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venerdì|6 Marzo|2026
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Con le Orestiadi 2025 Gibellina si prepara ad essere Capitale dell’arte contemporanea: tante novità per la 44° edizione

Gli omaggi di questa edizione sono dedicati ad Andrea Camilleri, Lucio Dalla, Ennio Morricone, Pino Daniele, Fabrizio De André e David Lynch

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Dal 27 giugno al 3 agosto 2025, i luoghi d’arte di Gibellina si rianimano per la 44° edizione delle Orestiadi. L’appuntamento segna l’inizio di un percorso entusiasmante che guiderà la città verso il 2026, anno in cui la cittadina in provincia di Trapani sarà la prima Capitale dell’arte contemporanea italiana, un riconoscimento prestigioso che verrà celebrato proprio attraverso la manifestazione che a ogni edizione conduce nella città del Belìce tanti appassionati e amanti del festival.

Le Orestiadi verso la 44a edizione

Le Orestiadi, nate dalle macerie del terremoto grazie a Ludovico Corrao, continuano a essere un simbolo di rinascita e un punto di incontro tra arte, teatro, musica e arti visive. La direzione artistica, così come avviene da sette anni, è affidata ad Alfio Scuderi. L’immagine di un Mediterraneo unito di Ugo La Pietra è il simbolo di questa 44° edizione, in un momento dove il mondo cerca la pace e l’unione, così come ha sempre fatto Gibellina che ha accolto, unito e messo in dialogo le diverse culture.

Quest’anno gli omaggi saranno dedicati a diverse personalità importanti: Andrea Camilleri in occasione del centenario dalla nascita, Lucio Dalla, Ennio Morricone, Pino Daniele, Fabrizio De André e David Lynch, regista recentemente scomparso. 

L’anteprima del 27 e 28 giugno

L’edizione 2025, a differenza delle passate, avrà una speciale anteprima il 27 e 28 giugno. Una vera e propria festa del contemporaneo. Le due date di giugno faranno “risuonare” Gibellina in modo unico, e prima delle storiche date di partenza a luglio, grazie al dialogo tra musiche e opere d’arte. La giornata del 27 giugno è dedicata a Emilio Isgrò, uno dei padri fondatori della manifestazione. La “notte del contemporaneo” proseguirà il 28 giugno, a partire dal tramonto, trasformando la città in un palcoscenico diffuso attraverso i suoi luoghi simbolo.

Le opere d’arte prenderanno vita in un percorso originale fatto di performance: Il sistema delle piazze di Franco Purini e Laura Thermes vibrerà con i “Suoni dalle piazze” elaborati da Angelo Sicurella. Il palazzo di Lorenzo di Francesco Venezia sarà animato dal solo di Alexander Balanescu. L’Anfiteatro della chiesa Madre di Ludovico Quaroni ospiterà un originale omaggio musicale a Ennio Morricone con Ferruccio Spinetti e Giovanni Ceccarelli. La Città di Tebe di Pietro Consagra rivivrà grazie alle canzoni di Lucio Dalla nella particolare interpretazione di Peppe Servillo, Javier Girotto e Natalio Mangalavite nello spettacolo “L’anno che verrà”. La Porta verso il Cremlino offrirà un originalissimo percorso sonoro ispirato all’immaginario filmico di David Lynch, a cura di N.A.I.P con “Silencio – omaggio sonoro a David Lynch”.

Gli altri appuntamenti

Il festival proseguirà poi dal 4 luglio al 3 agosto, esplorando i linguaggi della contemporaneità in luoghi iconici come il Baglio di Stefano e il Cretto di Burri. Il classico si fa contemporaneo, come il 4 luglio con la performance intorno al testo di Shakespeare “Macbeth vs Macbteh” a cura di Sergio Rubini. Il viaggio musicale iniziato già nell’anteprima continuerà sotto la Montagna di Sale di Mimmo Paladino con un concerto-omaggio a Pino Daniele, reinterpretato per l’occasione da Fabrizio Bosso e Julian Olivier Mazzariello in “Il Cielo è pieno di stelle” (5 luglio).

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Il mondo delle favole è presente con “Il canto della sirena” di Emma Dante (6 luglio), mentre Gaspare Balsamo presenterà in prima nazionale il suo progetto originale “Cunto saraceno” (10 luglio). La regia cinematografica incontra il teatro con Luca Guadagnino che porta in scena lo “Stabat Mater” di Antonio Tarantino con Fabrizia Sacchi (11 luglio). Atteso il ritorno di Ascanio Celestini con il suo nuovo spettacolo “Poveri Cristi” (12 luglio).

Spazio anche ai giovani talenti con la compagnia di ragazzi e ragazze con sindrome di Down diretta da Ugo Giacomazzi e Luigi Di Ganci in “Mezzi sogni d’estate” (12 luglio). Per la prima volta alle Orestiadi, arriva Antonio Latella con “Wonder women” (18 luglio). Davide Enia porterà in scena la sua narrazione “Autoritratto” (19 luglio).

