Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Italiano e Matematica in crisi, vola l’Inglese: l’Italia dell’istruzione a due velocità

Il rapporto Invalsi 2025 racconta un’Italia scolastica divisa: bene l’inglese e il digitale, ma metà degli studenti fatica con italiano e matematica.

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Elena Sabbatini
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C’è una scuola italiana che arranca tra grammatica e calcoli, e un’altra che si destreggia con sicurezza tra vocaboli inglesi e competenze digitali. Il nuovo rapporto Invalsi 2025 racconta un Paese diviso, non solo geograficamente, ma anche nei risultati scolastici. Mentre la dispersione scolastica sembra in calo, cresce il numero di studenti che, al termine del ciclo superiore, non padroneggiano neppure le competenze minime in Italiano e Matematica.

Secondo i dati raccolti dall’Istituto guidato da Roberto Ricci, uno studente su due, al momento del diploma, non possiede competenze adeguate né nella lingua madre né nella matematica. Un dato allarmante che conferma la distanza dai livelli pre-Covid, nonostante le speranze di ripresa maturate nel 2024.

Il Nord resiste, il Sud arranca

Il rapporto evidenzia un’Italia a due velocità. Nel Centro-Sud e nelle isole, la situazione è decisamente più critica, soprattutto in Matematica. In regioni come Lazio, Campania, Calabria e Sicilia, circa il 60% degli studenti non raggiunge nemmeno il livello base. In Sardegna, la percentuale sale al 70%.

Sul fronte dell’Italiano, solo al Nord si superano soglie accettabili di comprensione dei testi (attorno al 60%), mentre nel resto del Paese meno della metà degli studenti riesce a raggiungere livelli adeguati. Un quadro che allarma il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che, durante la presentazione del report, ha dichiarato:

“Dobbiamo ripensare l’insegnamento dell’italiano, i programmi, ed è quello che stiamo facendo. È fondamentale tornare ad avere un’attenzione forte verso grammatica, sintassi, riassunti”.

Il crollo parte dalle elementari

Il declino delle competenze sembra iniziare molto presto. Già alla fine delle scuole medie, in alcune regioni del Sud come Calabria, Sicilia e Sardegna, meno della metà degli studenti ottiene la licenza con una preparazione adeguata. E il dato è ancora più drammatico in Matematica, dove solo 4 ragazzi su 10 raggiungono un livello base. Le ragazze, in particolare, mostrano maggiori difficoltà in questa materia.

Valditara, intervenendo anche su questo fronte, ha proposto un cambio di approccio:

“Serve un ripensamento dell’insegnamento della matematica, che parta dalla realtà per arrivare alla teoria”.

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Inglese e digitale: le note positive

In questo quadro grigio, le competenze in lingua inglese si confermano invece solide. I risultati, pur leggermente in calo o stabili rispetto al 2024, restano superiori a quelli in Italiano e Matematica. Anche sul fronte del digitale gli studenti italiani mostrano buone capacità, segnale che la scuola riesce a comunicare meglio con il presente quando si tratta di tecnologie e lingue straniere.

I numeri raccontano la tendenza:

  • In seconda elementare, il 66% raggiunge il livello base in Italiano (era il 73% nel 2022) e il 67% in Matematica.
  • In quinta, l’Italiano si ferma al 75%, mentre la Matematica arretra al 66%.
  • L’Inglese tiene, con valori solo leggermente inferiori agli anni precedenti.
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Un futuro da costruire dalle basi

Il paradosso è chiaro: mentre gli studenti italiani migliorano nella comunicazione con il mondo esterno, fanno sempre più fatica a esprimersi nella propria lingua e a risolvere problemi matematici. Non basta quindi digitalizzare le aule: serve ricostruire la base. La sfida per il sistema scolastico italiano è ripensare i fondamenti dell’educazione, affinché nessuno resti indietro, fin dai primi anni.

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