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lunedì|13 Aprile|2026
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Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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A Palermo nasce il primo smart campus 5G d’Italia: didattica, ricerca e sanità si fondono nel futuro

L’Università di Palermo si trasforma in un laboratorio di innovazione con didattica immersiva, intelligenza artificiale e telemedicina

Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
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Aule universitarie trasformate in ambienti immersivi, telemedicina in tempo reale, intelligenza artificiale per la diagnosi precoce e studenti che si esercitano con manichini intelligenti in scenari clinici iperrealistici. Non è un campus del futuro: è la nuova realtà dell’Università degli Studi di Palermo, che diventa il primo smart campus italiano basato su una rete privata 5G (MPN – Mobile Private Network), grazie a un progetto all’avanguardia realizzato insieme a Fastweb+Vodafone.

Un progetto europeo, un’innovazione italiana

Il progetto, dal nome “5G 4 A Smart Sicilian Academic Campus”, è stato presentato ufficialmente alla Sala Magna dello Steri. Finanziato con 4 milioni di euro dal Connecting Europe Facility, il principale strumento dell’Unione Europea per le infrastrutture strategiche, l’iniziativa ha un valore complessivo di 6,5 milioni di euro. A supportarlo anche il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e la Regione Siciliana.

L’infrastruttura 5G copre il Campus di viale delle Scienze, il Policlinico Universitario Paolo Giaccone e il Polo Territoriale di Trapani, rendendo l’ateneo palermitano un laboratorio sperimentale a cielo aperto per le potenzialità del 5G nel mondo accademico e sanitario.

Cosa cambia per studenti, docenti e medici

Con l’arrivo del 5G, l’università ha già avviato una vera rivoluzione metodologica. Un centinaio di studenti dei corsi di Medicina e Chirurgia, Architettura, Scienze psicologiche e Formazione stanno sperimentando nuove aule “aumentate”, dotate di dispositivi XR e sistemi di mirroring. Qui è possibile interagire con modelli 3D di organi anatomici, edifici storici o strutture educative, rendendo l’apprendimento esperienziale e multisensoriale.

In parallelo, è in costruzione un Centro di Simulazione Clinica Avanzata, con ambienti immersivi e manichini intelligenti, dove gli studenti potranno esercitarsi su pratiche cliniche, chirurgiche e scenari di emergenza.

Ricerca e telemedicina: l’IA entra in corsia

La rete 5G privata non si ferma alla didattica. Grazie a una piattaforma cloud per il teleconsulto, sarà possibile connettere medici esperti e algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati internamente, per migliorare diagnosi e presa in carico dei pazienti. Un salto in avanti per l’assistenza sanitaria digitale, pensato anche per l’integrazione con servizi regionali e nazionali.

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Una rete ibrida al servizio del territorio

L’infrastruttura è basata su una MPN ibrida, completamente integrata con la rete pubblica di Vodafone. Questo consente alte prestazioni in termini di velocità, sicurezza e continuità di servizio, sia per la popolazione sia per le attività interne all’università. Il cuore tecnologico è una Local Core installata presso il campus, che garantisce una latenza ridottissima e un’efficiente gestione del traffico dati.

Le voci dei protagonisti

Massimo Midiri, rettore dell’Università degli Studi di Palermo, ha sottolineato l’importanza del progetto:

“Essere pionieri in questo ambito significa non solo adottare tecnologie d’avanguardia, ma soprattutto anticipare scenari futuri”.

Sulla stessa linea Alessandro Magnino, Chief Strategy & Transformation Officer di Fastweb+Vodafone:

“Questa collaborazione dimostra che, quando università, aziende e istituzioni uniscono le forze, creano un ecosistema con un reale impatto sulla ricerca, sulla salute, sui territori e sulla vita delle persone”.

Daniela Faraoni, assessore regionale alla Salute, ha evidenziato come il progetto rappresenti

“un chiaro segnale di fiducia dell’Unione Europea nei confronti della Sicilia”,
mentre il sindaco Roberto Lagalla ha parlato di
“un beneficio per lo sviluppo del territorio e l’attrattività della città”.

Palermo tra i protagonisti europei della trasformazione digitale

Con questo progetto, l’Università di Palermo entra a pieno titolo tra i campus più innovativi d’Europa, diventando un modello replicabile per tutto il sistema universitario e sanitario nazionale. Un esempio concreto di come la tecnologia possa generare valore reale, migliorando formazione, ricerca e servizi essenziali per la comunità.

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