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martedì | 17 Febbraio | 2026
Mariachiara Accardi
Mariachiara Accardi
Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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“I Novi Cosi” protagonisti a Gangi: la tradizione che nutre il presente

Nel cuore della Sagra della Spiga, torna il percorso “Memorie e Tradizioni” con la storica mistura di legumi e cereali siciliani, arricchita dai Presìdi Slow Food delle Madonie. Un inno alla biodiversità, alla salute e alla cucina contadina

Mariachiara Accardi
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Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.
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I bambini non sempre li amano e alcuni adulti continuano a fare i “capricci” per mangiarli. I legumi dividono un po’ i commensali, tuttavia c’è un particolare piatto che li vede protagonisti, che carico di storia e tradizione, continua ad essere apprezzato dai cittadini di Gangi. Sono “I Novi Cosi”, la mistura dall’origine remota che unisce nove tipologie differenti di legumi e cereali, al centro del percorso storico, culturale e gastronomico “Memorie e Tradizioni”, nel cuore del centro storico della cittadina. La manifestazione, dal titolo “Il sapore antico, un futuro sostenibile: I Novi Cosi e i legumi Presìdi Slow Food”, rientra nel programma della sessantesima edizione della Sagra della Spiga e si ripropone anche quest’anno. La presentazione ufficiale avverrà in conferenza stampa il 9 agosto 2025 alle ore 18.30 presso la Società Operaia di Gangi.

L’evento “Memoria e Tradizione”

La degustazione della preziosa mistura avverrà nell’ambito del percorso “Memoria e Tradizione”, in programma venerdì 8 e sabato 9 agosto tra i vicoli e le piazze del centro storico. Biodiversità e sostenibilità sono i valori che questo piatto unico incarna, celebrando il benessere attraverso ingredienti come lenticchie, fave, ceci, fagioli, piselli, cicerchie e orzo. La ricetta, tramandata da generazioni, è custodita dalla Pro Loco di Gangi e preparata con passione da soci storici come Nicolò Angilello e Cataldo Spedale, che da 46 anni si occupano della sua realizzazione. La cottura, che coinvolge circa 300 kg di legumi siciliani, avviene in scenografici calderoni di rame disposti in fila e richiede oltre cinque ore.

La novità di questa edizione

Per l’edizione 2025, grazie alla collaborazione con Slow Food delle Madonie, la ricetta si arricchirà di varietà rare e locali: la Fava cotona di Modica, la fava chiatta leonfortese, la cicerchia di Licodia Eubea e il fagiolo Badda di Polizzi Generosa. Non mancheranno i ceci e le lenticchie coltivati dalla Cooperativa Sociale Verbumcaudo. A completare il piatto un tripudio di sapori: cipolle, sedano, patate, pomodori, carote e verdure selvatiche di stagione del territorio. Il tocco finale sarà dato da peperoncino, pepe, sale e dall’olio extravergine d’oliva Mallìa, anch’esso Presidio Slow Food.

Leggi anche:  Alla scoperta di Gangi con la Rete dei Musei ANCI Sicilia: da Giambecchina alle origini del primo Borgo dei Borghi d’Italia

Le versioni del piatto

Durante il percorso sarà possibile assaporare il piatto in due versioni più inclusive: quella tradizionale, arricchita da carne di maiale e vitello, e quella vegetariana, pensata per chi predilige un’alimentazione senza carne. Un’occasione per riscoprire il valore nutrizionale dei legumi, protagonisti di una dieta sana e sostenibile, che contribuisce a crescere in salute e invecchiare bene, perché la carne, se lo si vuole, può essere sostituita senza perdere nulla a livello nutrizionale.

L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Gangi, dalla Pro Loco Gangi, dall’Associazione Legumi Siciliani APS, dalla Condotta Slow Food delle Madonie e dal Circolo della Società Operaia.

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