Quando il jazz incontra l’archeologia, nascono alchimie che sfuggono al tempo. Dal 11 al 18 luglio, il Parco archeologico di Selinunte torna a vibrare con le sonorità ibride e visionarie di Mediterraneo Jazz, la rassegna firmata Curva Minore che giunge quest’anno alla sua quinta edizione. Tra templi millenari e vento di mare, si rinnova l’eredità poetica e sperimentale del contrabbassista Lelio Giannetto, il cui spirito aleggia in ogni nota grazie all’impegno di Valeria, Luca e Gabriele Giannetto.
Non una semplice rassegna musicale, ma un progetto culturale che fonde ascolto profondo e libertà espressiva, nella convinzione che il suono sia ponte tra epoche, culture e linguaggi. Mediterraneo Jazz è, ancora una volta, un invito a perdersi tra le pietre e le improvvisazioni, a respirare il presente attraverso la musica che nasce dal silenzio e si dissolve nella luce del tramonto.
Tre concerti al tramonto, tra jazz e sperimentazione
Il viaggio inizia venerdì 11 luglio con Timing Birds, un incontro potente tra la contrabbassista Silvia Bolognesi, il percussionista senegalese Dudù Kouate e il produttore statunitense Griffin Rodriguez. Nato da una sessione improvvisata in studio, questo progetto si muove tra jazz, afrobeat, elettronica e strumenti ancestrali come il ngoni e la kalimba. Un magma sonoro che unisce l’arcaico al futuribile, in un dialogo continuo tra ritmo e visione.
Domenica 13 luglio sarà la volta di QUEST, performance firmata dal FCT Trio composto da Francesco Cusa (batteria), Riccardo Grosso (contrabbasso) e Tonino Miano (pianoforte). Niente partiture, niente strutture fisse: solo composizione istantanea. Una sfida alla logica produttiva del suono, per abbracciare invece lentezza, trasformazione e presenza.
Il gran finale è atteso per venerdì 18 luglio con TRA, ensemble guidata da Giancarlo Mazzù e Luciano Troja, accompagnati da tre giovani promesse del jazz italiano: Maria Merlino (sax), Domenico Mazza (basso elettrico) e Federico Saccà (batteria). Il gruppo esplora i confini mobili del jazz, contaminando lo straight jazz con rumorismo, teatro musicale e composizione contemporanea.
Un’esperienza immersiva tra musica e memoria
Ogni concerto è un rito collettivo in cui il pubblico è chiamato non solo ad ascoltare, ma a partecipare a un’esperienza immersiva e irripetibile. Il Parco archeologico di Selinunte, tra i più estesi d’Europa, si trasforma così in palcoscenico naturale e paesaggio interiore, dove il tempo si sospende e la musica diventa esplorazione.
I biglietti per ciascun concerto hanno un costo di 10 euro. Info e prenotazioni sono disponibili su www.coopculture.it.





















