La visita del ministro della Cultura del Governo Meloni Alessandro Giuli in Sicilia rinsalda l’asse con Roma nell’ottica di una politica che tenga conto delle peculiarità archeologiche e monumentali isolane in una crescita integrata, capace di puntare alle infrastrutture nel rispetto dell’ambiente. Dopo avere fatto tappa alla Stazione Centrale di Palermo nella mattina del 10 giugno, in occasione dell’inaugurazione della mostra temporanea “Himera dagli alti dirupi. Un viaggio nella necropoli svelata dal raddoppio ferroviario” a cura del Gruppo FS Rete Ferroviaria Italiana con il supporto di Italferr, il percorso è proseguito nel pomeriggio a Villa Malfitano, dove, nelle vesti di autore e saggista, ha presentato il suo ultimo libro, dal titolo “Antico presente. Viaggio nel sacro vivente” a cura di Baldini – Castoldi Editore.
“Antico presente. Viaggio nel sacro vivente” di Alessandro Giuli
Il libro “Antico presente. Viaggio nel sacro vivente” di Alessandro Giuli, arricchito dalla prefazione dell’archeologo Andrea Carandini, è incentrato sulle interconnessioni esistenti tra luoghi e modi di abitare il mondo antico che permangono ancora oggi nei riti popolari, nelle feste e nei paesaggi. Un invito a riscoprire il sacro nella dimensione quotidiana, tra memorie arcaiche e visioni culturali.
L’opera traccia un itinerario che parte dalle popolazioni italiche per approdare al mondo etrusco e romano, prendendo per mano il lettore attraverso un percorso arcaico fatto di tracce misteriche e nascoste. Alessandro Giuli racconta così un’Italia poco conosciuta e lontana dal mainstream turistico: Maremma, Tuscia e Abruzzo sono il teatro di battaglie epiche, leggende e miti fondativi che hanno contribuito a determinare la civiltà italica. Un viaggio ideale che si spinge lungo il Mediterraneo, toccando la Puglia e la Magna Grecia, fino a raggiungere la Grecia e altri paesi che, seppure lontani, sono legati all’Italia dalla storia e dalla cultura.

La presentazione
L’evento di presentazione, moderato dal giornalista e scrittore Alberto Samonà, componente del Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico del Colosseo, si è aperto con i saluti dell’avvocato Roberto Fabio Tricoli, delegato del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani nel CdA della Fondazione “Giuseppe Whitaker” e sono proseguiti con gli interventi del sindaco di Palermo Roberto Lagalla e di Francesco Scarpinato, assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana.
“Nel libro – ha detto Roberto Lagalla – c’è una curiosità indagatrice legata alle origini della cultura italica, che in certi luoghi, simboli e persone riporta il segno di una matrice originaria. Non è né un testo d’arte, né di storia o tantomeno di filosofia, ma un’opera mirata a recuperare un approccio olistico che arrivi alla sintesi della filosofia umanistica: l’autore cerca di riavvolgere il nastro della storia, recuperando così un codice genetico ideale di coloro che hanno generato esperienze ed eventi”.
“Tra radici e innovazioni – ha aggiunto Francesco Scarpinato – Alessandro Giuli ci conduce in un percorso di storia e memoria, che ci fa riflettere sul valore del sacro e dell’identità culturale: lo ringraziamo perché ha scelto Palermo per presentare un volume così denso di significati”. È stato sottolineato come la Sicilia, con la sua proverbiale stratificazione culturale e l’immensità delle risorse monumentali e artistiche, rappresenti quasi il luogo ideale per accogliere opere del respiro intellettuale di “Antico presente. Viaggio nel sacro vivente”. Un concetto più volte espresso dall’assessore stesso, che ha definito l’isola “un bene culturale a cielo aperto”. “Da sola possiede la quasi totalità del patrimonio culturale italiano: basti pensare ai siti archeologici, al paesaggio storico e ai beni immateriali: dobbiamo lavorare per costruire un linguaggio che parli ai giovani e non solo, in grado di far sentire tutti parte di una grande storia condivisa”.
La presentazione del libro ha rappresentato anche l’occasione per ribadire la necessità di tutelare i beni culturali promuovendone in primis la conoscenza e il rispetto. Un tema ripreso da tutti i relatori: Giampiero Cannella, assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Fabio Granata, intellettuale e assessore alla Cultura del Comune di Siracusa, Fulvia Toscano, direttrice artistica di “NaxosLegge – Festival delle narrazioni, della lettura e del libro” e l’archeologo e docente universitario Massimo Cultraro.
“Il libro – ha affermato Alberto Samonà, promotore dell’evento a Villa Malfitano – è un viaggio profondo nel cuore spirituale dell’Italia che va oltre la semplice raccolta di luoghi e racconti, tra mito, storia, memoria e identità. Nel gesto rituale si coglie il senso di una presenza immanente che si colloca al di fuori dal tempo e dallo spazio: non il divenire ma l’essere, all’insegna di una unitarietà profonda”.

Le parole di Alessandro Giuli
Il discorso del ministro Alessandro Giuli, intriso di riferimenti mistici e antropologici, ha fatto riferimento alla crisi della modernità ma anche al ruolo focale della Sicilia nella formazione della coscienza culturale italiana. “In questa terra – ha dichiarato – sono stato formato allo studio dell’archeologia del sacro: la Sicilia è totalità, ma anche misura, ospitalità, osservazione dall’alto. Una forma di superiorità mite e silente: non solo radice greca o latina, ma coscienza e fusione”. Citando Luciano Canfora, ha definito poi la Sicilia “un frammento d’isola che si è posato nel cuore del Mediterraneo”. “Per Plinio il Vecchio e Virgilio – ha ricordato – la civiltà italica nasce proprio qui”.
La presentazione si è conclusa con un fuori programma del Maestro Mimmo Cuticchio, che ha regalato ai presenti un cunto.




















