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La Valle dei Templi: cosa sapere prima di visitarla

In un viaggio in Sicilia, una meta da non mancare è il Parco archeologico di Agrigento o Valle dei Templi, un sito unico e che riporta alla mente il passato luminoso della antica Akragas.

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La Valle dei Templi di Agrigento è un gioiello da visitare, un luogo che non può mancare in un piano di viaggio che attraversa la Sicilia. Un sito archeologico ricchissimo di storia, da vivere con una certa preparazione, fondamentale per poterne apprezzare appieno aspetti storici, culturali, la sua valenza archeologica e per vivere un’esperienza completa e, sotto molti punti di vista, unica.

Una valle dalle forti connotazioni storiche e dalla grande suggestione che si estende per una vasta area che accoglie i templi, le necropoli e tutto il complesso archeologico di Agrigento (Akragas nell’antico nome greco).

La visita alla Valle dei Templi, alcuni cenni storici e curiosità per visitarla con il giusto piglio

La città di Akragas è stata fondata dai Greci provenienti da Gela e Rodi, che hanno colonizzato un’area strategica, predisposta a una protezione naturale, nel 570 a.C.: circondata da colli e monti da tutti i lati, l’altopiano si presentava protetto naturalmente da Nord dalla Rupe Atenea e dal Colle dei Girgenti, a Sud dalla Collina dei Templi. L’altopiano era inoltre all’interno di due antichi fiumi, Akragas, da cui la città prese il nome, e Hypsas, che sfociavano presso l’antico porto commerciale, dove oggi si trova il borgo di San Leone.

Ben presto Akragas divenne la quarta città per bellezza e grandezza dell’antica Grecia, il valore storico e archeologico oggi è ulteriormente amplificato dall’eccezionale stato di conservazione dei templi, unico sito al mondo, al di fuori della stessa Grecia, che può vantare questo primato.

Lo splendore di Akragas raggiunse il suo culmine intorno al 470 a.C., come testimonia la definizione di Pindaro che, in quel periodo, parla della città come de “la più bella tra i mortali”. A quell’epoca, la città era passata in appena un secolo dalla tirannide cruenta di Falaride a quella più illuminata di Terone. 

valle dei templi akragas

Su Falaride, che cenni storici dipingono come un tiranno dispotico e violento, citiamo alcune leggende che ne aumentano, se possibile, l’alone di crudeltà: si narra infatti che il tiranno condannasse i propri nemici a una fine atroce, in quanto questi venivano rinchiusi all’interno di un toro di bronzo sotto al quale venivano accese le braci ardenti. I condannati, al culmine della sofferenza iniziavano ad urlare, quei lamenti, fuoriuscendo dal muso del toro, apparivano alla stregua di muggiti veri e propri. Possiamo solo immaginare la scena straziante alla quale, per ovvie ragioni politiche e giochi di potere, dovevano assistere i cittadini.

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Il periodo di tirannide che va da Falaride a Terone coincide pertanto con il massimo splendore di Akragas, che potè contare fino a oltre 200.000 abitanti: in quell’epoca la città era circondata da una grande cinta muraria di oltre 12 chilometri con almeno 9 porte di accesso, e poteva contare su un florido apparato commerciale grazie all’attività fiorente garantita dal porto situato alla foce dei due fiumi. 

In seguito, la dominazione dei Cartaginesi determinò un inesorabile declino: divenuta presidio cartaginese contro i Romani durante le Guerre Puniche, Akragas cadde in decadenza fino alla presa della città da parte degli stessi Romani nel 210 a.C.

La stessa città venne in seguito rinominata Agrigentum e poté vivere una nuova epoca di ripresa economico-politica con la costruzione di nuovi edifici romani, del teatro greco-romano, del bouleuterion e delle case del quartiere Ellenistico-Romano.

Cose da vedere assolutamente nella Valle dei Templi

La Valle dei Templi è un parco archeologico che si estende su circa 1300 ettari di terreno, raggiungibile facilmente da Agrigento distante appena 3 chilometri. Un’area vasta che deve essere visitata e vissuta nella sua totalità cercando di non tralasciare dettagli interessanti e contesti storico-culturali che la configurano. Questo sito archeologico, proprio per la sua estensione, è suddiviso in due macro aree, la parte orientale che include i tre templi più noti e meglio conservati, e la parte occidentale.

Tempio di Giunone o Tempio di Era 

Partendo proprio dalla parte orientale, magari godendosi il sito a partire dalla mattina presto per non perdersi neanche un dettaglio, la visita inizia con il primo dei templi, situato nei pressi dell’ingresso: il Tempio di Giunone o Tempio di Era, datato 450 a.C. si presenta parzialmente integro, avendo subito alcuni visibili danni durante un forte terremoto verificatosi nel Medioevo. 

