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Sugarfree: il ritorno in grande stile della band catanese

Il catanese Matteo Amantia, cantante degli Sugarfree ripercorre alcuni momenti della sua carriera La band "affetta da Cleptomania” torna in grande stile con il singolo Togliersi di torno. “Siamo orgogliosamente isolani”.  L'articolo, a cura di Maria Longo, è tratto dall'edizione di Marzo 2025 di BE Sicily Mag.

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Era il 2005 quando in radio esplode Cleptomania, il singolo d’esordio con il quale gli Sugarfree entrano nel panorama musicale italiano. Cleptomania ottiene un grandissimo successo e diviene subito tra i brani più trasmessi nelle radio italiane. Un suono fresco ed orecchiabile, un pop rock con influenze tipiche della musica italiana e un testo che ricordiamo ancora a memoria, nonostante siano passati ben venti anni. Un exploit che ha permesso alla band etnea di farsi conoscere al grande pubblico e di aggiudicarsi il disco d’oro. Cromosoma, Solo lei mi dà e Scusa ma ti chiamo amore, sono solo alcuni dei singoli che hanno reso di Sugarfree tra i più apprezzati dai Millennial nei primi anni 2000.

Il ritorno al grande pubblico

Gli Sugarfree, che non hanno mai smesso di fare musica, sono tornati sul piccolo schermo: Matteo Amantia, infatti il cantante storico della band, ha di recente concluso l’esperienza su Rai 1 con il programma Ora o Mai Più a fianco di Alex Britti. Un sodalizio veramente interessante dal quale si spera possa uscire della nuova musica.

Ed è proprio con Matteo Amantia che ripercorriamo alcuni momenti della carriera; un mix curioso e affascinante, un ponte tra ieri ed oggi dove gli anni passano, il modo di fare musica cambia ma la grinta e la voglia di stupire i numerosissimi fans si evolve sempre più. Energie positive, made in Sicily, isola da cui – come ammette Matteo – ti puoi allontanare solo per brevi periodi perché in fondo “Siamo (orgogliosamente) isolani”.

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Matteo Amantia

Dalla città etnea al panorama musicale italiano, cosa avete provato quando Cleptomania veniva trasmessa praticamente ovunque?
Quando Cleptomania veniva trasmessa ovunque è stato un qualcosa di incredibile, soprattutto perché in quel periodo dalla Sicilia, diciamo, era veramente difficile far emergere un progetto. Ricordo che in ogni stazione radio sentivamo Cleptomania, tutti in città ci fermavano e ci urlavano Forza Catania.

Ricordi un aneddoto in particolare di quel periodo?
Ricordo un aneddoto carino; ero in macchina con Peppe, il batterista, e stavamo camminando. Si affianca un ragazzo con un motorino accanto a velocità, mi guarda dal finestrino e mi dice, in catanese, “M’bare sei un numero uno!”. Questo è stato veramente, veramente bello.

Eravate giovanissimi, come avete vissuto questo incredibile successo?
Beh, sì, eravamo in effetti molto giovani e il successo ci ha stravolto nel giro di pochissimo tempo. Ci ha proprio cambiato la percezione della realtà. Considera che nel giro di pochi mesi non potevamo più camminare per strada senza essere fermati o bloccati.

Sanremo 2006, siete tra i big in gara con il brano “Solo lei mi dà”, come ricordate questa esperienza?
Sanremo è stata per noi un’esperienza incredibile, a parte il fatto che siamo entrati direttamente come big, per cui era anche, come dire, una responsabilità enorme. Poi al Festival ci sono tutti i media, tutte le televisioni, tutte le radio pronti a guardare ogni minimo dettaglio, per cui oltre l’emozione c’è anche un po’ di ansia che abbiamo provato, per non parlare dei milioni di telespettatori che ti guardano. Insomma, non è facile controllare la voce e cantare in maniera tranquilla quando appunto sai di essere nella kermesse più enorme d’Italia. Un’esperienza indimenticabile, tantissima emozione ed un pizzico di ansia.

