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lunedì|9 Marzo|2026
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Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Colapesce e quella “musica leggerissima” che ci ha insegnato a cantare l’ansia col sorriso

Un inno ironico e malinconico che ha segnato un’epoca, tra leggerezza apparente e profondità inaspettata.

Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
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C’è stato un momento, nel 2021, in cui tutti — ma proprio tutti — canticchiavamo «metti un po’ di musica leggera, perché ho voglia di niente». Un mantra pop, contagioso, allegro solo all’apparenza. In un’epoca segnata da incertezze, lockdown e bisogno di evasione, Musica leggerissima di Colapesce e Dimartino è diventata la colonna sonora di un’Italia che voleva scrollarsi di dosso la pesantezza, ma senza smettere di pensare.

Chi è Colapesce (e Dimartino)

Dietro il progetto Colapesce c’è Lorenzo Urciullo, cantautore siciliano originario di Solarino, provincia di Siracusa. Un passato tra rock alternativo e sperimentazioni indie, Colapesce ha scelto di ispirarsi alla leggenda del ragazzo che si sacrificò per la sua isola, affondando nel mare per sorreggerla.

Antonio Di Martino, in arte Dimartino, è invece originario di Misilmeri (Palermo). Anche lui ha alle spalle una lunga carriera nella scena alternativa italiana, tra testi poetici e collaborazioni importanti.

I due si sono incontrati artisticamente nel 2020, scoprendo una sintonia rara, fatta di ironia, malinconia, stile rétro e sguardo contemporaneo. Il loro primo album insieme, I Mortali, ha anticipato quel piccolo miracolo pop che è stato il loro debutto a Sanremo.

Il brano che ascoltiamo oggi: “Musica leggerissima”

Musica leggerissima è arrivata sul palco dell’Ariston nel 2021 con l’effetto di una piccola rivoluzione: melodica, ballabile, vintage eppure modernissima, ha stregato tutti. Non ha vinto, ma ha vinto tutto il resto: il cuore del pubblico, i social, le radio, le classifiche.

La canzone è un vero e proprio esperimento di pop colto: testo e musica si intrecciano per raccontare con leggerezza (appunto) il bisogno umano di riempire il silenzio, la solitudine, l’ansia. Un’esigenza che tutti abbiamo provato, almeno una volta.

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Leggi anche:  "Musica Leggerissima" di Colapesce e Dimartino conquista il Disco d'Oro

Ascoltala qui

👉 Musica leggerissima – Colapesce e Dimartino su Spotify

Il testo che abbiamo cantato tutti

Se fosse un’orchestra a parlare per noi
Sarebbe più facile cantarsi un addio
Diventare adulti sarebbe un crescendo
Di violini e guai

Metti un po’ di musica leggera
Perché ho voglia di niente
Anzi leggerissima
Parole senza mistero
Allegre ma non troppo

Poche strofe, e sei già dentro un universo: malinconico, consapevole, profondamente umano.

Cosa dice davvero “Musica leggerissima”

Dietro la melodia catchy e il ritmo da canticchiare sotto la doccia si nasconde un testo raffinato, ricco di immagini poetiche e allusioni sottili. Colapesce e Dimartino usano l’ironia per parlare del bisogno di evasione, dell’ansia da riempire, delle frasi svuotate di senso che usiamo per non affrontare il silenzio.

«Parole senza mistero, allegre ma non troppo»: è un’intera generazione raccontata in una strofa. Una generazione che ha imparato a convivere con il disagio, senza fare drammi — o forse sì, ma ballandoci su.

Perché riascoltarla oggi

Perché a distanza di anni, Musica leggerissima è ancora attuale. È un piccolo antidoto contro la pesantezza quotidiana. È una canzone che ti fa sentire meno solo, mentre balli sul filo dell’ironia e della malinconia.

Ed è anche un promemoria gentile: che si può parlare di cose importanti senza appesantirle. Che si può essere profondi, leggeri. Siciliani, ironici, universali.

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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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