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Tempio di Giunone

Gran parte del colonnato settentrionale, l’architrave e il fregio sono ad oggi ben conservati, così come alcune colonne laterali e vicino all’altare. Quest’ultimo era con ogni probabilità adibito a sacrifici in onore della dea, moglie di Giove e divinità del matrimonio, della famiglia e della procreazione. Per quest’ultima caratteristica, in particolare, Giunone veniva chiamata anche “Lucina” dai Romani, ossia colei che porta la prima luce ai nascituri.

Il tempio si trova su una piattaforma rialzata e circondata da 4 grossi gradini che, insieme alle colonne ancora presenti, mette in mostra una superficie tendente al rossastro, probabile eredità di un grande incendio avvenuto durante la presa della città da parte dei Cartaginesi.

Tempio della Concordia

Nel percorso che precede il secondo grande tempio dell’area orientale del sito archeologico, proseguendo lungo il viale di ciottoli, si giunge alle due necropoli: La Necropoli Giambertoni con tombe di pietra calcarea, datata tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. e la Necropoli Paleocristiana realizzata tra il III e il IV secolo d.C.

Quella Paleocristiana, molto vasta, è suddivisa in due sezioni, quella a cielo aperto e la Grotta Fragapane: di importanza rilevante quest’ultima in quanto è la catacomba più estesa di Agrigento. Costituita da corridoi e camere sepolcrali piccole e grandi ricavate dalle precedenti cisterne a campana di datazione greca. Lungo la via dei Sepolcri, proseguendo verso occidente, si giunge quindi al secondo grande tempio: il Tempio della Concordia.

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Tempio della Concordia

Il Tempio della Concordia risale al 430 a.C. ed è, ad oggi, uno dei templi dorici a miglior conservazione in tutto il mondo. Nonostante il trascorrere del tempo, le intemperie, le catastrofi naturali, questo tempio – che deve il suo nome a un’iscrizione latina risalente al I secolo d.C. mentre non si conosce la divinità originaria per la quale era stato eretto – ha potuto conservare la sua forma grazie allo strato sottostante il basamento di roccia dura, composto da argilla morbida che ha funzionato da cuscinetto. Un tempio emblematico dello splendore di Akragas nel suo miglior periodo.

Tempio di Ercole e il Tempio di Giove Olimpo

Percorrendo, sempre in direzione Ovest, la via principale dell’antica città, si giunge al Tempio di Ercole: questo tempio dedicato al semidio è il più antico tempio della valle, realizzato intorno a fine VI secolo a.C. e lascia solo intravedere la maestosità di un tempo.

Maestosità che rispecchia quella del semidio a cui è esso stesso dedicato: curioso che Ercole fosse il figlio illegittimo di Giove o Zeus, nato da una delle tante scappatelle del padre degli dei, e di Alcmena, nipote di Perseo. La leggenda narra che Giunone o Era, moglie di Giove ed emblema del tempio che precede quello di Ercole, per vendicarsi del tradimento del marito con Alcmena, mise due serpenti velenosi all’interno della culla del piccolo semidio. Ma Ercole, dalla forza smisurata, anche se ancora in fasce, strangolò i due serpenti in un batter d’occhio, vanificando così il tentativo di infanticidio e di vendetta di Giunone.

Nella Valle dei Templi spicca con le sue otto colonne ancora integre il tempio dedicato al semidio, su di un basamento composto da tre gradoni, e al di sopra delle quali un tempo si ergevano altrettante teste di leone che componevano una grondaia per accogliere l’acqua piovana. Di queste teste di leone, oggi, ne possiamo ammirare ancora un paio a uno stato di conservazione sufficiente a carpirne la bellezza.

Valle dei templi colonne del tempio di ercole
Tempio di Ercole

Interessante notare che sulla destra del tempio si può ancora apprezzare una delle nove porte, la porta Aurea: attraverso questa entrata penetrarono con forza i Romani guidati da Levinio e che presero la città, fino ad allora assediata dai Cartaginesi, nel 210 a.C.

Il Tempio di Giove Olimpo (o Zeus), al contrario dei precedenti, non è stato risparmiato dalle calamità naturali. Volge infatti in totale rovina, lascia solo intravedere la grandezza di questo tempio dorico eretto dalla popolazione autoctona come ringraziamento al padre degli dei, dopo una vincente ribellione contro i Cartaginesi a Imera. Nel 480 a.C., infatti, truppe di Sicelioti del blocco dorico con a capo Gelone di Siracusa andarono in soccorso di Terone di Akragas e sconfissero i Cartaginesi di Amilcare I e i suoi alleati Sicelioti del blocco calcidese.

