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lunedì|9 Marzo|2026
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Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Una carezza vulcanica nel calice: il Rosé che nasce sull’Etna

Un rosé metodo classico nato tra i terrazzamenti lavici di Randazzo: elegante, cremoso e profondamente siciliano.

Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
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C’è qualcosa di straordinario nell’assaporare un vino che racconta una storia antica e al tempo stesso modernissima. Lo Spumante Metodo Classico Brut Rosé 2020 di Terrazze dell’Etna è uno di quei vini che sorprendono già al primo sguardo: un colore che ricorda il tramonto sulla pietra lavica, un profumo che sa di bosco e di pane appena sfornato, un sorso che vibra tra eleganza e freschezza. Non è solo uno spumante: è un’esplorazione sensoriale del versante nord dell’Etna, a 950 metri d’altitudine, dove la vite cresce sulla lava e il tempo scorre lento tra le mani dei vignaioli.

Il vino in poche parole

Il Brut Rosé 2020 è un vino che riesce a coniugare l’anima delicata del Pinot Nero (90%) con la veracità del Nerello Mascalese (10%), il tutto scolpito dalla pazienza di una rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico e da ben 36 mesi sui lieviti. È un vino per chi ama le bollicine con carattere, ma anche con poesia. Un rosé che conquista per la sua cremosità, il perlage elegante e una freschezza agrumata che lo rende estremamente gastronomico.

Scheda tecnica

  • Nome: Spumante Metodo Classico Brut Rosé 2020
  • Produttore: Terrazze dell’Etna
  • Vitigni: 90% Pinot Nero, 10% Nerello Mascalese
  • Zona di produzione: Randazzo (CT), versante nord-ovest dell’Etna
  • Altitudine: 800–950 m s.l.m.
  • Età media delle vigne: 10–20 anni
  • Sistema di allevamento: Guyot
  • Densità d’impianto: 7500 piante/ha
  • Terreno: vulcanico, ricco di scheletro
  • Epoca vendemmia: fine agosto
  • Vinificazione: macerazione leggera di 1 ora in pressa, fermentazione a temperatura controllata
  • Affinamento: 36 mesi sui lieviti in bottiglia
  • Gradazione alcolica: 12,5%

Carattere e proprietà organolettiche

Una carezza vulcanica nel calice: il Rosé che nasce sull’Etna - Be Sicily Mag - 2 9
Immagine dal sito di Terrazze dell’Etna

Il colore, tra buccia di cipolla e ramato, è limpido e brillante. Il perlage è fine e persistente, indice di una lunga sosta sui lieviti. Al naso si apre con una sinfonia di fragoline di bosco, rosa selvatica, melograno e crosta di pane: un bouquet raffinato, mai invadente. In bocca è fresco, cremoso, di medio corpo, con un’ottima tensione minerale. Chiude su note fruttate e agrumate, con una persistenza sapida e seducente.

Cosa ci mangi con un vino così?

È il vino perfetto per accompagnare tutto il pasto, ma dà il meglio di sé con piatti a base di pesce e crostacei. Splendido con una zuppa di pesce al pomodoro, elegante con dei ravioli ripieni di gambero rosso e lime, sorprendente con degli straccetti di pollo al limone. Fuori dagli schemi? Provatelo con una pizza gourmet con mortadella, burrata e scorza d’arancia, oppure con una insalata estiva di cous cous e melograno.

Piatto siciliano in abbinamento

Il matrimonio più felice lo fa con una zuppa di pesce alla siracusana, preparata con pomodoro fresco, triglie, seppie, cozze e un tocco di peperoncino. Il Rosé 2020 accarezza il palato tra un boccone e l’altro, esaltando la dolcezza dei crostacei e l’acidità del pomodoro. È un abbinamento che parla di mare, di pietra lavica, di tradizione e innovazione allo stesso tempo.

La storia che racconta

Una carezza vulcanica nel calice: il Rosé che nasce sull’Etna - Be Sicily Mag - image 11
Immagine dal sito di Terrazze dell’Etna

Dietro questo spumante c’è la mano e la visione di Nino Bevilaqua, ingegnere palermitano che nel 2008 ha deciso di recuperare i terreni terrazzati di Bocca d’Orzo, a Randazzo, e di restituirli alla viticoltura. Nasce così Terrazze dell’Etna, un’azienda che coltiva 36 ettari tra vigne, ulivi, castagni e ciliegi, dove ogni gesto è fatto a mano, con rispetto per l’ambiente e per il ritmo della natura. Con la consulenza dell’enologo Roberto Cotarella, la cantina ha dato vita a una linea di vini di alta qualità, tra cui spiccano gli spumanti metodo classico come questo Rosé.

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Perché vale la pena provarlo

Perché è un vino che non finge eleganza: la incarna. Perché è il risultato di un progetto coerente, che mette al centro il territorio, il lavoro manuale e la cura estrema per ogni dettaglio. Perché assaggiarlo significa fare un viaggio sull’Etna, tra le sue pietre nere e i suoi cieli limpidi, con un calice che racconta una storia di armonia, sfida e bellezza.

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