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domenica|15 Marzo|2026
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Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Ostreopsis ovata: torna l’alga tossica nei mari siciliani, livelli oltre soglia a Palermo e Trapani

Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
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Le alte temperature e il mare calmo delle ultime settimane hanno creato le condizioni ideali per il ritorno di Ostreopsis ovata, una microalga tossica che da anni rappresenta un pericolo per la salute pubblica. In Sicilia, le analisi condotte da ARPA segnalano concentrazioni elevate soprattutto a Palermo e in provincia di Trapani, con valori che superano la soglia di allerta.

Un rischio invisibile che arriva dal mare

Non si vede a occhio nudo, ma Ostreopsis ovata può trasformare il mare in un ambiente poco salubre. Durante le fioriture, questa microalga può colorare l’acqua di torbido e generare chiazze schiumose sulla superficie. Il problema principale, però, è rappresentato dalle ovatossine, sostanze simili alle palitossine, potenzialmente dannose per l’uomo.

L’esposizione può avvenire non solo facendo il bagno, ma anche respirando aerosol marino contaminato, soprattutto in giornate ventose. I sintomi più comuni sono irritazioni cutanee, congiuntiviti, mal di testa, spossatezza, fino a nausea e difficoltà respiratorie nei casi più gravi. A essere più vulnerabili sono soggetti allergici, asmatici e bambini.

Sicilia sotto osservazione: i dati aggiornati

Secondo i monitoraggi più recenti, la situazione in Sicilia è da tenere d’occhio. A Vergine Maria, borgata marinara di Palermo, le analisi hanno rilevato 27.000 cellule per litro, superando ampiamente la soglia di attenzione. Anche a Erice, in provincia di Trapani, si segnalano livelli elevati, con 13.000 cellule/litro.

In base alle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, una densità compresa tra 10.000 e 30.000 cellule/litro in presenza di mare calmo e caldo rappresenta una fase di allerta, mentre oltre 30.000 si entra in fase di emergenza, soprattutto se accompagnata da vento e mareggiate.

Cosa fare se si manifestano sintomi

Dopo una giornata in spiaggia, soprattutto in zone già interessate dal fenomeno, è bene prestare attenzione ai segnali del corpo. In caso di malessere, è consigliato:

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  • allontanarsi subito dalla zona costiera;
  • lavarsi con acqua dolce;
  • rivolgersi al medico se i sintomi persistono o peggiorano.

Generalmente i sintomi scompaiono spontaneamente nel giro di poche ore, ma se si sospetta l’ingestione di pesce o frutti di mare contaminati, è opportuno recarsi al pronto soccorso.

Un fenomeno da non sottovalutare

Negli ultimi anni, Ostreopsis ovata si è affacciata sempre più spesso sulle coste italiane, in particolare durante le estati calde e senza vento. La sua presenza rappresenta una sfida non solo per la salute pubblica, ma anche per la balneazione e il turismo. Per questo, è fondamentale il lavoro di monitoraggio svolto da ARPA e l’attenzione dei cittadini.

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