Valle dei templi telamone
Telamone, Tempio di Giove, Valle dei Templi

La grandezza di questo tempio è ad oggi testimoniata anche dalla maestosità dei quattro Telamoni che occupavano gli spazi più ampi tra le colonne. Due di questi sono visibili nell’area del tempio, ricostruiti e ricomposti con dovizia. Uno di questi è ben conservato all’interno del museo. Si è stimato che fossero tra i Telamoni più grandi mai eretti in tutta la Magna Grecia.

Nella Valle dei Templi e ad Agrigento c’è tanto altro da vedere

Appartenente al culto più antico di Akragas è il Santuario delle Divinità Ctonie, che fa parte di una serie di aree sacre dedicate a Demetra e Persefone. Queste divinità, con le giuste offerte, dovevano garantire ottimi raccolti e fertilità della terra. Sempre legati allo stesso culto sono il limitrofo Tempio dei Dioscuri (V secolo a.C.) e il Tempio L.

Sempre seguendo il percorso principale si giunge al Giardino della Kolymbethra, una piscina d’età romana utilizzata per i giochi acquatici e al Tempio di Vulcano (V secolo a.C.), ma tra le “imperdibili” annoveriamo la Tomba di Terone. Una torre funeraria che fa parte della Necropoli Giambertoni risalente al tardo ellenismo. Nei pressi della tomba possiamo ammirare i resti del Tempio di Asclepio, dio della medicina, eretto nel V secolo a.C.

tomba di terone necropoli agrigento
Tomba di Terone

All’esterno del parco il Museo Archeologico Regionale di Agrigento, assolutamente da non perdere in quanto ricco di reperti ben conservati e che hanno fatto la storia della città. Nell’area del museo possiamo poi ammirare l’Ekklesiasterion e l’Oratorio di Falaride: qui si ergeva, secondo la leggenda, il palazzo del tiranno e si riuniva l’assemblea dei cittadini (IV-III secolo a.C). 

Sempre nelle immediate vicinanze possiamo ammirare il Bouleuterion o sala del consiglio dei rappresentanti del popolo (IV-III secolo a.C.) e il Santuario Ellenistico-Romano (II secolo a.C. – I secolo d.C.). Una menzione a parte per il vicino Quartiere Ellenistico Romano, un’area archeologica che accoglie, in circa 10.000 Mq, abitazioni, negozi, aree di incontro e di gioco, mercato, in pratica un vero spaccato della Akragas dei tempi d’oro.

Orari, Costo dei biglietti e Consigli Utili

Scopriamo orari e costi per i biglietti di ingresso alla Valle dei Templi e per visitare il museo e le altre bellezze di Agrigento. Hanno diritto ad usufruire del biglietto ridotto del 50% tutti i cittadini dell’UE tra i 18 e i 25 anni e i soci FAI, l’ingresso è gratuito sotto i 18 anni di età.

Biglietti e Orari al Parco archeologico Valle dei Templi:

Orario d’apertura feriali: 08.30 – 19.00 (uscita entro le 20.00)
Orario d’apertura festivi e prefestivi: 08.30 – 19.00 (uscita entro le 20.00)
Biglietto d’ingresso Intero: dal 1 gennaio 2025 € 17,00 a persona
Biglietto d’ingresso Ridotto: dal 1 gennaio 2025 €10,00 a persona
La prima domenica di ogni mese è gratuito per tutti.

Biglietto cumulativo Valle dei Templi e Museo Archeologico:

Biglietto cumulativo Intero: dal 1 gennaio 2025 € 22,20 a persona
Biglietto cumulativo Ridotto: € 12,40 a persona

Biglietto cumulativo Valle dei templi e giardino Kolymbetra:

Biglietto cumulativo Intero: dal 1 gennaio 2025 € 23 a persona
Biglietto cumulativo Ridotto: € 16 a persona

Biglietti e Orari Museo Archeologico “Pietro Griffo”

Orari d’apertura:
Lunedì – Sabato: ore 9.00 – 19.00
Domenica e festivi: ore 9.00 – 19.00
Biglietto d’ingresso Solo Museo archeologico:
Biglietto d’ingresso Intero: € 10,00 a persona
Biglietto d’ingresso Ridotto: € 5,00 a persona

Come accennato in precedenza si consiglia di iniziare la visita alla Valle dei Templi a partire dalle prime ore della giornata, e, se possibile, nelle stagioni più miti, visto che in estate si possono raggiungere alte temperature durante le ore più calde. Per una visita ricca di suggestione, è consigliabile rimanere all’interno del Parco archeologico prima e durante il tramonto.

È bene programmare una visita di almeno una mezza giornata per potersi godere appieno le meraviglie della Valle dei Templi, munirsi di acqua da bere e attrezzature comode e adatte al trekking.

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