C’è qualcosa di straordinario nell’assaporare un vino che racconta una storia antica e al tempo stesso modernissima. Lo Spumante Metodo Classico Brut Rosé 2020 di Terrazze dell’Etna è uno di quei vini che sorprendono già al primo sguardo: un colore che ricorda il tramonto sulla pietra lavica, un profumo che sa di bosco e di pane appena sfornato, un sorso che vibra tra eleganza e freschezza. Non è solo uno spumante: è un’esplorazione sensoriale del versante nord dell’Etna, a 950 metri d’altitudine, dove la vite cresce sulla lava e il tempo scorre lento tra le mani dei vignaioli.
Il vino in poche parole
Il Brut Rosé 2020 è un vino che riesce a coniugare l’anima delicata del Pinot Nero (90%) con la veracità del Nerello Mascalese (10%), il tutto scolpito dalla pazienza di una rifermentazione in bottiglia secondo il metodo classico e da ben 36 mesi sui lieviti. È un vino per chi ama le bollicine con carattere, ma anche con poesia. Un rosé che conquista per la sua cremosità, il perlage elegante e una freschezza agrumata che lo rende estremamente gastronomico.
Scheda tecnica
- Nome: Spumante Metodo Classico Brut Rosé 2020
- Produttore: Terrazze dell’Etna
- Vitigni: 90% Pinot Nero, 10% Nerello Mascalese
- Zona di produzione: Randazzo (CT), versante nord-ovest dell’Etna
- Altitudine: 800–950 m s.l.m.
- Età media delle vigne: 10–20 anni
- Sistema di allevamento: Guyot
- Densità d’impianto: 7500 piante/ha
- Terreno: vulcanico, ricco di scheletro
- Epoca vendemmia: fine agosto
- Vinificazione: macerazione leggera di 1 ora in pressa, fermentazione a temperatura controllata
- Affinamento: 36 mesi sui lieviti in bottiglia
- Gradazione alcolica: 12,5%
Carattere e proprietà organolettiche

Il colore, tra buccia di cipolla e ramato, è limpido e brillante. Il perlage è fine e persistente, indice di una lunga sosta sui lieviti. Al naso si apre con una sinfonia di fragoline di bosco, rosa selvatica, melograno e crosta di pane: un bouquet raffinato, mai invadente. In bocca è fresco, cremoso, di medio corpo, con un’ottima tensione minerale. Chiude su note fruttate e agrumate, con una persistenza sapida e seducente.
Cosa ci mangi con un vino così?
È il vino perfetto per accompagnare tutto il pasto, ma dà il meglio di sé con piatti a base di pesce e crostacei. Splendido con una zuppa di pesce al pomodoro, elegante con dei ravioli ripieni di gambero rosso e lime, sorprendente con degli straccetti di pollo al limone. Fuori dagli schemi? Provatelo con una pizza gourmet con mortadella, burrata e scorza d’arancia, oppure con una insalata estiva di cous cous e melograno.
Piatto siciliano in abbinamento
Il matrimonio più felice lo fa con una zuppa di pesce alla siracusana, preparata con pomodoro fresco, triglie, seppie, cozze e un tocco di peperoncino. Il Rosé 2020 accarezza il palato tra un boccone e l’altro, esaltando la dolcezza dei crostacei e l’acidità del pomodoro. È un abbinamento che parla di mare, di pietra lavica, di tradizione e innovazione allo stesso tempo.
La storia che racconta

Dietro questo spumante c’è la mano e la visione di Nino Bevilaqua, ingegnere palermitano che nel 2008 ha deciso di recuperare i terreni terrazzati di Bocca d’Orzo, a Randazzo, e di restituirli alla viticoltura. Nasce così Terrazze dell’Etna, un’azienda che coltiva 36 ettari tra vigne, ulivi, castagni e ciliegi, dove ogni gesto è fatto a mano, con rispetto per l’ambiente e per il ritmo della natura. Con la consulenza dell’enologo Roberto Cotarella, la cantina ha dato vita a una linea di vini di alta qualità, tra cui spiccano gli spumanti metodo classico come questo Rosé.
Perché vale la pena provarlo
Perché è un vino che non finge eleganza: la incarna. Perché è il risultato di un progetto coerente, che mette al centro il territorio, il lavoro manuale e la cura estrema per ogni dettaglio. Perché assaggiarlo significa fare un viaggio sull’Etna, tra le sue pietre nere e i suoi cieli limpidi, con un calice che racconta una storia di armonia, sfida e bellezza.











