Frammenti di vetro sulla spiaggia modellati dal mare: questa è la metafora che ha ricordato al regista statunitense Will Geiger come il dolore interno, con il tempo, si attenui. Un’immagine d’ispirazione per la nascita del film “Spiaggia di Vetro“. L’inedita pellicola, in sala a Palermo, Messina e Catania dall’1 luglio 2025, è il racconto delicato di Salvo, pescatore siciliano, alle prese con scelte difficili, perdono e rinascita. Il film, ambientato tra le acque dello Stretto di Messina, è stato presentato in anteprima alla 23ª edizione dell’Ischia Film Festival, in concorso nella categoria “Location negata“, destinata alle opere che mettono in luce territori a rischio. Ha ottenuto grande apprezzamento dalla critica per la capacità di toccare in maniera intima e umana tematiche universali.
La trama e i luoghi del film
Tra le acque dello Stretto di Messina — metafora di purificazione, come spiegato dallo stesso regista Will Geiger — prende vita il lungometraggio Spiaggia di Vetro, girato interamente tra le due sponde. Il film è ambientato anche nei borghi messinesi di Ganzirri e Torre Faro, a Villa San Giovanni, Serra San Bruno, Scilla e Bagnara Calabra. Queste location accompagnano la narrazione della storia di Salvo, un pescatore che ha vissuto una tragica vicenda, tanto da rifugiarsi tra le montagne calabresi.
Durante la sua assenza, la casa di Salvo viene occupata da due ospiti a lui sconosciuti, con i quali, al suo ritorno — causato dalla notizia della malattia del padre — si trova costretto a condividere l’abitazione. I due stranieri sono Binta, una donna di origini africane, e il figlio Moussa. L’esperienza della convivenza si rivela fin da subito difficile, forzata e ricca di diffidenza reciproca. Un momento complicato per Salvo, che sta lottando per ottenere la custodia legale della figlia. Ben presto, però, grazie alla necessità della riparazione della barca del padre, tra il pescatore e il piccolo Moussa nasce un rapporto umano che ribalta gli equilibri della casa, trasformando in rinascita le precedenti tensioni. A contribuire al cambiamento è anche la confessione di Binta di essersi presa cura del padre di Salvo: una dichiarazione che fa emergere tutto il passato del pescatore.
Un viaggio interiore
Il percorso interiore e fisico che ha dovuto affrontare l’attore catanese Claudio Castrogiovanni — tra le scene in apnea senza controfigura e il confronto con emozioni potenti — sottolinea perfettamente le difficoltà emotive, la rabbia e i dolori provocati da un’infanzia difficile, che caratterizzano il personaggio di Salvo. Un percorso che culmina con il perdono di sé e la ricerca della forza per andare avanti. Altro tema cardine del film è l’attenzione al mestiere secolare della pesca nello Stretto, oggi a rischio estinzione.
Il cast
Tra il cast figurano anche l’attore palermitano Corrado Fortuna, l’esordiente Souleyman Diakite, Daniela Scattolin, Latterio Spanò, Rita De Donato e Peppino Mazzotta. La realizzazione del film è stata possibile anche grazie al contributo delle Film Commission siciliane e calabresi, dell’Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana e con il patrocinio dei comuni di Messina e Villa San Giovanni. La produzione è a cura di Indyca, in collaborazione con Baobei Entertainment, Italy Unlocked, Lighthouse e Geiger Production.














