È ufficialmente entrato in produzione il nuovo dissalatore di Porto Empedocle, primo dei tre impianti strategici voluti dalla Regione Siciliana per fronteggiare la grave crisi idrica che colpisce l’isola. Con l’attivazione, da oggi vengono immessi nella rete idrica 50 litri al secondo di acqua dissalata, convogliati verso il nodo di Villaseta, a beneficio della città di Agrigento.
L’impianto, però, non si fermerà qui. È previsto un aumento graduale della produzione: altri 25 litri al secondo saranno aggiunti l’11 agosto e ulteriori 25 litri tre giorni dopo, per arrivare così a una portata complessiva di 100 litri al secondo.
“L’entrata in funzione del dissalatore di Porto Empedocle – ha commentato il presidente della Regione Renato Schifani sul suo profilo Facebook – rappresenta un risultato concreto nella lotta alla crisi idrica che da tempo affligge il nostro territorio. È una risposta immediata e tangibile ai bisogni dei cittadini e delle imprese. Il mio governo continua con determinazione su questa strada per garantire alla Sicilia un futuro più sicuro e sostenibile sul piano delle risorse idriche”.
Il dissalatore di Porto Empedocle è parte di un piano regionale che prevede la realizzazione di tre impianti strategici, con i cantieri attivi anche a Gela e Trapani. Per finanziare il progetto, la Regione Siciliana ha stanziato 110 milioni di euro: 90 milioni provengono dal Fondo di sviluppo e coesione, ottenuto grazie all’accordo firmato a maggio 2024 tra Schifani e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre gli altri 20 milioni arrivano dal bilancio regionale, con una quota di 10 milioni destinata alla gestione operativa degli impianti.












