Il Teatro Savio a Palermo presenta la stagione teatrale 2025/26 con nove spettacoli accuratamente selezionati da Ernesto Scirè tra cabaret, commedie, one man show, musica, prosa e tanto altro. Sul parco artisti siciliani e non solo. La rassegna avrà inizio a ottobre 2025 con “Bacco, tabacco… e cenere!” con Patrizia Pellegrino, Angela Melilla e Salvo Buccafusca e si chiuderà a maggio 2025 con “Il Barone Scillicò” della Compagnia Scirè. L’appuntamento al pubblico è suddiviso in due turni: il sabato dalle 17.30 e la domenica alle 18.
La stagione 2025/26 del Teatro Savio è un omaggio a Gustavo Scirè
Ernesto Scirè ha presentato a BE Sicily Mag la stagione 2025/26 del Teatro Savio. Il cabaret, quest’anno, sarà protagonista assoluto. A spiegare il perché è stato lo stesso direttore artistico. “Nel 2026 ricorrerà il decimo anniversario della morte di mio padre, il cabarettista Gustavo Scirè, con cui ho collaborato per diversi anni prima di approdare al Teatro Savio. È un modo per ricordarlo, soprattutto per quanto riguarda lo spettacolo di chiusura, Il Barone Scillicò, della nostra compagnia”.
Anche in questa stagione sul palco ci saranno ospiti del panorama artistico nazionale come Angela Melillo e Patrizia Pellegrino, al fianco del palermitano Salvo Buccafusca. La maggior parte degli artisti selezionati, però, sono siciliani, come Antonio Pandolfo con il suo spettacolo cabaret intitolato “Cabaret…Mi Siddia”, Ernesto Maria Ponte e la band in “3,2,1…Boomer” e I 4 Gusti in “Show”. E ancora, tra i più apprezzati nelle passate stagioni, Sergio Vespertino con “Strafelicissima Palermo”. Spazio anche alla musica con “Canti di luna e d’amuri” di Cocò Gulotta e “Piccole donne”, musical della Compagnia Teatro e Vita. Il cartellone è ricco per abbracciare i gusti di un pubblico variegato.

Ernesto Scirè rilancia il cabaret
Ernesto Scirè al Teatro Savio dunque continua a puntare sul cabaret. “È un genere molto amato dai siciliani. Nel periodo della sua massima espansione, a Palermo c’erano ben otto locali specializzati in questi spettacoli”, ha ricordato. Col tempo, tuttavia, qualcosa è cambiato. “Il cabaret si è evoluto. Il linguaggio e le tecniche si sono adattate alla società odierna. È molto importante adesso non cadere nella banalità degli stereotipi e nella volgarità, anche in base al pubblico di riferimento”. Un’evoluzione fondamentale per evitare che il cabaret possa essere oscurato dal politicamente corretto.
Per fare sì che questo genere non scompaia, tuttavia, è necessario anche il contributo dei giovani. “Spero che nascano nuovi talenti, anche se negli ultimi anni ci sono sempre meno esponenti, anche a livello nazionale. In tanti si dedicano ai contenuti per i social network, che permettono di raggiungere facilmente la popolarità con brevi spezzoni di video. Il teatro però è un’altra cosa. Lo spettacolo dal vivo ha un valore aggiunto per le emozioni che suscita. Nella fattispecie del cabaret, ci sono l’improvvisazione e l’interazione con il pubblico, che rendono questa esperienza unica”, ha concluso.




















