Salvo Stuto
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Per lavoro parlo e scrivo "assai". Su BE SicilyMag racconto la sicilianitudine in tutte le sue sfaccettature. Redattore del Quotidiano di Sicilia, prima Servizio Pubblico di Michele Santoro. Ho collaborato con Pagella Politica. Classe 1998, laureato in Giornalismo.

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Dalle interviste spontanee alla cucina: Stefano Piazza e l’arte della “minchiata” siciliana

Dal successo di Piazza Grande alle risate di "4 cianchi in padella", l'irresistibile comicità palermitana che anticipa i tempi e celebra la convivialità siciliana.

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Si definisce uno “spacciatore di minchiate”: Stefano Piazza, 49 anni, palermitano, è diventato famoso con il format Piazza Grande in cui intervista gente per le strade del capoluogo della Sicilia. Noi di BE Sicily Mag ci abbiamo fatto quattro chiacchiere in occasione della tournée estiva del suo show “4 cianchi in padella”, dedicato alla cucina siciliana.

Chi è Stefano Piazza

Ai nostri microfoni ci racconta, in modo pirandelliano, chi è Stefano Piazza: “Se devo dire la verità, cosa che generalmente non faccio, Stefano è uno spacciatore. Uno spacciatore di minchiate, perché le minchiate sono importanti, perché all’interno della minchiata c’è quell’ironia, quell’umorismo che è quello che contraddistingue i siciliani che hanno voglia sempre di giocare, di scherzare e di vivere la vita con un sorriso, qualunque cosa accada. Il bambino cade? Sbatte la testa? Diciamo: “Tranquillo mio figlio ha le corna dure”.

Diventato famoso principalmente con le interviste di Piazza Grande, Stefano ci spiega che “Il format si costruisce da solo soltanto. Lascio che le cose scorrano, camminando per strada e parlando con le persone trovi la comicità inconsapevole, che è la comicità più bella, quella spontanea, quella più forte, più divertente, di pancia. E quindi passeggiando, camminando, parlando con le persone ho intuito che si poteva far nascere qualcosa che poi è diventato ciò che è oggi”

Se si analizzano i suoi video, pubblicati più di dieci anni fa, emerge come il comico palermitano abbia anticipato la moda dei tiktoker di oggi che intervistano i passanti: “Cominciai a inventarmi una serie di scherzi, trabocchetti e domande da cui veniva fuori un umorismo spontaneo. Sono contento che oggi questo metodo sia diventato quasi una moda, perché questo genera confronto e soprattutto si sta insieme”.

Tutti a tavola!

Un confronto, specie quello intergenerazionale, che oggi a causa dello spopolamento delle aree interne della Sicilia rischia di sparire. Sono sempre di più, infatti, i giovani che abbandonato l’Isola, una questione “abbastanza antica” secondo Piazza “nel senso che l’emigrazione, lo spopolamento del Sud – spiega – nasce soltanto dopo l’unità d’Italia perché in realtà prima accadeva il contrario: prima dal Nord si veniva al Sud e il Regno di Sicilia è molto più antico rispetto a quella che noi oggi viviamo ovvero l’Unità d’Italia. Purtroppo è un fenomeno per cui noi speriamo che si possa ottenere un’inversione di tendenza e ultimamente devo dire che ci sono moltissimi ragazzi che credono nella loro terra e che fanno impresa proprio qui: per questo vanno sostenuti, sosteniamo gli imprenditori e le imprese siciliane, sosteniamo i nostri prodotti nostri perché meritano e poi sono buoni”.

Infine non potevamo non chiedergli del suo ultimo show “4 cianchi in padella”: “un excursus – lo definisce Stefano – su quella che è la storia del cibo siciliano perché il primo libro che parla di cibo, di gastronomia, si chiama “Hedypà theia” (Le delizia della vita ndr) ed è del quarto secolo a.C. di Archestrato di Gela. Questo scrittore siciliano scrisse dei poemetti utilizzando le ricette. Cose che oggi noi ci ritroviamo perché adesso la tv per esempio con Masterchef o gli influencer sui social, vediamo ricette di continuo. Bene, abbiamo cominciato noi in Sicilia. Lo facciamo non solo per mangiare ma per convivialità“.

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