Un progetto ambizioso, una visione urbana profondamente radicata nella storia ma rivolta al futuro. Il concept vincitore del concorso di progettazione per il waterfront di Palermo porta la firma dello studio Cicala Associati e di un team multidisciplinare, intervenendo nel percorso che porta dal Foto Umberto I fino alla foce del fiume Oreto. La proposta è stata selezionata tra numerose candidature di alto livello per la sua capacità di coniugare qualità progettuale, sostenibilità e rigenerazione urbana.
Connettere Palermo e il mare
“La nostra idea nasce dalla volontà di proseguire il percorso virtuoso avviato dall’Autorità portuale, in particolare con il Molo Trapezoidale, che oggi rappresenta uno degli esempi più chiari di connessione tra Palermo e il mare”, spiega Edoardo Cicala, a capo dello studio. Il nuovo waterfront si sviluppa come un sistema continuo che si espande verso sud con l’obiettivo di creare un parco urbano lineare e multifunzionale, capace di accogliere nuovi stili di vita all’insegna della socialità, dello sport, della cultura e del benessere ambientale.

Spiagge urbane attrezzate, percorsi ciclopedonali, aree per lo sport all’aperto, spazi per eventi culturali, ma anche pontili galleggianti protesi verso il mare, da cui sarà possibile ammirare la città da prospettive nuove e allo stesso tempo antiche. “Vogliamo regalare ai palermitani un’esperienza completamente diversa del loro mare, una vista inedita e una riconnessione fisica ed emotiva con un elemento che ha sempre fatto parte dell’identità della città”, racconta ancora l’architetto.
L’impatto sulla città
Uno degli interventi chiave riguarda l’interramento della strada di scorrimento costiera, oggi percepita come una barriera infrastrutturale che divide il centro urbano dal mare. “È una delle arterie principali di accesso alla città, percorsa ogni giorno da mezzi pesanti e pendolari. Interrarla permetterà di sdoppiare i flussi, portando parcheggi e viabilità sottoterra, restituendo la superficie alla collettività, con un unico grande parco urbano che dalle Mura delle Cattive si estende fino al Foro Italico”, chiarisce Cicala.
In un momento storico in cui le città costiere europee cercano di recuperare il rapporto con le proprie rive, Palermo si affida a un progetto che non teme la complessità. Un’opera destinata a cambiare radicalmente il volto della città e a restituire ai suoi abitanti quella vista sul mare che per troppo tempo era stata negata.
Questa operazione non solo migliorerà la qualità dello spazio urbano, ma ridisegnerà la relazione tra il centro storico e la costa, creando un’infrastruttura verde attraversabile a piedi o in bici, interamente accessibile, pensata per essere vissuta in ogni stagione dell’anno. “Il nostro progetto non si limita a un’operazione estetica o simbolica, ma mira a costruire una vera infrastruttura pubblica di connessione“, ribadisce l’architetto.

Una visione vincente
Tra i motivi che hanno portato alla vittoria, si legge nel verbale di assegnazione del concorso: “La proposta vincitrice si stacca nettamente dalle altre per la capacità e chiarezza di risposta ai criteri di valutazione richiesti dal bando. È l’unica proposta che riesce a coniugare qualità progettuale e l’inserimento di nuovi servizi nel paesaggio, valorizzando la realtà storica dei luoghi e creando uno spazio collettivo di grande interesse.”
Il team che ha firmato il progetto unisce competenze trasversali: dalla progettazione architettonica alla visualizzazione digitale, dal design urbano al computational design. Accanto a Edoardo Cicala, ci sono Gioacchino Spallina, esperto di progettazione urbana; Natalia Di Gangi e Laura Castelluccio, designer; Daniel Mantilla, specialista in design computazionale, e Maurizio Sindona, visualizer.