Gli omaggi

Un vasto omaggio celebrerà il centenario della nascita di Andrea Camilleri. Inizierà al Baglio di Stefano (per poi proseguire al Cretto il 31 luglio) con un doppio appuntamento il 25 luglio: una mise en espace del testo “Gran circo Taddei” a cura di Alessio Piazza e l’omaggio musicale di Olivia Sellerio con “Zara Zabara”, che include le canzoni scritte per Montalbano. Il Baglio di Stefano ospiterà anche un progetto site specific dedicato al dialogo tra teatro e arti visive, con performance come “La parte per il tutto” di Manlio Santanelli affidata a Silvia Ajelli e “Il corpo della lotta” di Angela Demattè interpretato da Carlotta Viscovo (26 luglio).

Un secondo omaggio al regista visionario David Lynch, a pochi mesi dalla sua scomparsa, vedrà Roy Paci al Baglio di Stefano (27 luglio) commentare con la sua musica un video curato da Umberto Cantone, con la partecipazione degli attori Fabrizio Romano e Aurora Falcone5.

La conclusione del Festival, come da tradizione, avverrà al tramonto nello scenario suggestivo del Cretto di Burri. Qui, il 31 luglio, per il centenario di Andrea Camilleri, l’amatissimo autore siciliano sarà ricordato con Luca Zingaretti che leggerà il suo ultimo testo “Autodifesa di Caino”. Il 1° agosto, un rito condiviso affronterà il tema della riscrittura contemporanea dei classici con “Un’Orestea contemporanea”, due performance inedite sul Cretto con la partecipazione di Isabella Ragonese e le musiche di Rodrigo D’Erasmo e Francesco Scianna. Infine, il 3 agosto, a chiusura del viaggio musicale, Danilo Rea offrirà il suo omaggio a Fabrizio De Andrè.

La presentazione delle Orestiadi 2025

Le Orestiadi 2025 si confermano un crocevia di linguaggi e talenti, un ponte tra passato e futuro. Un territorio che rinasce incessantemente attraverso la forza dell’arte contemporanea. La Fondazione Orestiadi si rafforza come polo del contemporaneo siciliano e il festival è un momento fondante di questa storia. Un’occasione unica per vivere Gibellina e la sua straordinaria eredità artistica, oggi nelle mani di Francesca Corrao.

Salvatore Sutera, Maria Concetta Antinoro, Francesca Corrao e Alfio Scuderi
Salvatore Sutera, Maria Concetta Antinoro, Francesca Corrao e Alfio Scuderi

“Saranno delle Orestiadi con una missione particolare perché anticipano la Capitale dell’arte contemporanea del 2026, quindi a Gibellina sarà una vera e propria festa”, spiega Francesca Corrao, presidente della Fondazione Orestiadi. “Le Orestiadi tornano al centro del paese con delle novità importanti proprio perché il tema è il futuro, per cui rivolgerci ai giovani. Ci sarà più musica e più teatro. La voglia di innovare non è soltanto in vista di questa 44esima edizione ma anche per la promozione che vogliamo fare delle arti dei giovani. È una programmazione che vuole rispondere anche alle esigenze di tutto un territorio, che si risveglia per prepararsi a festa per l’anno prossimo”. 

“Ho immaginato questa edizione come una grande festa del contemporaneo, proprio perché c’è un’occasione importante”, dichiara Alfio Scuderi, direttore artistico delle Orestiadi. “Gibellina ha ricevuto un prestigiosissimo riconoscimento e sarà la prima Capitale dell’arte contemporanea italiana. Questo riconoscimento va festeggiato già in occasione di queste Orestiadi. Un premio ad una storia e ad un percorso lungo quasi cinquant’anni con quarantaquattro festival, è davvero un grande traguardo. Io ho l’onore di dirigerlo da sette e ho immaginato quindi un percorso tra le arti in cui le arti si mettono in sinergia, partendo proprio con la grande novità di quest’anno, ovvero con questa l’anteprima nel segno di Emilio Isgrò, uno dei padri fondatori del festival”.

“Per questa edizione delle Orestiadi è stato allestito un cartellone davvero fantastico, si è fatto un lavoro importante”, aggiunge il sindaco Salvatore Sutera. “La Fondazione rappresenta l’istituzione culturale della città e collaboriamo strettamente con essa, perché la collaborazione fra istituzioni, associazioni, imprese e cittadini è fondamentale. Bisogna coinvolgere l’intero territorio. Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea è una grande opportunità, dobbiamo lavorare duro cercando di mettere in pratica l’insegnamento di Ludovico Corrao. Sarà dunque una grande occasione che dovrà dare frutti soprattutto dopo il 2026”.

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