Credo che l’acqua sia verde. È il pensiero che attraversa, in una mattina come le altre, la mente di Giovanni, protagonista del cortometraggio animato realizzato da Carlotta Brancato, giovane animatrice palermitana, con la sceneggiatrice Alessandra Chiappa, e gli animatori Lucrezia Gino e Stefano Soru. Un progetto autoprodotto, che segue un processo creativo strutturato e complesso.
La trama: il paradosso e il riscaldamento globale
Come reagiresti se un giorno, aprendo i rubinetti di casa, l’acqua uscisse verde? Parte tutta da qui la storia di Giovanni, il giovane protagonista di Credo che l’acqua sia verde. Nasce in lui quasi un’allucinazione: inizia a chiedersi se in effetti l’acqua sia sempre stata verde, non riesce a capire se sia un problema nato dalla sua immaginazione o se sia tutto vero.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare sul tema del riscaldamento globale e sulle conseguenze che il cambiamento climatico in atto ha sulla vita di ognuno. Ed è proprio in questa fase che nasce un paradosso: “Giovanni è un ragazzo come tanti, in cui ognuno di noi si può identificare. Anche se ha il problema davanti a sé, sceglie di girare la testa dall’altro lato e ignorarlo. Di non vedere o fare qualcosa per cambiare la situazione”, racconta Carlotta Brancato ai microfoni di BE Sicily Mag. Insomma, tutti vediamo, ma nessuno agisce nel concreto, almeno finché il problema non lo tocca personalmente.
Da un’idea di Carlotta Brancato e Alessandra Chiappa
“A dare il via al progetto siamo state io e Alessandra – spiega Carlotta Brancato – perché sentivamo entrambe il bisogno di creare un qualcosa di nostro. La cosa curiosa è che non ci siamo neanche mai incontrate, ci siamo conosciute tramite mio fratello e da agosto 2024 collaboriamo a distanza, perché lei è di Cremona mentre io vivo a Palermo”.
Il tema scelto è più attuale che mai: “È un argomento che a noi sta molto a cuore. Il cortometraggio punta a sensibilizzare, dare consapevolezza, sia ai giovani che ai più grandi riguardo la condizione climatica in cui ci troviamo oggi”.
Le fasi creative
Sono tre le fasi principali dietro la creazione di un cortometraggio: pre-produzione, produzione e post-produzione. “Alessandra Chiappa cura la sceneggiatura e insieme gestiamo la regia, con Lucrezia Gino e Stefano Soru invece ci occupiamo di tutti i processi animativi”. Un processo lento e fatto di piccoli dettagli: “Al momento stiamo chiudendo la pre-produzione, abbiamo scritto il corto, abbiamo già dato vita allo story board e stiamo finendo l’animatic, cioè il fumetto animato di quello che sarà il cortometraggio in sé”, continua Carlotta Brancato. Seguirà la produzione, con la creazione delle animazioni vere e proprie e poi, in post-produzione, il montaggio.
“L’ultimo step sarà quello di aggiungere il sound. Ancora non c’è una data definitiva, stiamo aderendo a diversi festival e iniziative per proporlo alle varie produzioni, così da ricevere i finanziamenti necessari – si tratta infatti di un cortometraggio interamente autoprodotto – speriamo di farlo vedere al pubblico il più presto possibile”, conclude.



















