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martedì | 10 Febbraio | 2026
Davide La Cara
Davide La Cara
Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Custonaci candidata a diventare patrimonio Unesco: “È un autentico gioiello della Sicilia”


In un connubio rarissimo di natura, archeologia, tradizione e industria del marmo, la cittadina trapanese si candida al riconoscimento Unesco come Paesaggio Culturale di Valore Universale

Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.
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Custonaci, borgo siciliano incastonato tra monte e mare nella provincia di Trapani, si candida ufficialmente a entrare nella lista nazionale per il riconoscimento come Patrimonio mondiale dell’Unesco. Il progetto sarà presentato nella sala Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma, sostenuta dalla Regione Sicilia impegnata per la valorizzazione dei suoi territori.

Custonaci, un patrimonio da custodire e trasmettere 

Per l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, “il paesaggio culturale della città di Custonaci, merita questo riconoscimento”. “La magia di questo luogo – ha aggiunto – che si estende dalla Riserva naturale orientata di Monte Cofano, affacciata sul suggestivo borgo marinaro di Cornino, fino alla Grotta Mangiapane, autentico gioiello della Sicilia occidentale, ha conquistato anche il grande e il piccolo schermo ospitando le riprese di celebri produzioni come ‘Il Commissario Montalbano‘, ‘Makari‘ e la serie dedicata ai Florio. Il riconoscimento Unesco rappresenterebbe un traguardo importante per la Sicilia, che quest’anno ha già ottenuto due titoli di prestigio: Agrigento Capitale italiana della Cultura e Gibellina Capitale italiana dell’Arte contemporanea. Un segnale forte del valore culturale, storico e naturalistico di un’Isola che continua a stupire e incantare il mondo”.

Il paesaggio culturale tra natura e storia

Il territorio di Custonaci rappresenta una fusione armonica tra ambiente naturale, storia antica e cultura popolare. La Riserva naturale orientata di Monte Cofano, che si affaccia sull’azzurro del borgo marinaro di Cornino, si integra perfettamente con la suggestiva Grotta Mangiapane, uno dei siti preistorici più significativi della Sicilia occidentale. Questo paesaggio diffuso racconta millenni di presenza umana, spiritualità e rapporto con la terra, un luogo dove è possibile camminare tra roccia e macchia mediterranea. È ancora oggi conservata quella che fu la vita quotidiana dei pescatori, contadini e pastori. Ogni angolo di questo paesaggio è una cartolina alla memoria di un passato che ben definisce la memoria della Sicilia. Sono probabilmente questi fattori che avvicinano la cittadina al riconoscimento come Patrimonio mondiale dell’Unesco.

Custonaci è anche conosciuta come la “Città dei marmi”. Le sue cave infatti producono un materiale unico al mondo, il Perlato di Sicilia, un marmo avorio chiaro con venature bianche marroni e giallo-brune generate da microfossili e ossidi naturali. Non si tratta di mera estrazione, ma di un rapporto rispettoso e simbiotico con la terra, che testimonia un equilibrio profondo tra lavoro umano e ambiente naturale.

Gli altri siti siciliani Patrimonio Unesco

In attesa di scoprire se Custonaci diventerà Patrimonio mondiale dell’Unesco, ci sono già diversi siti in Sicilia iscritti: la Valle dei Templi, le Isole Eolie, la Val di Noto, Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, le necropoli rupestri di Pantalica, l’Etna, il percorso arabo-normanno che unisce Palermo, Monreale e Cefalù e infine la tradizione dell’Opera dei Pupi. A questi nel 2014 si è aggiunta anche la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria

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