Da Favignana, perla delle isole Egadi alle librerie di tutta Italia con l’obiettivo di ritagliarsi un suo spazio: Rosita Manuguerra ha pubblicato il suo primo romanzo, Malanima, un racconto profondo che intreccia il destino dei suoi personaggi con il respiro malinconico dello scenario siciliano. Un esordio che sta conquistando lettori e critica e che già si affaccia a nuovi orizzonti, dal cinema al pubblico internazionale. La scrittrice ne ha parlato a BE Sicily Mag nel corso del tour di presentazione.
La genesi di Malanima
Tutto comincia nel 2019, quando Rosita fa ritorno nella sua isola natale per scrivere la tesi di laurea. Poco dopo esplode la pandemia e quello che doveva essere un breve ritorno diventa una lunga sosta carica di introspezione. “Il lockdown mi ha dato la possibilità di vivere l’isola in maniera diversa. In passato l’avevo considerata l’ostacolo che si frapponeva fra me e tutto quello che avrei voluto fare. Non le avevo mai dato una possibilità”, racconta Rosita Manuguerra. Poi, dopo avere trascorso un periodo tra l’Italia e la Francia, qualcosa è cambiato.
“All’epoca del mio ritorno ho dovuto ripensare a chi ero e cosa volevo. Per farlo, mi sono riavvicinata alla scrittura, la passione che mi aveva accompagnata sin da bambina e che da adulta avevo abbandonato. La pandemia mi ha dato l’occasione di guardare all’isola con occhi nuovi, ho iniziato ad amarla. Nel 2021 ho deciso di ripartire, per inseguire il sogno di studiare scrittura creativa e giornalismo a Torino. È stata la prima volta in cui sono partita con il magone. Il nucleo del romanzo che avrei scritto era già dentro di me e sarebbe maturato nei tre anni successivi”.
Un romanzo non autobiografico
Il romanzo d’esordio di Rosita Manuguerra parla dritto al cuore, toccando le corde dell’anima. L’isola, Favignana, fa da sfondo naturale e metaforico alla trama narrativa. “Il mio è un romanzo puro. Non racconta la mia storia, anche perché è ambientato in anni che non sono i miei. Anche l’isola stessa è una trasposizione della Favignana reale: rielaboro il folklore, invento personaggi archetipici, inserisco riverberi di racconti che ho sentito. Il tutto è fatto per restituire la veridicità del sentire degli isolani”.
Il racconto si fa anche critica. “Quello che mi premeva era dare una narrazione a una popolazione che durante gran parte dell’anno scompare, schiacciata dal fenomeno dell’overtourism. Da qui la scelta di raccontare l’isola in inverno, per restituire la difficoltà della vita in un territorio così complesso, ma anche di quanto di bello ci tiene legati allo scoglio, nonostante l’istinto latente di abbandonarlo”.
L’obiettivo della scrittrice è lanciare un messaggio. “Volevo raccontare quel senso di malinconia perpetua che prova chi se n’è andato e pensa sempre di tornare. Ed è proprio questa sensazione, il malanima, a essere la vera protagonista del romanzo. La sensazione di essere sempre in bilico fra l’istinto di andare e il desiderio di tornare, proprio dell’isolanità tutta. Ecco, forse è proprio il malanima l’unica cosa autobiografica del romanzo”.

I personaggi e il filo dell’amicizia
Le protagoniste del romanzo sono Mia e Marina, due adolescenti molto diverse che si incontrano in un momento decisivo. “Sono molto legata ai loro personaggi, sia perché rappresentano la scintilla iniziale del mio romanzo, sia perché in loro ho imbrigliato i miei due istinti contrapposti, quello alla partenza e quello al ritorno che, innescati in due esseri umani diversi, hanno portato a risultati diversi. Mia è la ragazza che è cresciuta sull’isola e non ha mai pensato di andare via, con una famiglia salda alle spalle, mentre Marina è la ragazza che sull’isola arriva portando con sé una profonda crisi personale e familiare”.
Malanima è dunque una storia di amicizia, sullo sfondo di trame e legami familiari differenti che si intrecciano: “Il rapporto è incentrato sul concetto di scelta. Mia decide che vuole essere amica di Marina, perché vede in lei qualcosa che le interessa. E quel qualcosa non è banalmente la diversità, ma un’affinità emotiva. La prima volta che Mia la vede, Marina sta provando a restituire al mare un delfino morto, come per tentare di salvarlo. Quel gesto è l’inizio di una storia che darà un nuovo corso a tutto: alle loro famiglie, ai rapporti fra gli isolani, all’amicizia fra i ragazzi. E chiarirà le dinamiche di un mistero a lungo taciuto dai paesani, perché afferente a una colpa collettiva”.
Il futuro di Malanima: dalle librerie al cinema?
L’eco di Malanima è arrivata anche fuori dall’Italia. Il romanzo sarà tradotto in russo, olandese, bulgaro e tedesco, mentre l’autrice ha già ricevuto proposte per una trasposizione cinematografica. “In accordo con la mia agenzia, abbiamo deciso di aspettare prima di prendere una decisione. Stiamo vagliando con calma le proposte. Spero che questo romanzo continui a stupirmi lungo il suo percorso”.
Le date del tour intanto proseguono in Sicilia: Dopo Marsala e Scopello, appuntamento il 31 luglio a San Vito lo Capo per la rassegna “Libri autori e Bouganville”, per proseguire poi ad agosto con tappe ad Avola il 2, Trecastagni il 3, Marettimo nelle Egadi il 6, ed Erice l’8 agosto.













