Da luglio a dicembre, il Sud Italia diventa lo scenario di un dialogo artistico tra l’arte del passato e la più viva contemporaneità. Protagoniste sono la Sicilia — in più località — e la Campania, che si trasformeranno in un grande museo a cielo aperto. L’arte verrà celebrata attraverso quattro mostre che promettono un viaggio culturale capace di unire illustri opere ai luoghi iconici dell’Italia meridionale: Agrigento, Piazza Armerina e Noto in Sicilia e Napoli in Campania. Le mostre raccontano secoli di estro artistico e rivoluzione visiva. Ogni tappa del calendario espositivo, con curatele d’eccezione, sarà diversa, ma coerente con il disegno complessivo. La cultura si fa ponte e al tempo stesso tessuto connettivo: unisce arte e luoghi, aprendo lo sguardo alla bellezza racchiusa in ogni opera.
Le mostre in programma
Il calendario delle mostre è scandito da grandi nomi che hanno contribuito a scrivere la storia dell’arte mondiale.
Agrigento
Ad aprire questo viaggio artistico è Agrigento che, nell’ambito del programma di Capitale Italiana della Cultura 2025, ospita la mostra Tesori d’Arte dai Musei Nazionali Italiani. L’esposizione propone una selezione di opere provenienti da istituzioni di tutta la Penisola. Il museo naturale agrigentino celebra il genio italiano con un percorso tra ventidue opere, curate da Pierluigi Carofano. Dal Quattrocento al Novecento, si attraversa la storia dell’arte italiana con protagonisti del calibro del Maestro di Castelsardo, Antonello da Messina, Perugino, Raffaello, Sebastiano del Piombo, Pordenone e Previtali.
Piazza Armerina
L’itinerario prosegue a Piazza Armerina, nello scenario unico della Villa Romana del Casale, dove l’arte contemporanea si impone con forza. Equus Inter Lumina, tappa siciliana del progetto internazionale Lapidarium ideato dall’artista messicano Gustavo Aceves, è una mostra diffusa curata da Vincenzo Sanfo e Nicola Barbatelli. A catturare la scena sono tre sculture monumentali — Il Cavallo della Vera Croce, Il Cavallo della Discordia ed Helios — che danno vita a un confronto diretto tra la fragilità della storia e la memoria del corpo. Le opere, realizzate in bronzo e materiali fratturati, si fanno simboli di conquiste e distruzioni, di una bellezza che resiste al tempo. Un linguaggio visivo potente, ma al tempo stesso accessibile.
Noto
A Noto, capitale del barocco siciliano, al Convitto delle Arti viene presentata ICON. Warhol, Basquiat, Haring, Scharf. L’eredità di un’arte rivoluzionaria. Curata da Edoardo Falcioni, l’esposizione riunisce per la prima volta in Italia quattro pilastri della scena americana che hanno riscritto il concetto di opera e artista. Pop Art, Street Art, graffitismo: oltre 120 lavori per esplorare la costruzione dell’icona nell’era dei media e del consumo. Tra le opere più rare, Mona Lisa (1978) di Andy Warhol, realizzata in inchiostro serigrafico, e The Only Way Out is In!, emblema di un’arte profondamente rivoluzionaria. Non mancano pezzi preziosi come la Polaroid Big Shot e le serigrafie su seta appartenute a Keith Haring, testimonianze vive di un’eredità ancora pulsante.
Napoli
Il viaggio si conclude a Napoli, nella Basilica di Santa Maria alla Pietrasanta — sede del Lapis Museum — con la mostra Picasso. Il linguaggio delle idee. Protagonista uno degli artisti più iconici del XX secolo. Joan Abelló e Stefano Oliviero firmano una curatela che intreccia vita e produzione, ponendo al centro le influenze folkloriche andaluse dell’artista, la sua passione per il teatro e la maschera, il legame con l’Arlecchino e i saltimbanchi. Con trentaquattro opere — tra ceramiche, fotografie, acqueforti e collotipie — si delinea un ritratto intimo e profondo, lontano dai cliché del genio. In mostra anche Les Saltimbanques au chien (1905) e Arlequin et sa compagne (1901), che restituiscono tutta la forza poetica dell’universo picassiano.









