C’è un’energia che a Catania cresce silenziosa ma potente, fatta di impegno, empatia e responsabilità condivisa. Si chiama “WonderWAVE” ed è l’iniziativa lanciata dal Comitato per l’Imprenditoria Femminile di Confindustria Catania, che lo scorso 18 luglio ha trasformato una serata d’estate in un momento autentico di solidarietà.
Nella cornice accogliente della sede di LAD Onlus, tante imprenditrici, imprenditori, figure istituzionali e cittadini si sono ritrovati per unire le forze a favore di WonderLAD, la casa dell’accoglienza pensata per i bambini malati oncologici e le loro famiglie. Un progetto nato dal cuore di Cinzia Favara Scacco e portato avanti insieme a Emilio Randazzo, che rappresenta oggi un presidio prezioso per chi si trova a dover lasciare tutto per inseguire una speranza di cura.
La solidarietà come missione condivisa
Al centro dell’iniziativa, promossa dalle Donne Imprenditrici di Confindustria Catania, il desiderio di costruire una rete virtuosa tra impresa e società, capace di produrre effetti concreti e duraturi. «L’onda della solidarietà torna sempre indietro. Fare del bene fa stare bene», ha sottolineato la presidente del Comitato, Monica Luca, aprendo l’evento. «L’imprenditoria può e deve essere un punto di riferimento non solo economico, ma anche sociale».
Le sue parole hanno trovato eco in una partecipazione ampia e sentita: da Confindustria Catania, con la presidente Maria Cristina Busi sempre in prima linea, fino alle tante realtà produttive che hanno scelto di esserci, con convinzione e generosità.
Un mosaico di imprese, un solo obiettivo
Tra le aziende presenti: Acido Lattico, Agea, Agoraa, AlCantara, Centocinquanta, Condorelli, Coseap, Dolfin, FIAP Sicilia, Formaitalia, Gruppo Acies, Gruppo Strazzeri, Hering, Indico, Isola, Jeko, MAD, Mas Communication, Metaconsulting, Myes, Nexus Laboratori, Parmalat, Polisplend, QdS, Samisud, Sibeg Coca-Cola, Sibat Tomarchio, Sicilenergia, Siciliapolis, Sikelia Ceuticals, Sole, Terre di Vendicari, Vivatis Farma. Tutte unite da un obiettivo comune: sostenere una causa che tocca corde profonde.
La serata ha rappresentato molto più di una raccolta fondi. È stata una dichiarazione collettiva d’intenti: la solidarietà non è un gesto sporadico, ma un modo di abitare il territorio e prendersene cura. Un’onda, appunto, destinata a propagarsi e diventare sempre più travolgente.














