Giulia Michelini e Ambra Angiolini tornano a recitare in Sicilia, questa volta per un nuovo film intitolato Afrodite, diretto dal regista Stefano Lorenzi. Insieme a loro due fanno parte del cast anche i due palermitani Gaetano Bruno e Francesco La Mantia. Il film, scritto in collaborazione con Alessandro Nicolò, è una produzione Dakota Film Lab con Rai Cinema, ed è prodotto da Enrico Venti. Le riprese in Sicilia sono durate circa sei settimane, concentrate nei luoghi di Trapani e nei tratti di mare delle Isole Egadi. Il film si presenta come una vera sfida per gli attori, che sono stati coinvolti in riprese subacquee, supportati da una troupe specializzata. Come riportato nel comunicato stampa, “il film rappresenta una sfida artistica e produttiva. Il regista e le attrici si sono preparati per mesi per affrontare al meglio questo particolare tipo di riprese”.
Afrodite una storia di riscatto
Il film, che arriverà nelle sale italiane il 31 luglio, è stato presentato in anteprima mondiale al Bifest 2025 e svela il volto al femminile di una Sicilia selvaggia degli anni ’90. A ispirare la trama, una storia vera liberamente rielaborata, che si sviluppa nell’incontro di due donne unite dal desiderio di riscatto, immerse nel mare dell’Isola sullo sfondo di una trama che coinvolge la mafia.
“Afrodite è un viaggio negli abissi della coscienza,” ha dichiarato il regista Stefano Lorenzi. “Le profondità marine si intrecciano con quelle emotive, rivelando una storia sommersa di oppressione e desiderio di libertà. La mia Sicilia è un luogo di contrasti, dove il mare non è solo bellezza, ma anche mistero, prigione e promessa. È un confine liquido tra il destino imposto e la possibilità di riscrivere il proprio cammino. Questo film è stata per me un’emozionante ricerca emotiva e visiva che vuole celebrare il coraggio di spezzare le catene invisibili. È una storia d’amore, ma anche di resistenza, di lotta contro una realtà e un destino che sembrano già scritti. Perché il mare, come l’amore, non si lascia imprigionare.”
Con Afrodite, si racconta una storia di resistenza e speranza, in cui il mare gioca un ruolo fondamentale di salvezza e redenzione. Una prospettiva femminile di riscatto e coraggio, nell’affrontare le profondità più oscure del proprio passato.
La trama
Al centro della vicenda c’è Ludovica, una sommozzatrice coinvolta nello sgretolamento della vita del compagno, sommerso dai debiti con la mafia. Questa situazione la costringerà a farsi carico di responsabilità che non le appartengono. Per risolvere il problema, si immergerà in un relitto dal nome Afrodite, una nave della Seconda Guerra Mondiale, affondata al largo della Sicilia. Il suo compito sarà recuperare un carico che giace silenzioso sul fondale.
A sorvegliare il suo lavoro c’è Rocco, interpretato da Gaetano Bruno, braccio destro del boss locale. Sabrina, legata a Rocco da una relazione di prigionia simile a quella di Ludovica, collaborerà nelle immersioni. I tre vivranno insieme in un luogo remoto, una salina, dove Rocco potrà controllarle. Ma la convivenza e il disprezzo condiviso per l’aguzzino portano le due donne a scoprire una connessione più profonda di quanto immaginassero. Ludovica troverà in Sabrina una ragazza fragile ma anche incredibilmente forte, capace di trovare rifugio nelle acque cristalline della Sicilia.
Le due donne, una che ha visto il mondo e l’altra che non ha mai lasciato il suo territorio, scopriranno nelle immersioni non solo un momento di introspezione nelle loro paure, ma anche un’occasione di libertà. Tra Ludovica e Sabrina nascerà un sentimento forte, che non etichetteranno ma le accompagnerà durante questa esperienza oscura. Il mare, in questo contesto, diventerà l’unica via di fuga, dando alle due donne la forza di ribellarsi alla violenza di Rocco.










