back to top
lunedì|13 Aprile|2026
lunedì | 13 Aprile | 2026
Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

ultimi articoli

Archestrato di Gela: il poeta che inventò la critica gastronomica nell’antichità

Nel IV secolo a.C., da Gela partiva un poeta per raccontare in versi dove trovare le vere delizie della vita.

Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
- Advertisement -

Nel IV secolo a.C., quando le navi mercantili solcavano il Mediterraneo cariche di vino, olio e spezie, un poeta siciliano decise di trasformare il piacere della tavola in letteratura. Archestrato di Gela, raffinato viaggiatore e buongustaio, scrisse l’Hedypàtheia (Le delizie della vita), considerato il primo trattato di critica gastronomica della storia. In un’epoca in cui parlare di cibo significava celebrare banchetti e rituali sacri, Archestrato elevò la cucina a tema poetico, unendo gusto, filosofia e arte.

Un poeta tra cucina e filosofia

Originario di Gela, vivace città della Magna Grecia, Archestrato visse in un periodo in cui la Sicilia era crocevia di culture e commerci. Non era un cuoco di professione, ma un intellettuale che amava viaggiare, osservare e raccontare. La sua formazione lo portò a frequentare ambienti colti e a mescolare l’arte poetica con l’esperienza diretta dei mercati, delle cucine e delle taverne di tutto il Mediterraneo. Nei suoi versi, il cibo diventa argomento degno di riflessione, con una cura per i dettagli che anticipa la critica enogastronomica contemporanea.

“Hedypàtheia”: il poema delle delizie

Scritto in esametri, lo stesso metro usato da Omero, l’Hedypàtheia non è un semplice elenco di pietanze, ma una mappa poetica del buon vivere. Archestrato guida il lettore – o meglio, l’ascoltatore, data la tradizione orale – attraverso città, porti e mercati, indicando dove trovare il miglior pesce, il vino più pregiato o il pane più fragrante. Valuta, confronta e giudica, non limitandosi a descrivere: esprime vere e proprie opinioni su sapori, cotture e abbinamenti. È questo approccio valutativo che rende l’opera il primo esempio di critica gastronomica dell’Occidente.

Viaggi e sapori del Mediterraneo

Il poema è anche un diario di viaggio, con tappe che spaziano dalla Sicilia alla Grecia continentale, dalle isole dell’Egeo all’Asia Minore. Archestrato racconta il gusto dolce delle triglie di Lesbo, la freschezza del tonno di Sicilia, l’aroma speziato del vino di Chio. Non mancano consigli pratici: diffida del pesce fuori stagione, prediligi i prodotti locali, cerca sempre la freschezza. Per lui, mangiare bene non è solo questione di ricchezza, ma di conoscenza e discernimento.

Archestrato di Gela, antesignano del food writing

Molti autori successivi, come Ateneo di Naucrati, citarono e commentarono i versi di Archestrato, riconoscendogli un ruolo fondativo nella letteratura del cibo. La sua capacità di unire viaggi, gastronomia e poesia ha aperto la strada a un genere che oggi definiremmo “food writing”. Il suo tono diretto, a tratti ironico, la precisione delle descrizioni e la capacità di far viaggiare il lettore attraverso i sensi lo rendono sorprendentemente moderno.

La Sicilia come punto di partenza e d’ispirazione

Nell’Hedypàtheia, la Sicilia è più di una semplice cornice: è una protagonista. I porti di Gela e Siracusa, ricchi di merci e profumi, offrono al poeta materia per elogi e confronti. Esalta il pesce fresco delle coste siciliane, l’olio fragrante, il grano dorato che rende il pane dell’isola tra i migliori del Mediterraneo. La sua terra d’origine diventa così il punto di riferimento con cui misura la qualità di altri luoghi.

Adv

Un’eredità che parla ancora oggi

Archestrato di Gela non fu soltanto un poeta, ma un viaggiatore curioso e un raffinato conoscitore del gusto. La sua opera, pur giunta a noi solo in frammenti, continua a ispirare chi vede nella cucina non solo un atto quotidiano, ma un linguaggio culturale e identitario. Rileggerlo significa riscoprire che l’arte di mangiare bene è antica quanto la civiltà stessa.

Adv
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

ULTIMI ARTICOLI

consigliato da be

Maddaloni Arredamenti inaugura il nuovo showroom a Palermo: 1.500 metri quadrati dedicati al design e all’abitare contemporaneo

Oltre 1.500 metri quadrati dedicati al design, alla progettazione e all’abitare contemporaneo. È stato inaugurato ieri sera, in via Ugo La Malfa a Palermo,...

non perderti

spot_img