Lo sport deve essere un sistema di inclusione sociale per tutti”, ha spiegato Alberto Benchimol, sottolineando come l’approccio della Fondazione favorisca la partecipazione alle attività da parte di gruppi misti, che possono valorizzare le capacità di ciascuno. Sportfund non si limita infatti a proporre attività specifiche a persone con disabilità, ma punta alla creazione di un modello inclusivo. I suoi fondatori credono fermamente nella funzione educativa, di integrazione e di protezione dei giovani (soprattutto quelli con bisogni speciali) di progetti di questo genere.

Dal 2016, la Fondazione ha avviato anche un programma di sci alpino rivolto alle persone di tutte le età con autismo. Un’iniziativa che era stata preceduta da incontri speciali per promuovere l’attività sportiva sulla neve a coloro che hanno diverse forme di disabilità. “L’obiettivo – ha proseguito Alberto Benchimol – è superare i pregiudizi e dimostrare che anche i ragazzi autistici possono beneficiare enormemente di queste pratiche”.

Alberto Benchimol
(Foto di Filippo Frizzera)

Una scuola di sci per bambini e ragazzi autistici

Nel corso degli anni, le persone autistiche sono state spesso escluse dagli sport più avventurosi, in quanto considerate poco adatte o bisognose di protezione. Alberto Benchimol con Sportfund ha voluto combattere questo stereotipo. “Lo sport è uno strumento fondamentale per la crescita e l’integrazione sociale delle persone, in particolare giovani e giovanissimi con autismo”. Lo sci alpino, nel dettaglio, rappresenta un’opportunità straordinaria per lo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo dei ragazzi. Grazie a un metodo basato sulla gradualità e all’attento lavoro di istruttori specializzati e con esperienza pluriennale, i partecipanti al programma possono acquisire nuove abilità e diventare più autonomi.

Le famiglie che si rivolgono alla Fondazione per prendere parte alle attività sulla neve sull’Altopiano della Paganella, ad Andalo, in Trentino-Alto Adige, sono numerose e arrivano nella stazione sciistica da tutta Italia. Il riscontro è indubbiamente positivo. Inizialmente, sia da parte del diretto interessato che dai suoi familiari, c’è curiosità e, talvolta, anche un po’ di timore, ma ben presto ogni barriera viene superata. “I risultati sono estremamente positivi, le famiglie si meravigliano dei progressi ottenuti dai loro figli”, ha raccontato Alberto Benchimol.

Per garantire esperienze sicure ed efficaci, Sportfund investe costantemente nella formazione degli operatori. “L’autismo non è una patologia, è una neurodivergenza che richiede una conoscenza approfondita delle sue manifestazioni”, ha spiegato l’esperto. La Fondazione collabora con TSM – Accademia della Montagna del Trentino (Trentino School of Management) per formare maestri di sci e guide alpine, affinché possano accompagnare con competenza e sensibilità le persone con autismo nelle attività outdoor.

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Alberto Benchimol
(Foto di Filippo Frizzera)

Le testimonianze delle maestre

“Lo scii si rivela di grande aiuto sia da un punto di vista motorio che psicologico. Ogni caso però va studiato e capito, la lezione si costruisce in base alle esperienze pregresse del ragazzo e ad altri fattori”, hanno spiegato le maestre di sci Silvia Lanfranchi ed Elena Larcher. Entrambe hanno svolto corsi di formazione specifici per l’insegnamento a persone con disabilità. “Siamo in tanti sul territorio nazionale, ma la provincia di Trento ha promosso in particolare un per quanto riguarda i disturbi dello spettro autistico e le neurodivergenze. Andalo sta puntando molto ad ampliarsi”.

I risultati sono visibili da diversi anni. “Un ragazzo autistico che è nostro allievo da cinque anni non aveva mai sciato, ma sapeva pattinare. Ha imparato velocemente e si è appassionato, ormai viene qui da anni e riesce a sciare in autonomia, anche sulle piste rosse. Notiamo che questa attività sulla neve fa bene anche a coloro che hanno una forma di autismo particolarmente grave, nonostante le difficoltà siano maggiori. È qualcosa che riesce a cambiare loro la giornata”, hanno concluso.

Non solo attività invernali: un’estate all’insegna dell’inclusione

L’impegno di Sportfund non si ferma tuttavia con la fine della stagione invernale. Anche nei mesi più caldi, infatti, la Fondazione propone un ricco programma di attività sull’Altopiano della Paganella, in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica Visit Paganella. “Da giugno a settembre, offriamo opportunità sportive settimanali: dalle escursioni all’arrampicata, dal ciclismo alle passeggiate nei meravigliosi scenari del Trentino”, ha raccontato ancora Alberto Benchimol. In questo periodo, le attività sono guidate da professionisti specializzati come guide alpine e accompagnatori del territorio.

Alberto Benchimol
(Foto di Filippo Frizzera)

Anche in Emilia-Romagna, c’è un programma promosso dalla Fondazione che include arrampicata, bicicletta e altre attività all’aria aperta, sempre con l’obiettivo di rendere lo sport accessibile a tutti. Con l’arrivo dell’inverno, le attività riprenderanno poi sulle piste da sci del Trentino Alto-Adige, offrendo ancora una volta ai giovani con autismo l’opportunità di scoprire il piacere dello sport e dell’inclusione.

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