“Cesare e Lenin: un binomio inscindibile” è il titolo dello spettacolo teatrale scritto da Carmine Mancuso in memoria di Cesare Terranova e Lenin Mancuso. La rappresentazione, prodotta dalla compagnia Teatro Nuovo di Palermo e diretta da Domenico Bravo, porta in scena una delle pagine più drammatiche e simboliche della lotta alla mafia: l’assassinio del giudice Cesare Terranova e del maresciallo dei carabinieri Lenin Mancuso, avvenuto a Palermo nel 1979. Un’opera che intreccia il teatro con la memoria, la narrazione con l’impegno civile, restituendo voce e dignità a due uomini che hanno sacrificato la propria vita per la giustizia.
Palermo e la lotta contro la mafia
Lo spettacolo riporta il pubblico alla fine degli anni Settanta, quando Palermo era una città sotto assedio. La mafia stava consolidando il proprio potere con una strategia di terrore e morte, colpendo magistrati, poliziotti, politici, giornalisti. Cesare Terranova, già pretore e poi giudice istruttore a Palermo, fu tra i primi a comprendere e indagare il fenomeno mafioso come struttura organica e sistemica. Le sue inchieste incisero profondamente nella cultura giudiziaria italiana, anticipando l’approccio poi adottato dai pool antimafia. Al suo fianco, per oltre vent’anni, il fidatissimo maresciallo Lenin Mancuso, figura fondamentale per la sicurezza del magistrato, che divenne dapprima la sua guardia del corpo, poi un confidente e un alleato. Il loro rapporto sfociò anche in una profonda amicizia e rispetto reciproco.
La mattina del 25 settembre 1979, Cesare Terranova uscì dalla sua abitazione in via Rutelli per recarsi in tribunale alla guida della sua Fiat 131, accanto a lui Lenin Mancuso. Dopo pochi metri, l’auto venne raggiunta da un commando armato che aprì il fuoco con almeno tre armi diverse, tra cui una carabina Winchester. Terranova morì sul colpo, Mancuso poco dopo in ospedale. Palermo si risvegliò duramente colpita dall’assassinio di due servitori dello Stato in pieno giorno e nel centro della città. Quel chilometro quadrato sarebbe poi stato ricoperto dal sangue di altri eroi siciliani quali Piersanti Mattarella, Boris Giuliano, Rocco Chinnici e Ninni Cassarà.
Lo spettacolo “Cesare e Lenin: un binomio inscindibile”, un progetto di memoria condivisa
Con la regia di Domenico Bravo e la direzione tecnica e artistica di Silvana Di Salvo e Paride Zappalà, lo spettacolo “Cesare e Lenin: un binomio inscindibile” punta su una narrazione asciutta, intensa, emotiva. Lo spettacolo è stato già rappresentato con successo presso l’aula magna del Liceo Scientifico “Danilo Dolci” di Palermo e sarà replicato sabato 17 maggio alle ore 17.30 nella Sala Ferrara del Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la compagnia Teatro Nuovo di Palermo e l’Associazione Per Onorare la Memoria dei Caduti nella Lotta Contro la Mafia, presieduta da Carmine Mancuso, figlio del maresciallo Lenin. Un lavoro di ricostruzione storica e affettiva che diventa, grazie al teatro, testimonianza pubblica. Il patrocinio della Città di Palermo e dell’Assessorato alla Cultura sottolinea l’importanza istituzionale di questo progetto.
La rappresentazione finale è in programma presso la prestigiosa Sala Onu del Teatro Massimo di Palermo, con ingresso su invito, e sarà anticipata da un intermezzo musicale curato dal soprano Sonia Contino, dal tenore Mimmo Ghegghi e dalla pianista Corinne Latteur.




















