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lunedì|9 Marzo|2026
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Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Scoperto in Sicilia un nuovo asteroide: il primo “italiano” dopo 19 anni

Il telescopio delle Madonie individua 2025 QK3: l’Italia torna protagonista nella caccia agli asteroidi dopo quasi vent’anni.

Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
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Nella notte tra il 21 e il 22 agosto 2025 il cielo delle Madonie ha regalato una scoperta storica: un nuovo asteroide near-Earth, battezzato 2025 QK3, è stato individuato con il Wide-field Mufara Telescope (WMT) della Fondazione Gal Hassin. È il primo oggetto di questo tipo scoperto da un telescopio italiano dopo quasi vent’anni.

Una caccia al cielo tutta siciliana

La scoperta è avvenuta a 1864 metri di quota, sul Monte Mufara, dove il telescopio robotico della Fondazione lavora sotto uno dei cieli più bui e puliti d’Europa. Proprio questa condizione ha permesso agli astronomi di individuare un corpo celeste che, al momento dell’osservazione, appariva debolissimo e in rapido movimento.
Per riuscirci, il team ha utilizzato la tecnica del “synthetic tracking”, che combina centinaia di immagini a breve esposizione per “bloccare” il movimento degli asteroidi in transito. Una sfida complessa che ha dato i suoi frutti.

Il ritorno dell’Italia tra i protagonisti

Dopo la conferma da parte del Minor Planet Center, la scoperta è stata ufficializzata il 23 agosto. Si tratta di un evento eccezionale: l’ultimo asteroide near-Earth scoperto dall’Italia risaliva al 2006, mentre il primo era stato individuato nel 1994. In mezzo, soltanto pochissimi altri casi.
Con questa nuova scoperta, l’Italia torna a scrivere il suo nome nella grande mappa della difesa planetaria, il campo scientifico che monitora asteroidi e comete potenzialmente vicini al nostro pianeta.

Scoperto in Sicilia un nuovo asteroide: il primo “italiano” dopo 19 anni - Be Sicily Mag - image 12
Il Nea 2025 QK3 ripreso fra il 21 e il 22 agosto 2025 dal telescopio Wmt della fondazione Gal Hassin. Crediti: Fondazione Gal Hassin

Quanto è grande e se rappresenta un rischio il 2025 QK3

2025 QK3 ha un diametro stimato tra i 30 e i 60 metri, dimensioni intermedie tra l’asteroide che nel 2013 esplose nei cieli di Chelyabinsk e quello della famosa catastrofe di Tunguska del 1908. Nonostante l’impatto evocativo di questi paragoni, non c’è da preoccuparsi: l’orbita di QK3 non incrocia quella terrestre e la distanza minima di passaggio è di circa 3,1 milioni di chilometri. Il prossimo avvicinamento significativo avverrà soltanto nel 2119.

Leggi anche:  Quando lo Spazio incontra la Sicilia: giovani ricercatori in orbita tra Palermo e Isnello

La Sicilia, nuova frontiera dell’osservazione spaziale

La scoperta non è solo un traguardo scientifico ma anche una conferma del ruolo crescente della Sicilia nelle osservazioni astronomiche. Proprio sul Monte Mufara, accanto al telescopio WMT, sarà installato il primo FlyEye dell’Agenzia Spaziale Europea: uno strumento d’avanguardia destinato a rivoluzionare la ricerca di oggetti vicini alla Terra.
Per il team del Gal Hassin, 2025 QK3 è un punto di partenza: la speranza è che sia solo la prima di molte nuove scoperte con il cielo siciliano come protagonista.

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