Ad Ortigia, in provincia di Siracusa, l’ex Carcere Borbonico si prepara a cambiare destinazione d’uso. Dopo oltre quattro anni di sequestro, l’ormai ex istituto penitenziario diventerà un museo-albergo. A sostenere con forza l’iniziativa sono stati anche grossi gruppi internazionali, intenzionati a restituire una nuova opportunità all’edificio ottocentesco. La struttura, rivalutata come realtà di alta fascia vista l’entità dell’investimento, racconterà la storia e le origini delle carceri borboniche. Per lo storico edificio si tratta di una svolta decisiva, soprattutto dopo il rischio di crollo corso nel 2021 a causa dello stato di abbandono e del grave deterioramento.
La definitiva messa in sicurezza
“A casa cu n’occhiu”, la casa con un occhio, – così è stata ribattezzata la struttura – dopo essere stata più volte messa all’asta tra i beni dell’ex Provincia regionale di Siracusa e aggiudicata lo scorso anno dalla società Tas per 3,8 milioni di euro, è stata di recente messa in sicurezza grazie alla conclusione dei lavori che hanno consolidato l’intervento di dissequestro, bonificato l’area circostante e sostituito la recinzione che delimita lo spazio esterno così da impedire l’accesso non autorizzato. Una volta recuperato l’edificio, un tempo fatiscente e pericolante, la società potrà destinarla a struttura ricettiva, restituendole vita e scongiurandone il degrado.
Le intenzioni della Tas
Il progetto complessivo dei lavori, che saranno avviati prossimamente, verrà presentato a giorni agli enti competenti. Tuttavia, la scelta della Tas potrebbe riservare sorprese, con un possibile ribaltamento delle intenzioni: vendere l’edificio invece di destinarlo al turismo una volta concluso l’iter burocratico, anche in considerazione dell’interesse già manifestato da alcuni grandi gruppi internazionali. Il restauro in corso è comunque di carattere conservativo e mira non solo al recupero dell’immobile ma anche alla valorizzazione delle aree limitrofe, restituendo dignità a un sito che per troppo tempo è rimasto in abbandono.
Il momento del rinnovamento appare quindi sempre più vicino e sembra finalmente scongiurato il rischio di degrado per la storica struttura, rimasta chiusa al pubblico dal terremoto di Santa Lucia del 1990 e simbolo di un’attesa rinascita per la comunità locale.



