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Avete esordito nei primi anni 2000 quando la musica era pulita da certe dinamiche oggi presenti, come avvertite questo cambiamento?
Quando siamo usciti noi, nel 2004 con Cleptomania e fino al 2007, sicuramente le dinamiche erano completamente diverse. Bisognava fare tante gavetta, i social ed i talent non c’erano o comunque, erano proprio all’inizio, per cui era veramente diverso per un artista. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere un contratto con la Warner per un solo singolo – Cleptomania – e da lì si sono aperte le porte.

Si dice spesso che la musica sia cambiata negli ultimi anni, è uno stimolo o un ostacolo?
La musica sì, cambia, cambia continuamente. Io penso sempre che sia uno stimolo, anche nei generi che magari per gli adulti diciamo, risulta un po’ più incomprensibile. Come in questo momento, che ne so, la Trap? Io in realtà cerco sempre di trovare input positivi anche in generi che non mi piacciono; quindi, anche lì trovo sempre qualcosa che ha il suo fascino, la sua bellezza. Mi ricordo in passato quando arrivò, che ne so, il rap in Italia, in molti non la consideravano neanche musica. E ancora, se guardiamo di più al passato, il rock. Ebbe negli anni 60’-‘70, questo tipo di influenza, per cui credo che sia normale che la musica cambi ed è giusto. Non bisogna avere i paraocchi e vedere sempre la musica di prima migliore di quella di adesso.

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Hai di recente concluso l’esperienza in tv con “Ora o mai più”, in onda su Rai Uno il sabato sera: qual è il collega con cui hai legato maggiormente (ammesso che ci sia).
Allora sì, per quanto riguarda “Ora o Mai più”, beh, in realtà ce ne sono un paio con i quali condividiamo tante cose, in primis Pierdavide, ma anche Pago. Più che altro perché abbiamo condiviso lo stesso hotel; quindi, abbiamo avuto anche modo di conoscerci meglio. Pierdavide, un bravissimo ragazzo oltre che un bravissimo cantautore. Ogni mattina la colazione insieme, ogni tanto l’allenamento in palestra insieme. Pago è un simpaticone, una persona vera, pulita. Quindi sì, con loro maggiormente, ma diciamo perché abbiamo avuto appunto più tempo da trascorrere insieme. Ma in realtà con tutti i ragazzi abbiamo legato, c’è un bel gruppo.

Il rapporto con Alex Britti è veramente simbiotico, lo stesso cantante ha ammesso di quanto parliate tra una prova ed un’altra della tua vita catanese, possiamo sperare in un’esibizione insieme in città?
Sì, con Alex si è venuto a creare un feeling molto bello. Abbiamo in comune appunto un po’ il modo di prendere la vita, un po’ rockettara e quindi abbiamo veramente un bellissimo rapporto. È vero che parliamo anche di Catania, città che lui conosce molto bene perché ci passa spesso in estate, ha tanti amici. E beh, abbiamo già parlato anche di fare qualche brano insieme, per cui, può essere, chissà! Io ci spero e penso che ci sarà l’occasione per vederci insieme sul palco.

A tal proposito, qual è il tuo legame con Catania e in generale con la Sicilia?
Beh, chiaramente il rapporto con Catania e in generale con la Sicilia è molto forte. In passato con gli Sugarfree abbiamo provato a trasferirci in altre città, anche a Milano, che era un po’ il centro della discografia delle grandi radio. In realtà non ci siamo riusciti perché appunto per un motivo o per un altro ci mancava la nostra città, da buoni isolani. È molto forte il legame con le nostre origini: i concerti a Catania per noi hanno avuto sempre un’importanza molto grande perché nella propria città si ha sempre, come dire, un’emozione in più.

Progetti futuri, puoi anticiparci qualcosa?
Abbiamo sicuramente il singolo uscito proprio alla fine di “Ora o Mai più”, che si intitola Togliersi di torno. E forse spiazzerà qualcuno perché è un funk elettronico che si discosta un po’ dal classico stile Sugarfree. In quest’epoca in cui siamo tutti connessi sui social, tutti apparentemente amici, vi è forse un po’ la voglia di scappare da tutto questo e di andare in qualche luogo in cui si è a contatto più con la natura e con le cose vere.

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